malattia

Barbara non sta morendo

Alina Bronsky – Keller – traduzione Scilla Forti “Lui non perdeva mai d’occhio l’ora: sveglia alle cinque e mezzo, il primo caffè entro le sette, la prima passeggiata con Helmut alle dieci. Ma era Barbara a riempire le giornate di rumori e movimenti, piatti e tazze, richieste di accompagnarlo al supermercato perché non poteva portare …

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Miracoli

Anna Beecher – Atlantide – traduzione Clara Nubile “A Natale sei tornato a casa, dimagrito. Quella magrezza inaspettata ci ha fatto ridere: il collo lungo e pallido, e le spalle che non riempivano più il cappotto. Se fossi stato una giovane donna, la mamma e io avremmo osservato le tue clavicole sporgenti e i polsi …

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L’estate in cui mia madre ebbe gli occhi verdi

Tatiana Țîbuleac – Keller – traduzione Ilenia M. Pop “Questa era mia madre la mattina in cui compì trentanove anni.Fosse stato per me, l’avrei portata dallo sfasciacarrozze, a cominciare dai capelli. Un’unica cosa stonava in tutta questa storia: gli occhi. Mia madre aveva gli occhi verdi talmente belli che sembrava uno sbaglio sprecarli su una …

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Sangue cattivo

Beatrice Galluzzi – Effequ “Come una persona che soffre di vertigini costretta a lanciarsi da un grattacielo o un claustrofobico sepolto vivo in un baule, ritrovo nella scritta NEFROLOGIA E DIALISI il modo subdolo che la punizione ha scelto per me”.Anatomia di una punizione, recita il sottotitolo di Sangue Cattivo, e il romanzo inizia con …

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Noi, loro, gli altri

Kazufumi Shiraishi – Atmosphere libri – traduzione Deborah Marra Akio era stato il primo, tra gli Utsugi, a diventare uno stipendiato qualsiasi in un’azienda qualsiasi. Quando aveva deciso di seguire il suggerimento di un compagno di calcio del liceo e impiegarsi alla Yamato, nessuno, né il padre né la madre e neppure i fratelli, si …

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Una gioia feroce

Sorj Chalandon – Keller editore – traduzione Silvia Turato   “Non ho preso la metro. Ho camminato. La mattina ero un’allegra ragazza di trentanove anni. Il pomeriggio una donna gravemente malata. Sei ore per passare dalla spensieratezza al terrore. Non riuscivo a guardare gli altri. Temevo capissero che non facevo più parte di loro. Il …

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