Retinici o non retinici?

Secondo la protagonista di un libro che ho letto di recente, le persone si dividono in due categorie:

i retinici e i non retinici. I primi sono coloro che hanno bisogno di alzare lo sguardo, di osservare paesaggi e persone, hanno il feticismo (dice lei) del dover guardare ciò che li circonda. I secondi sono quelli che, se si spegnessero le luci all’improvviso, non sarebbero in grado di descrivere la persona seduta di fronte.


Ho alzato lo sguardo dal libro e l’ho posato sul finestrino, sul quel mondo che quasi ogni giorno mi scivola accanto, ho pensato che un tempo l’avrei osservato di più, mi sarei accorta di panni stesi e scritte sui muri, un tempo il viaggio mi ricordava sempre quella vecchia canzone che parla di vite che scorrono al di là del vetro.
Ho spostato gli occhi su quei casuali compagni di viaggio, ognuno perso in una vita che è oltre quel momento o altrove: su uno schermo, in un libro, in risposte da dare a voci che escono da cuffie, nella musica, nel prepararsi alla giornata di lavoro che ancora deve iniziare. Ho pensato che un tempo sui treni nascevano amicizie, ora no, ora meno, ora sono in pochi ad aver voglia di scambiare uno sguardo con chi gli sta accanto, se non per sbuffare per l’ennesimo ritardo.

Il mio sguardo è tornato al finestrino e poi è rotolato nuovamente sul libro.


Sono retinica o non retinica? Mi sono chiesta.

E ho pensato che la protagonista di quel libro racconta che prima di lasciare un luogo deve osservarlo a lungo, come se volesse rimanere impressa nelle memoria di quel luogo e, nello stesso tempo, accoglierne il più possibile, e mi sono vista osservare un mio luogo del cuore, sempre dallo stesso punto, ogni volta. A salutarlo con la voce e con lo sguardo.
In stazione mi sono trovata avvolta dalla fretta della gente, ma poi,

in mezzo a tutti, un uomo fermo con lo sguardo abbassato.

L’ho superato a sinistra e mi sono girata a guardarlo: il suoi occhi, mentre tutti gli scorrevano ai lati, erano posati sulle pagine di un libro. Ho sorriso, ho riconosciuto quel libro che so non essere un giallo che ti trascina per il suo mistero.
Avrei voluto fare una foto, ma poi ho preferito guardare.
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Foto: solo guardando scopri i dettagli