Stava leggendo un libro che raccontava un futuro molto lontano. Un futuro dove nessuno sapeva leggere, dove le relazioni umane erano considerate violazione alla privacy, dove non solo non ci si poteva toccare o abbracciare, ma nemmeno ci si poteva guardare, non si potevano scambiare parole.
Per un momento, forse più di un momento, aveva pensato Che bellezza!
Era stato quando in treno aveva dovuto chiudere quello stesso libro perché accanto a lei un tizio urlava informazioni in un telefono, mentre un altro, poco distante, guardava un video a volume troppo alto, infischiandosene di chi a quel video non era per niente interessato. Nel futuro del libro che stava leggendo non c’erano cellulari.
Aveva anche pensato che le sarebbe piaciuto un mondo dove non c’era l’obbligo di esprimersi in merito al tema del momento, l’obbligo di avere un’opinione, per poi poter essere giudicato per quell’opinione: troppo pop se a favore della moda, troppo alternativo se contrario. Snob se rimani in silenzio, se non hai nulla da dire, perché del tema del momento a te non te ne frega proprio nulla.
Un mondo dove il silenzio è un dovere. Dove la solitudine non è sinonimo di fallimento.
Con quei pensieri era arrivata sotto casa, aveva aperto il cancello e una risata aveva attirato la sua attenzione. Sotto al condominio, sedute su un paio di panchine che non aveva mai notato, alcune persone stavano chiacchierando sotto il fresco degli alberi. Qualcuno era anziano, qualcuno un poco meno e forse c’erano anche un paio di badanti.
Aveva pensato ai borghi del Sud dove dopo cena sedie spaiate si radunano intorno a discussioni magari futili, a racconti magari già raccontati, attorno alla voglia di condividere, di stare insieme.
Aveva sorriso a quel ricordo e a quelle due panchine all’ombra di grandi alberi che aveva appena oltrepassato. Nel libro che stava leggendo la gente era spesso malinconica e triste. Salite le scale, si era chiusa la porta di casa alle spalle: papà e mamma stavano giocando a carte. Aveva gettato la borsa sul divano e si era seduta accanto a loro. Come vi è andata la giornata? Aveva chiesto.

