Ira Levin – SUR – traduzione Daniela De Lorenzo
“Sulla vernice nera del parapetto c’era inciso un cuore, con delle iniziali su ciascun lato della freccia che lo trafiggeva. Si concentrò sul disegno, lo grattò con la punta dell’unghia, cercando di ignorare quel pensiero che alla fine era affiorato in superficie. Le scrostature avevano portato alla luce le sezioni trasversali degli strati di vernice; nero, arancione, nero, arancione, nero, arancione. Gli ricordavano le fotografie delle stratificazioni rocciose sul testo di geologia. Testimonianza di epoche morte.
Morte.
Dopo un po’ riprese in mano i libri e abbandonò lentamente il ponte. Le automobili gli andavano incontro e lo superavano sfrecciando.”
Un bacio prima di morire è un noir e, in quanto noir, di lui si deve tacere praticamente tutto, o almeno io lo farò. La citazione che ho riportato qua sopra è tratta dalla prime pagine, non ne riprenderò altra, ogni parola detta in più potrebbe rovinare il gusto a quel lettore che vorrà addentrarsi in questo splendido romanzo, che io ho amato e che ora è sul comodino di papà. Un bacio prima di morire è uno di quei libri che vorresti consigliare a tutti: a chi legge solo il genere giallo/noir/thriller, a chi cerca la classe anche nel romanzo di genere, a chi chiede una lettura “leggera” per l’estate, ma anche a chi ama la buona scrittura e un romanzo costruito veramente con maestria (perché non è detto che la leggerezza non sia anche buona scrittura, come non è detto che il romanzo di genere non lo sia).
Ira Levin ha la capacità del bravo scrittore (e sceneggiatore) di farti vedere la scena, di farti arrivare a quella scena attraverso dettagli, raccontandoti un percorso fatto di particolari di piccole azioni che, però, dicono tutto e creano ansia, aspettativa, phatos
“Guardò gli appunti che aveva preso:
- Pistola (meglio di no)
- Veleno
- Selezionare
- Reperire
- Somministrare
- Simulare (1) incidente (2) suicidio
Ipotizzando, beninteso, di volerlo fare. Al momento si trattava di semplici speculazioni; avrebbe soltanto approfondito un pochino i dettagli. Un esercizio mentale.
Quando però uscì dal ristorante e riattraversò la città, lo fece con passo disinvolto, fermo, sicuro.”
Sì, lo so, avevo detto che non avrei riportato altra citazione, ma questa viene poco dopo la precedente (quindi sempre nelle primissime pagine) ed è solo per evidenziare quel “lo fece con passo disinvolto, fermo, sicuro” che fa capire già tutto…
Mentre sto scrivendo queste poche righe, mi rendo conto che leggendo questo romanzo l’ho vissuto e visto tutto come se fosse un film, in bianco e nero ovviamente, e che sto pensando a cosa sarebbe stata questa storia nelle mani di Hitchcock (cosa che mi chiedo quasi sempre quando leggo un noir, specialmente un noir che non si svolge nei tempi attuali). Poi ripenso alle parole di una libraia che mi ha scritto qualche giorno fa (ciao Raffaella): quello che è fantastico di questo romanzo è che tu sai cosa succede o cosa succederà, lo immagini, lo intuisci, eppure Levin ti tiene incollata alle pagine. Ed è proprio quello che è successo a me, non sono riuscita ad appoggiare il romanzo fino a quando non sono arrivata alla fine, per poi dispiacermi di averlo terminato.
Ma qual è la storia di Un bacio prima di morire? Be’ io la trama, come detto, non ve la racconto… Ma, se non lo avete già letto (dato che io ho scoperto di esserci arrivata abbastanza tardi), vi dico solo: fatelo, leggetelo, assolutamente!

