Mi dicevi Pensi troppo tu, devi essere più leggera, ci pensa già la vita a essere pensante.
Mi dicevi Hai troppo tempo per pensare tu. E io ti rispondevo che avevi ragione, ma avrei potuto pensare ad altro, non a te. Non a te che non c’eri abbastanza, non a te che dovevo venire a cercare. È tutto più semplice di ciò che pensi, mi rispondevi. Ma io, in fondo, non ti ho mai creduto.
Vorrei poterti dire che penso poco in questi giorni. Vorrei dirti che sto vivendo dentro al momento e non altrove. Che quando non sono nel momento, sono dentro a un libro. Vorrei dirti che sto leggendo ancora di più di quando mi conoscevi. Vorrei poterti dire che quando non leggo cerco di guardare la gente, di ascoltarla, di rubare i loro attimi. Che li fotografo con gli occhi e con le orecchie anche.
Vorrei raccontarti che alla sera sono stanca, ma credo di non essermi mai addormentata con un pensiero triste, forse sorrido anche.
Non lo so, nessuno alla mattina me lo racconta mai. Vorrei poterti raccontare ogni mia emozione, vorrei farlo mentre torno a casa con le mani a pugno nelle tasche, non badando alle luminarie, al buio del quasi inverno e a quel filo di solitudine che so essere lì in agguato, ma che fingo di ignorare. Vorrei poterti dire che sto cercando di colmare il vuoto che mi ha lasciato la tua assenza, ma che in fondo l’ho solo coperto quel vuoto e non c’è giorno che non mi ci avvicini un poco, lo ascolti e rimanga lì accanto ad aspettare per un poco.
Vorrei poterti dire che domani verrò a cercarti, o forse che domani riuscirò a dimenticarti. Vorrei poterti dire che, come ogni volta, la vita va avanti, trascina via, rimuove un poco e cancellerà ciò che serve per sopravvivere.
Vorrei potertelo dire…

