Un unico momento da salvare

“Se ti dicessero che puoi salvare un unico momento della tua vita. Tu quale sceglieresti?”


Eccola, una delle sue solite domande, pensa lei, un modo per riempire il vuoto del silenzio. Ma lei, ora quel silenzio lo vorrebbe; lei ore desidera rimanere sola con quella Cacio e pepe che il cameriere le ha appena posato davanti.
Ma quella domanda è lì, sospesa nell’aria, e attende una risposta.


Un solo momento, pensa,

mentre la forchetta avvolge velocemente gli spaghetti e raggiunge la bocca. Assapora lentamente, prende tempo, mentre non sa trovare una risposta giusta. Perché deve essere anche giusta quella risposta, pensa.
L’entrata di un albergo, una ventina di anni prima, una fragorosa risata e due giovani donne piegate su quella risata, lei addirittura caduta in ginocchio. Una vacanza lontana della quale ricorda poco, quasi nulla: un piccolo sentiero che porta al mare, l’amica che smarrisce un golfino bianco, la faccia simpatica dell’uomo alla reception e il soprannome che gli hanno appiccicato addosso.

E quella risata.


Gli occhi di lui stanno ancora attendendo una risposta, perché lui è fatto così. A lui piace chiacchierare mangiando, nemmeno una Cacio e Pepe può fargli cambiare idea; che poi lui ha ordinato gnocchi, gnocchi con il ragù di qualcosa…

Allora? Le chiede, senza formulare la domanda.

Forse, risponde lei, la prima volta che ci siamo incontrati, ricordi?, il ristorante era dall’altra parte della strada e tu, prima di attraversare, mi hai presa per mano. Una piccola corsa ci ha portato davanti all’ingresso di quella trattoria – non era un ristorante. Ecco, dice, la prima volta che mi hai preso per mano, ricordi?, ripete. Poi, pensa, anche quella volta ho ordinato Cacio e Pepe.


Lui allunga una mano e la posa sulla sua, è solo un attimo, poi le sorride e con la forchetta infila un paio di gnocchi.
No, lui quel momento non la ricorda, lei lo sente.


Con la forchetta raccoglie gli ultimi spaghetti ormai tiepidi e torna davanti a quell’albergo di tanti anni fa. Chissà poi perché stavamo ridendo, si chiede