Tony e Susan

Austin Wright – Adelphi – traduzione Laura Noulian

“La sera in cui Susan Morrow si mette a leggere il manoscritto di Edward, un timore la colpisce come un proiettile. All’inizio si manifesta come un momento di intensa concentrazione che scompare troppo in fretta perché sia possibile registrarlo nella memoria, lasciandosi dietro il residuo di un terrore imprecisato. Un senso di pericolo, di minaccia, di calamità; non sa nemmeno lei cosa sia di preciso.”

Susan riceve una lettera da Edward, l’ex marito. Edward ha scritto un romanzo e vuole che Susan lo legga, vuole che Susan gli dica cosa manca a quel romanzo, perché solo lei può farlo.

Il manoscritto arriva e Susan aspetta mesi prima di iniziare a leggerlo, ma poi si trova davanti ad alcuni giorni in cui l’attuale marito è lontano e i figli sono impegnati in altro: sono le vacanze di Natale e Susan inizia a leggere quel manoscritto dal titolo Animali notturni e non riuscirà più a staccarsene.

“C’era quest’uomo, Tony Hastings, sua moglie Laura e sua figlia Helen, che viaggiavano di notte sull’autostrada nella Pennsylvania del Nord, diretti a est.”

Così inizia il romanzo scritto da Edward, e quel Tony e la sua famiglia poco dopo incontreranno un’altra auto, dei teppisti forse, e non sarà un bell’incontro. Sarà un incontro che cambierà completamente la vita di Tony. Ma di Animali Notturni non posso raccontare nulla, vi rovinerei il piacere e l’angoscia di leggere questo romanzo di Austin Wright, un romanzo che vi catturerà proprio come sta catturando Susan

“Ma Susan sta ragionando su una vicenda inventata, il che inevitabilmente modifica la domanda. Questa storia è un sentiero che porta chissà dove, tracciato da Edward, che cammina in testa. Così la domanda diventa: Ho voglia di andargli dietro? Ma come potrebbe sottrarsi? Susan è in trappola, proprio come Tony.”

Ciò che invece posso raccontare è che Wright riesce a costruire una trama che mischiando la vita di Susan, il passato di Susan, i suoi pensieri e le sue considerazioni sul romanzo, ma anche la vita e i pensieri di Tony, riesce a fare quello che Woody Allen ha fatto con La rosa purpurea del Cairo o, ovviamente, Pirandello con Sei personaggi in cerca d’autore:

qua Tony non uscirà dalla storia sedendosi sul divano accanto a Susan, ma forse anche sì. Perché non è forse questo quello che succede ogni volta che leggiamo un romanzo che ci prende, un romanzo che ci trascina tra le sue pagine? Ci sentiamo parte di esso e sentiamo che anche dopo, quando appoggiamo quel libro sul comodino i personaggi continuano a essere lì con noi.

“Un mondo dove tutto è collegato: Edward, Tony, le diversi menti di Susan, una cosa conduce all’altra e viceversa, ogni elemento è identico agli altri e intercambiabile. A mano a mano che i bagliori svaniscono ricompaiono le differenze, e ancora una volta Susan è la lettrice, Edward lo scrittore. Tuttavia dentro conserva una strana immagine di sé in veste di scrittrice, come se non ci fosse differenza.”

Austin Wright in questo romanzo è fantastico nel farci sentire questo: lettore e protagonista diventano una stessa persona nella mani di quel burattinaio che è lo scrittore, colui che decide

“Sa una cosa che Tony ignora: gli eventi sono soggetti a un’altra forza, la mano di Edward che crea destini. Il futuro di Laura e Helen dipende da che genere di romanzo è questo. E così mentre Tony si sforza di coltivare la speranza, Susan, in qualità di lettrice, riflette su Edward, che sta preparando qualcosa di atroce.”

Lo scrittore colui che sa dove vuole andare a parare. E tu che sei diventata a tua volta lettrice (o lettore) cadrai nella stessa trappola, sarai anche tu vittima delle scelte del narratore Edward, ma ancora di più del narratore Wright. Fino all’epilogo.

“…ma il libro è morto e non sarà mai più lo stesso. Al suo posto, dallo squarcio che ha lasciato, soffia un vento di libertà. È la vita reale, che torna a ghermirla.
Ha bisogno di silenzio prima di restituirsi a sé stessa. Un’immobilità assoluta, senza pensieri, senza interpretazioni, senza critiche, un silenzio che commemori la vita di una lettura conclusa.”

Mamma mia che libro questo Tony e Susan! Un libro degno di essere portato al cinema: ah! Lo hanno già fatto…