Un sorriso in più

Tra qualche giorno compirò ottant’anni, mi dice.


Poi continua raccontando di essere andata a fare le analisi del sangue e di essersi fermata al bar a fare colazione. Rientro a casa per riposare un poco e poi andrò a fare la spesa, aggiunge, ogni giorno esco per fare la spesa e la colazione al bar.

Fa bene a camminare, le dico io, e lei mi risponde che ogni mattina fa ginnastica alle gambe prima di scendere dal letto. Mi racconta tutti i movimenti che fa, mi dice che poi appoggia i piedi a terra molto lentamente.

Mi parla di un incidente di un po’ di anni fa, di ossa rotte e di una placca di ferro che ora le tiene insieme il braccio con la spalla. Mi parla di una malattia che ha dovuto combattere e di un marito che non c’è più.


Parla senza una goccia di vittimismo, ma solo con l’orgoglio tipico di chi ha vinto le sue battaglie.


Mi dice che alla sera va a letto presto e alla mattina non si sveglia prima delle otto, dormo bene perché sono serena, aggiunge.

Le dico che è una splendida ottantenne. Lei sorride e ricambia con un complimento alla giacca che indosso. È vecchia, dico io. Le sta bene, dice lei.

Mi dà del lei, sempre. Io le sorrido, poi la saluto e continuo il mio camminare.

Una notifica mi avvisa di un messaggio: la foto di un quadretto colorato e sopra incise parole che dicono che ogni giorno dobbiamo trovare un motivo per sorridere. Me lo sono regalato, le parole di un’amica sotto a quella foto.


Io sorrido ancora una volta e penso che è solo mattina e ho già sorriso due volte, ma non lo sto facendo per portarmi avanti, mi dico, è solo che ci sono giorni che si meritano un sorriso di più.