Se vado via

Yiyun Li – NN editore – Trad. Laura Noulian

“La maggior parte di ciò che le persone ti danno sono cose che possono permettersi di perdere. Non c’è niente di male ad accettarle, ma considerale come i dolcetti di Halloween e le sorpresine da quattro soldi che vengono distribuite alle feste di compleanno.
E in cambio da’ loro solo quello che puoi permetterti di perdere. Il mio ricordare Roland, questo tenerlo sempre a mente, rientra precisamente nella suddetta categoria.”

Lilian ha avuto tre mariti e un unico grande amore: Roland, un uomo che ha incontrato per caso e rivisto per volontà poche volte nell’arco di una lunga vita. Un uomo che non ha mai potuto dimenticare, anche perché quell’uomo (pur non sapendolo) le ha lasciato una figlia, Lucy. Ma per quell’uomo lei non è stata altro che una semplice iniziale all’interno del suo diario, una delle tante iniziali, una delle tante amanti

“…tutte inadatte a diventare la sua metà. Tutte indicate solo con un’inziale”

Lilian ripercorre la vita di Roland attraverso le pagine del diario che lui ha scritto. Roland è morto e Lilian sceglie di rispondere a ciò che quel diario racconta, inserendo delle note, la sua presunta versione dei fatti. Raccontando in parallelo ciò che è successo a lei in quegli anni, i suo pensieri, i suoi dolori

“Nessuna legge proibisce che ti capitino delle sciagure. D’altro canto, nessuna legge proibisce che ti capiti la felicità. Un’altra madre al posto mio avrebbe pianto alla morte della figlia, gridando: Perché a me? Ma la vera domanda sarebbe: Perché non a me?”

Ma Lilian è una donna forte, una donna che non si concede mai al vittimismo, alla commiserazione

“L’infelicità comincia come un po’ d’acqua rovesciata per terra o una perdita gestibile. Ma se quell’acqua non la tiri subito su con lo straccio o non risolvi la perdita, cosa ottieni? I danni provocati dall’acqua tipo le muffe che si infiltrano e i pavimenti che si deformano e scricchiolano, arrivano giù, giù fino alle fondamenta.”

La forza di questo romanzo è certo lo stile quasi epistolare scelto da Yiyn Li, la scelta di far dialogare Lilian con Roland, l’incontro del passato con il presente, dove per passato si intende il 1929, gli anni della Seconda Guerra Mondiale,

fino al presente dei giorni nostri, quello di Lilian, quello che Roland ha lasciato da alcuni anni; ma è, soprattutto, la figura di Lilian, una donna moderna, fedele al suo modo di vedere la vita. Il suo cinismo, il suo essere disillusa.

“… i rimpianti sono come le erbacce. Devi estirparle prima che crescano e si espandano. La forza di volontà è il diserbante più potente. E a me la forza di volontà non manca.”

E ascoltare i pensieri e le battute di Lilian è davvero un piacere, anche quando appare scortese e dura, quando si concede repliche e giudizi velenosi, anche quando ti fa credere di non provare sentimenti, di essere ormai immune alle ferite della vita

“Quando si arriva alla mia età, si impara che nella vita si incontrano profondi dolori. Non c’è modo di girarci attorno. Non è come quei campi minati che si vedono in tv, dove persone dotate di attrezzatura speciale individuano le mine, che poi altre persone, munite di altre attrezzature speciali, provvedono a eliminare. Oh, no, nella vita non sai mai quando e dove ti succederà qualcosa, ma prima o poi ti succederà L’unica differenza? Forse non andrai in giro con un arto in meno. Agli occhi del mondo, sei uguale a prima.”

Perché Lilian è una donna che ha conosciuto il dolore più grande e che, forse, un poco si sente anche colpevole per non averlo saputo evitare o per non aver pianto abbastanza, ma la sua immagine è sempre quella di una donna che accetta la vita con coraggio

“Nessuna legge proibisce che ti capitino delle sciagure. D’altro canto, nessuna legge proibisce che ti capiti la felicità. Un’altra madre al posto mio avrebbe pianto alla morte della figlia, gridando: Perché a me? Ma la vera domanda sarebbe: Perché non a me?”

Se vado via lo consiglio a chi cerca una storia fatte di emozioni e un personaggio al quale affezionarsi, a chi ha amato Olive Kitteridge e il suo essere diretta e, a volte, anche un poco cattiva. A chi è rimasta attaccata a un amore non corrisposto, e che in fondo sa che quell’amore è rimasto grande proprio perché non vissuto. A chi non ha ancora capito che

“Nel momento in cui vuoi essere ricordata da qualcuno, gli conferisci anche il potere di dimenticarti”