Alejandro Zambra – Sellerio – traduzione Fiammetta Biancatelli e Maria Nicola
“Alla fine lei muore e lui resta solo, anche se in realtà era rimasto solo diversi anni prima della morte di lei, di Emilia. Supponiamo che lei si chiami o si chiamasse Emilia e che lui si chiami, si chiamasse e continui a chiamarsi Julio. Julio ed Emilia. Alla fine Emilia more e Julio non muore. Il resto è letteratura.”
Per parlare di questo libro che raccoglie due storie non potevo che partire dall’incipit di Bonsai, la seconda delle due, perché è stato proprio questo incipit (citato nella raccolta di racconti di Marta Jeménez Serrano della quale ho parlato nel post di qualche giorno fa) a farmi chiedere perché mai io non avessi letto nulla di Alejandro Zambra.
Partiamo quindi dalla seconda storia, come stavo dicendo, e potrei dire che tutto è già scritto in quell’incipit. Un amore che nasce tra i banchi di scuola quello tra Julio ed Emilia, un primo amore, il loro raccontarsi e trovarsi simili, complementari
“La prima bugia che Julio disse a Emilia fu che aveva letto Marcel Proust.
[…]
Emilia quella stessa notte mentì a Julio per la prima volta, e anche la sua bugia fu che aveva letto Marcel Proust.”
Il loro, forse, non aver bisogno di altro. Insomma quei primi amori giovanili che tutti abbiamo sperimentato, quell’essere un tutt’uno contro gli altri
“Questa è, infatti, una storia leggera che diventa pesante. Questa è la storia di due studenti dediti alla verità, a sfornare frasi che sembrano vere, a fumare sigarette eterne, e a chiudersi nella prepotente compiacenza di chi si crede migliore, più puro degli altri, di quel gruppo immenso e spregevole che si chiama gli altri.”
Ma, come spesso accade, i primi amori non durano, dei primi amori spesso resta solo il ricordo. Ci si perde.
“Entrambi sapevano, come si suol dire, che la fine era già scritta, la loro fine, quella dei giovani tristi che insieme leggono romanzi, che si svegliano con i libri sparpagliati tra le coperte, che fumano molta marijuana e ascoltano canzoni diverse da quelle che singolarmente preferiscono […] La fantasia di entrambi era terminare almeno Proust, stringere i denti per sette tomi e che l’ultima parola (la parola Tempo) fosse anche l’ultima parola prevista per loro.”
ma questa è anche la storia di un bonsai, di un libro che si intitola Bonsai e di quel bonsai che Julio deciderà di fare.
“Curare un bonsai è come scrivere, pensa Julio. Scrivere è come curare un bonsai, pensa Julio.”
E anche prendersi cura di una relazione lo è.
Ne La vita privata degli alberi, l’altro racconto, il primo, gli alberi sono nei racconti che Julian inventa per Daniela, la figlia di sua moglie Veronica. Veronica quella sera è uscita e Julian ha il compito di far addormentare Daniela. Ma, passano le ore e Veronica non rientra
“Per ora la storia va avanti e Veronica non arriva, questo conviene metterlo in chiaro, ripeterlo mille volte: quando Veronica tornerà il romanzo sarà finito, il libro continua finché lei non torna o finché Julian non sarà sicuro che non tornerà più.”
Così Julian, se in un primo momento si consola con immagini di imprevisti capitati a Veronica, alla fine inizia a pensare al peggio. E in quel suo pensare, rivede il suo passato, il suo incontro con Veronica, la sua storia precedente, ma vede anche quello che sarà il suo futuro. Un futuro di lui e Daniela senza Veronica.
E anche in questo racconto c’è un bonsai, un bonsai protagonista di una storia che Julian sta scrivendo.
Non è facile raccontare le storie di Zambra, soprattutto non è facile farne trasparire la bellezza, perché quella è tutto nello stile, nella scrittura, nel suo andare e tornare del tempo, nel suo mischiare un poco le carte tra ciò che è reale e ciò che forse non lo è. In questo caso, addirittura, le due storie (che non sono nate per essere proposte insieme) hanno punti in comune: il bonsai, la coppia, il passato che entra a far parte del presente, la perdita. La cura della coppia, come del bonsai.
Legami nei quali Zambra pare farci entrare; Zambra che in pochissime pagine ci dà la sensazione di averci proposto un romanzo, ma anche il desiderio di altre pagine scritte così. Raccontate così
“Si ama per smettere di amare e si smette di amare per cominciare ad amare qualcun altro, o per rimanere soli per un po’ oppure per sempre. Questo è il dogma. L’unico dogma.”

