Solo la pioggia

Andrej Longo – Sellerio editore

“Perché non aveva detto niente?
Perché aveva permesso che…
Eppure sarebbe bastata una parola, una sola parola. E quella parola sarebbe stata sufficiente.
Invece era rimasto in silenzio.
E ora quel silenzio non gli dava tregua. Lo avrebbe seguito, per tutta la vita.
Come quella pioggia che continuava a cadere. Che si abbatteva sulla macchina. A ondate. Colpendola quasi con rabbia. E che si confondeva con il nero della notte.”

Solo la pioggia inizia così, Andrej Longo ti trascina subito all’interno della drammaticità degli eventi e all’interno di una notte di pioggia scrosciante, una cosa anomala per una città del Sud, per una città associata da sempre al sole. Ma, del resto, quella notte sarà una notte anomala, sarà una notte dove qualcosa succederà e a quel qualcosa Longo ci fa arrivare tra l’assaggio di una mozzarella e un piatto di rigatoni, tra un bicchiere di vino e uno di limoncello. Tra un brindisi e una rivelazione, una telefonata. Mentre la pioggia continua a fare da sottofondo, quasi da colonna sonora, cadendo a volte più forte, a volte fornendo una piccola tregua, quasi una via di fuga; come quella sera lì, come quella cena tra fratelli, come quella conversazione che procede con lo stesso identico ritmo

“E ancora quella pioggia  che scendeva, continua, ossessiva, opprimente.”

Come quella sera in cui una parola o un semplice gesto avrebbe potuto fare la differenza

“A volte basta un momento per cambiare il corso degli avvenimenti.
Un messaggio mandato per errore. Una macchia d’olio per strada. Un treno perso per un contrattempo. Uno sguardo rivolto alla persona sbagliata.
Basta un momento.
E accadono fatti che altrimenti non sarebbero mai accaduti.
Almeno questo crediamo.
E se invece non fosse così?
Se invece quei fatti accadessero ugualmente? Seguendo un sentiero nascosto, a volte invisibile. Per riprendere il filo di un destino già prestabilito.”

Per me Andrej Longo dimostra ancora una volta la sua capacità di raccontarci l’uomo. Di raccontarci i suoi peccati e le sue paure e di farlo, soprattutto, senza apparire mai, facendo parlare solo i suoi personaggi, solo il suo ambiente. Facendoci vedere, intuire, aspettare l’inevitabile.

In Solo la pioggia, tu lettore tratterrai il fiato mentre ti gusti la cena dei fratelli Corona, mentre attendi il tiramisù finale. E, ancora una volta, ti innamorerai della scrittura di Longo e ne vorrai ancora.