Storia di una fuga

Thomas Strässle – L’orma – traduzione Marco Federici Solari

«Si tratta di una donna. Vorrei sposarla.»
«Nessuno glielo impedisce.»
«Ma non voglio vivere con lei nella DDR.»
«E perché no?»
Mio padre non aveva una risposta pronta a questa domanda. Non se l’era mai posta, e nemmeno mia madre se l’era mai posta. Non gli era mai neppure venuta in mente. Una vita assieme a Est era una cosa impensabile, assurda.

1965 Germania Est. Un uomo e una donna si incontrano per caso, in un locale, si parlano, si piacciono e iniziano una relazione a distanza. Lei “appartiene” alla DDR, lui è svizzero. Ma, a un certo punto, il loro diventa amore, diventa desiderio di condividere la vita e di farlo in Svizzera. E qua iniziano in problemi…

“Nel territorio della DDR anche lei poteva spostarsi liberamente. Almeno lì. A volte si vedevano a Dresda, altre a Berlino Est, altre ancora si venivano incontro e si ritrovavano da qualche parte a metà strada. Giorni felici, offuscati soltanto dall’incertezza su come sarebbe potuta continuare.”

 

Iniziano a pensare a un modo per far uscire lei dalla DDR, per farlo in modo legale

 

“Sulla questione il rappresentante dell’autorità ebbe da dire esattamente tre frasi:
Frase 1: «Non si immischi negli affari di altri Stati».
Frase 2: «Se dovesse succedere qualcosa, non potremo aiutarla».
Frase 3: «Soprattutto non possiamo far uscire la donna, perché non è cittadina svizzera».”

per poi rendersi conto che la soluzione legale è impraticabile o troppo costosa

«Dovremmo addebitarle tutte le spese per la formazione della giovane. E anche quanto avrebbe fruttato allo Stato nei prossimi quattro anni.»
«Una cosa del genere si può calcolare?»
«Abbiamo delle tariffe: una commessa tot, un’insegnate tot, una dottoressa tot…»

e che quindi dovranno pensare a un piano alternativo

“Ne parlavano di continuo, con crescente disperazione, finché a un certo punto gli fu chiaro: le vie legali erano impraticabili, dunque sarebbero passati a quelle illegali. Ma senza mettere a repentaglio le loro vite. Anche questo gli era chiaro. Senza – mettere – a – repentaglio – le – loro – vite. Niente tunnel, mongolfiere o bagagliai.”

fino a trovare il modo che si rivelerà essere quello giusto. Non vi racconterò quale sarà, ma non sto facendo spoiler dicendovi che il tutto andrà a buon fine, dato che siamo davanti a una storia vera che ha come protagonisti i genitori di Thomas Strässle, lo scrittore di questo romanzo.


“… un piano concepito alcuni anni prima della mia nascita e senza il quale con ogni probabilità io non esisterei affatto, almeno non così come sono.”


un romanzo attraverso il quale ci viene raccontata un’avventura (come recita la seconda di copertina), della quale certo sappiamo l’esito, ma che non per questo si rivela essere meno avvincente.
Questo romanzo, però, a mio avviso, una piccola pecca ce l’ha. Ed è quella di non essersi soffermato di più sul racconto di quella storia d’amore, perché si ha un po’ la sensazione che lo scrittore abbia peccato di pudicizia e abbia voluto proteggere il sentimento di suo padre e sua madre. E non dico questo perché io cerchi nelle mie letture la storia d’amore (anzi!), ma solo perché ci troviamo davanti a due persone che hanno rischiato molto (e nel caso di lei lasciato anche molto) pur di stare insieme,


“Dunque doveva lasciare meno tracce possibile, per non mettere in pericolo nessuno. Doveva distruggere tutto ciò che abbandonava, dire addio alla sua vita di prima. Una vita a cui non sarebbe più potuta tornare, comunque fossero andate le cose.”


e quindi al lettore potrebbe venire da pensare


«Ma lo conosci appena!»


utilizzando, del resto, la stessa frase che, alla notizia della fuga imminente, un’amica dirà alla protagonista.
Ma, forse, l’amore è giusto che resti sottinteso, in fondo l’atto in sé è un’evidenza d’amore. E, molto probabilmente l’intento di Strässle era un altro: quello di raccontarci in modo chirurgico il muoversi tra il legale e l’illegale di suo padre


“Andirivieni tra legalità e illegalità: lui non aveva lasciato nulla di intentato, aveva seguito ogni indicazione, visitato ciascun indirizzo, parlato con tutti quelli che forse li avrebbero potuti aiutare, ma i suoi sforzi erano stati vani.”


Quindi non leggete questo romanzo cercando la storia d’amore, o forse anche sì, ma solo come motore che muove a commettere anche l’impensabile.