Andrés Montero – Edicola Edizioni – traduzione Giulia Zavagna
“… ormai credo di non aver mai deciso nulla. Allora però credevo ancora che la mia vita fosse davvero mia ed ero convinta di avere un potere su come andavano le cose, e che episodi come cadere da un trapezio potessero definirsi incidenti, e che il tentativo di imparare a memoria duemila pagine di storie potesse definirsi una decisione.”
Quando mi è stato consigliato questo romanzo, la libraia lo ha accompagnato con poche semplici pennellate. Mi ha parlato di una trapezista (forse), o comunque di una ragazza che lavora in un circo e di un bambino che in quel circo arriva in qualche modo, mi ha parlato di uno strano legame che lega e legherà questi due personaggi
Mi ha fatto capire che, come nella miglior tradizione sudamericana, in questo romanzo avrei trovato un po’ di magia e di mistero e che forse non avrei dovuto trovare un senso a tutto ciò che avrei incontrato. Insomma io me ne sono innamorata subito già da questi presupposti e, poco dopo, leggendo quell’incipit dove si percepisce subito che tra queste pagine il tempo non sarà sempre così lineare, ho capito che si sarebbe trattato di amore vero!
“In seguito ricordai che l’avevo già visto mentre mi libravo a mezz’aria, volando da un trapezio all’altro. Avevo notato i suoi occhi assorti nelle mie acrobazie, nelle mie mani sicure, nel vestito brillante che sfavillava davanti ai suoi occhi muti di fronte al mio volo, al mio corpo sospeso nell’aria, al mio corpo sospeso nel tempo. […] allungava il collo come se provasse a volare anche lui.”
E che ricordi e sensazioni (o intuizioni) si intersecheranno con la realtà
“… d’improvviso avevo la sensazione, una di quelle sensazioni inconfondibili, di avvicinarmi a qualcosa, a me stessa, mille anni prima o dopo, ma in quel momento non lo sapevo semplicemente, iniziavo a ricordare.”
Ma questa è una storia legata sì al circo, a quel circo dove o nasci o in qualche modo arrivi, ma solo perché è destino, solo perché è il circo che lo vuole. Quel circo da dove non puoi allontanarti se non perché è il circo a deciderlo, quel circo che è la realtà, perché l’illusione è nel mondo fuori,
“…tu, per esempio, quando voli da un trapezio all’altro, se cadi, che ti succede? Ti ammazzi, bambina, ti spacchi la testa e via. Il circo è la pura verità, di che illusione stiamo parlando? Sono gli altri che vivono nell’illusione. A noi non ci illude nessuno, noi sappiamo come vanno queste cose. Se la gente viene al circo, noi mangiamo bene e riposiamo meglio. Se la gente non viene, mangiamo male e lavoriamo come matti finché non arriva qualcuno. Così vanno le cose. Questa è la verità”
Ed è una storia questa che viaggia su un filo sospeso tra illusione e verità. Tra realtà e finzione. È un romanzo che parla di racconti orali, di storie che possono salvare la vita (o salvare le sorti di un circo sgangherato), ma anche contenere una maledizione. Perché un giorno il destino del circo si legherà a quello di due libri, Le mille e una notte, e da quel momento la distinzione tra realtà e finzione inizierà a essere sempre meno chiara.
Una narrazione bella e pulita quella di Andrés Montero, una favola noir, che non riesci a leggere tutto in un fiato, ma solo perché vuoi mantenere il ritmo di Shahrazād, vuoi procedere un pezzetto per volta, per poi rimandare il seguito a domani, a un altro giorno, quasi che anche tu, lettore, tema la maledizione delle ultime pagine, tema l’epilogo.
“Ora lo capisco: era l’intuizione che cercava di farsi spazio in me. Ma io non potevo darle quello spazio. Non potevo vivere un quel modo. Allora era meglio non intuire nulla, credere che fosse solo un brivido di freddo che senza motivo mi percorreva la schiena. Credere che fosse il vento, la notte, qualsiasi cosa purché avesse una spiegazione; non l’indicibile, non il tragico, non un destino segnato né la tragicità di quel destino.”
È bella questa storia, per quanto se ne respiri tutta la malinconia e la tragicità e forse proprio per questo. Ed è bella la storia di Edicola Edizioni , la casa editrice che ha scelto di pubblicare questo piccolo gioiello: una casa editrice che traduce e pubblica in Italia alcuni autori cileni e traduce e pubblica in Cile alcuni autori italiani.
Tony Nessuno è il ventinovesimo #librovagabondo il consiglio di Book Morning di Genova

