Flannery O’Connor – Minimum Fax – traduzione Gaja Cenciarelli
«Ma quanto chiacchierava, quella?», disse Bobby Lee, scivolando nel fosso con uno yodel.
«Sarebbe stata anche una brava donna», disse Il Balordo, «se solo qualcuno le avesse sparato ogni minuto della sua vita».
«Sai le risate!», disse Bobby Lee.
«Sta’ zitto, Bobby Lee», disse Il Balordo. «Nella vita non esiste il piacere».
(Un brav’uomo è difficile da trovare)
I racconti di Flannery O’Connor sono tanta roba, li leggi e hai la sensazione di riuscire a cogliere solo una minima parte di ciò che contengono. Hai la sensazione che ogni immagine sia il simbolo di altro, un altro che forse non hai capito fino in fondo ma, nonostante questo, il racconto ti è piaciuto, la storia ti ha lasciato qualcosa. (o almeno questo è successo a me…)
O’Connor racconta storie del Sud, dove i personaggi sono brutti e lo sono dentro e fuori, quasi sempre, quasi tutti. Storpi, reduci da incidenti che hanno portato via loro pezzi di corpo e, nonostante questo, sconfitti nuovamente dalla vita. I personaggi di O’Connor non conoscono la speranza, sono decisamente molto lontani dal lieto fine.
«Devi dirlo», ripeté lui. «Devi dire che mi ami».
Lei stava sempre attenta a non compromettersi. «In un certo senso», esordì. «Se usi questa frase in senso lato, si può dire così. Ma non è una frase di cui io faccio uso. Io non ho illusioni. Sono una di quelle persone che vede il nulla nelle cose».
Il ragazzo si era accigliato. «Devi dirlo. Io l’ho detto e devi dirlo anche tu», insisté.
La ragazza lo guardò quasi con tenerezza. «Povero piccolo», mormorò. «È una fortuna che tu non capisca», e afferrarlo per il collo lo attirò a sé a faccia in giù. «Siamo tutti dannati», disse, «ma alcuni di noi si sono strappati il velo dagli occhi e vedono che non c’è niente da vedere. È una sorta di redenzione».
(Brava gente di campagna)
Il male pare essere l’unico vincitore, sempre. Il male riesce a rendere vana anche quella religione che per O’Connor è sempre punto focale. E così i suoi personaggi sono cattivi, maldicenti, egoisti, sprezzanti, razzisti.
«Prima che ci fossero i trattori», disse lei, «c’erano i muli. E prima che ci fossero i profughi, c’erano i negri. Verrà il momento», profetizzò, «in cui dei negri non si parlerà più»
Il vecchio rise educatamente. «Sì, certo», disse. «Ah ah».
Il giovane non disse niente. Aveva»solo un’espressione cupa ma quando la donna fu rientrata in casa, disse: «La panciona parla come se sapesse tutto».
«Non le dare peso», disse il vecchio, «il tuo posto è troppo in basso perché qualcuno cerchi di fregartelo».
(Il profugo)
Rassegnati anche, disegnati in modo spesso grottesco, spesso ridicolo nella loro ingenuità, nel loro andare inevitabilmente verso la strada sdrucciolevole, verso la frana, verso la fine. Rassegnati verso quel “Nella vita non esiste il piacere”, che dice il protagonista del racconto che dà il titolo alla raccolta
La scrittura di O’Connor è perfetta, ma non serve che sia io a dirlo, come lo sono i dialoghi, estremamente realistici nel loro essere, a volte, discussioni inutili, battibecchi pregni di pettegolezzi e pregiudizi, di rabbia. O’Connor non è mai vittima di servilismo o di ipocrisia. È diretta, è vera, è cruda (per non dire crudele).
E qua mi fermo, perché di scrittrici di questo calibro penso che debba parlarne chi ha più capacità di me. Come mi ha detto qualche giorno fa una libraia, i classici americani, a differenza di molti moderni americani, hanno il fatto di poter essere letti a più livelli. Ecco, io sono convinta di essermi fermata al primo o forse al secondo livello di Flannery O’Connor, sento che per andare oltre dovrei studiarla anche a attraverso la sua biografia (nonostante la stessa Flannery abbia affermato “non ce ne sarà mai una dedicata a me, per il semplice motivo che le vite trascorse tra la casa e il pollaio sono così poco eccitanti da non vendere neanche una copia”), a livello più profondo e so che quella libraia confuterebbe molto di ciò che ho detto. O comunque ne parlerebbe molto meglio di me.
Ah, invece, pare che almeno una biografia su Flannery O’Connor esista…

