Sylvia Aguilar Zéleny – Ventanas – traduzione Serana Bianchi
“La verità è che, nonostante tutto, nonostante l’odore, il disordine, la gente, la lotta quotidiana per accaparrarsi il meglio che arriva con i camion, in realtà stare qua è molto facile. Davvero. Perché qua la vita è sempre uguale. Sorge il sole e l’odore, la gente e le mosche ci sono già. Tramonta il sole e stanno ancora lì. Odore, gente, mosche e spazzatura, qui non c’è altro.”
Ci sono almeno tre motivi per cui sono grata a Sylvia Aguilar Zéleny e al suo romanzo Spazzatura.
Primo – perché Spazzatura è un romanzo originale, mai banale. Un romanzo fatto di voci che si intersecano fino a renderci la totalità della storia. Un romanzo che ha come sfondo la discarica e la frontiera tra Messico e Stati Uniti. Un romanzo capace di risuonarti in testa anche dopo averlo chiuso e riposto sul comodino.
Secondo – perché l’autrice mai è scivolata nello spiegone; è il lettore che ha il compito di capire l’insieme. Sylvia Aguilar Zéleny rispetta il suo lettore, gli consegna tutti gli elementi, sa che non ha bisogno di raccontare proprio tutto. Non serve, sa che il lettore è in grado di mettere insieme il tutto.
Terzo – perché, proprio come diceva qualche giorno fa Serena Bianchi (traduttrice ed editor di Ventanas edizioni – grazie anche a te, a voi) in un suo post, Sylvia Aguilar Zéleny ci ha regalato delle protagoniste che sarà difficile dimenticare. Protagoniste alle quali ti affezioni, che sei contenta di aver potuto incontrare anche se solo nelle pagine di un libro. Protagoniste che si alternano nel raccontare la storia, ma protagoniste alle quali l’autrice dà una voce unica, riconoscibile: capace di farcele vedere quelle sue creature.
C’è Alicia:
“La maggior parte della roba che avevamo veniva o dagli armadi dei suoi clienti o dalla discarica comunale. Campavamo sulle spalle degli altri. Sì, signore, già da allora campavo con gli scarti degli altri. Io stessa ero uno scarto di qualcuno.”
Ragazza che nella discarica da sempre cerca ciò di cui vivere e ragazza che nella discarica andrà a vivere, diventando una sorta di comandante, colei che gestisce i lavori di recupero. Una donna costretta ad abbandonare ogni fragilità
C’è Griselda che la discarica e i suoi abitanti esamina in qualità di ricercatrice. Griselda che è stata cresciuta da una zia che ora sta perdendo la memoria
“… i pazienti come la zia sono dei viaggiatori nel tempo, fanno ciò che chiunque vorrebbe fare: scappare dalla realtà e recuperare ricordi piacevoli”
E poi c’è Reyna. Reyna che un tempo è stata Raymundo, e che ora gestisce le prostitute in una sorta di casa famiglia. È lei che le protegge, è lei che le addestra e le accoglie.
“Ma non mi sono neanche presentata: sono Reyna, Reyna Grande, e se resti con noi sarò la tua capa. Parlo tanto, come avrai notato, e le mie storie non hanno mai un lieto fine, ma lezioni sì, tante, quindi ti conviene prendere appunti.”
E Reyna è un fiume di parole ed è fantastica.
Questo è un romanzo fatto di donne, gli uomini sono presenze secondarie. Sono solo le donne che parlano, sono loro a dover subire, a cercare di capire, a cercare di sopravvivere anche. Donne colte in un momento di cambiamento in un momento che per loro sarà cruciale
“Magari la vita consiste proprio nel non sentirsi mai complete, per avere sempre il bisogno di continuare a completarsi nel tempo. E mentre si completa, uno scopre cose di sé”
Gli uomini sono, quasi sempre, elemento negativo. Elemento capace di fare del male, di tradire, di abusare, di scappare. Lo stesso Raymundo, prima di diventare Reyna, non è stato un personaggio così affidabile.
Donne sono le nostre tre voci narranti, ma donna è anche quella zia che sta perdendo la memoria
“La zia ha dimostrato a tutti ciò che la nostra società rifiuta di capire: una donna sola è capace di tanto”
E “donna” è quella spazzatura capace anche, come una madre, di sfamare e proteggere.
“Incredibile quello che la gente butta, abbandona e dimentica. Anche le cose più private di una casa finiscono qua. Quello che altri lasciano a metà, a noi ci completa.”
Quindi a voi non resta che affidarvi alla voce di queste donne; vi innamorerete del loro essere libere, della loro forza e anche di ogni loro dolore. Come vi innamorerete della scrittura di Sylvia Aguilar Zéleny, e della potenza di questa storia e delle sorprese che vi riserverà.

