Rebecca_Siena

Libro Vagabondo_trentacinquesima tappa

Non è la mia prima volta a Siena, ma è la prima dopo tanto tempo e della città mi accorgo di ricordare molto poco. Su Google Maps digito Piazza del Campo e fino a lì mi faccio guidare, il mio vagabondaggio tra vicoli e strade lo farò a partire da quella piazza che l’immaginazione, le foto o i ricordi non riescono mai a rendere nella sua interezza. È uno dei giorni che precedono il palio e non so se Siena sia sempre così, ma oggi a me  sembra che tutto e tutti di palio parlino. Prima di spegnere Maps cerco Rebecca, la libreria dove tra qualche ora ho un appuntamento e la raggiungo. È ancora chiusa, perché l’orario di questa libreria è anomalo, è un orario continuato spostato in avanti:

apre alle 11 Rebecca e tiene aperto fino a sera, poi la libraia mi dirà che hanno sperimentato, ma questo, al momento, sembra essere l’orario ottimale, almeno per Rebecca, almeno per Siena e per la loro zona di Siena.

Ho ancora tempo prima dell’incontro, tempo che dedico a una Siena già invasa dal turista, italiano e straniero, ma anche da un caldo che quel giorno pare farsi sentire prepotente, ma Siena è bella, parecchio bella, e ti spinge a dimenticarti di questi “piccoli” fastidi.

Ci sono solo io, Assunta ha delegato a me il compito di riceverti e di rispondere alle tue domande, dice che sono più brava io in queste cose, mi accoglie così questa libraia dagli occhi sorridenti, perché credo che questo sia il primo aspetto che cogli in Martina, o almeno il primo che colgo io. Siamo aperte sette giorni su sette e io e Assunta ci alterniamo i giorni di apertura, continua, tranne casi particolari non siamo mai qua entrambe, anche se questa cosa forse sarà da rivedere, un passaggio di consegne fisico, a volte, è necessario, aggiunge. Allora tu sei Martina, dico, pensa che io alloggio a Colle Val D’Elsa e il ragazzo che mi ospita mi ha detto che è stato un tuo compagno di scuola. Il caso…

Martina mi risponde che, dopo aver fatto il liceo classico, a Siena ha fatto l’Università, ed è proprio qui che ha conosciuto Assunta.

Assunta è campana ed è approdata a Siena per studiare, hanno qualche anno di differenza e prenderanno percorsi differenti Martina e Assunta: Martina seguirà la strada dell’editoria lavorando per Giunti, in modo particolare per il settore medicale di Giunti, Giunti Psychometrics, mi dice. Assunta si trasferirà a Barcellona per l’Erasmus e lavorerà anche presso la @librerialenuvole . Ma Martina e Assunta restano legate dall’amicizia, dall’essere grandi lettrici, e probabilmente da un sogno del quale ogni tanto avranno parlato anche, ma guardandolo appunto come un sogno, quello che quasi ogni lettore ha: aprire una libreria.

Poi arriva il 2020 e il Covid e le cose cambiano, mi racconta Martina, a me proponevano solo contratti, non solo temporanei, ma di collaborazione, contratti con i quali si campava poco.

Arriva così il momento di tirare fuori il sogno dal cassetto, di spolverarlo e renderlo reale. Martina e Assunta (alla quale probabilmente le cose stanno andando allo stesso modo) decidono di provarci e di farlo a Siena.

Abbiamo dovuto fare tutto con le nostre capacità e possibilità, racconta Martina, la regione Toscana mette a disposizione dei fondi per le donne imprenditrici, ma sono fondi che riguardano l’acquisto di attrezzature, fondi nei quali l’apertura di una libreria non può rientrare: a noi serviva capitale per acquistare i libri appunto. Abbiamo quindi dovuto accontentarci di un ambiente piccino e, di conseguenza, di una scelta di libri limitata. Anche se cerchiamo di coprire tutti i settori, magari con meno copie, aggiunge, pensa che di molti libri ne teniamo solo una, lo spazio per averne di più non c’è. Almeno per ora, aggiunge.

Mentre mi racconta la sua storia, la loro storia, quella di Rebecca, Martina sorride, con le labbra e con gli occhi. Interrompe il racconto (ma non il sorriso) solo quando in libreria entra qualche cliente a chiedere un libro, un consiglio o se è arrivato ciò che ha ordinato. Perché, ovviamente, mi dirà Martina, i libri che non ci sono noi li ordiniamo.

Non possiamo tenere tutto, ma cerchiamo di avere sia i classici che le nostre proposte (i libri che noi abbiamo letto e che vogliamo consigliare ai lettori), ma anche i libri che pensiamo possano interessare a chi in Rebecca entra. Perché noi non siamo una libreria che fa selezione di clienti, ma alla fine la selezione la fanno i lettori stessi:

difficilmente entra qui chi cerca il libro del momento, il best-seller, qua un lettore pensa di trovare una scelta più mirata,  vede che siamo piccole e si aspetta che non tutto ci possa essere qua dentro. Poi, comunque, anche noi ci siamo fatte conoscere per i nostri gusti, per le nostre scelte.

E da Rebecca non mancano nemmeno i libri in lingua. Siena è una città dove c’è molto turismo, mi dice Martina, e ora dopo questi anni difficili, il turista sta tornando, certo manca un po’ l’americano o l’asiatico, ma comunque ci stiamo accorgendo della differenza tra questo inizio estate e quella dell’anno scorso. Perché Rebecca ha poco più di un anno di vita, ha appena fatto il giro di boa, dato che ha compiuto un anno il 29 maggio.

Siamo ancora giovani, continua Martina, dobbiamo ancora capire e tirare le somme, stiamo appunto iniziando ora a rivivere per la seconda volta uno stesso mese. Negli occhi di Martina (sarà colpa di tutto quell’azzurro…) si vede lo sguardo della sognatrice, ma forse è solo quello di chi qua dentro (insieme ad Assunta ovviamente) ci ha messo tutto l’entusiasmo e la passione.

Poi aggiunge, noi non vendiamo né carne, né pane, né pizza e sappiamo che il libro non è un bene che si vende così facilmente, dobbiamo lottare di più per farci conoscere, per portare le persone qua dentro. Parliamo di social io e questa giovane libraia, di quei social che sono sì necessari, ma sono diventati un vizio, un modo veloce di passare il tempo, meno impegnativo di leggere un libro, sicuramente: spesso devo lasciare il cellulare in un’altra stanza quando leggo, mi dice Martina, e io confermo che per me è lo stesso. Sto pensando di uscire da ogni social, aggiunge, inizio a sentirmi satura, ma come si fa di questi tempi? Si rimarrebbe tagliati fuori.

Io amo la musica e Assunta il cinema, non siamo esperte, siamo solo appassionate e così abbiamo deciso di portare anche queste passioni qua dentro.

Infatti, dico io, la vostra insegna che, lasciamelo dire, è bellissima, recita proprio “libri, cinema, musica”, non è un po’ troppo per un locale così piccolo? Chiedo. L’insegna ce l’ha fatta una brava illustratrice Claudia Bessi, cercala su Instagram mi dice Martina, (@bessicla – fatto!) e certo gli spazi dedicati alla musica e al cinema sono relegati a quegli scaffali, aggiunge indicandomi con il dito due scaffali alle mie spalle, ma volevamo che Rebecca fosse un punto di incontro di più arti, volevamo organizzare eventi (e lo facciamo) dove questi mondi trovano un punto di sovrapposizione, di incontro. Gli Lp li andiamo a cercare nei mercatini, continua Martina, i cd invece hanno poco giro, ormai nessuno compra più cd, però un pochi ne abbiamo; poi abbiamo una piccola selezione di dvd, anche se ormai ne escono pochi.

Abbiamo anche una sezione dedicata al libro usato, sono scaffali che si alimentano da soli, ovvero sono sempre forniti: sono i nostri stessi clienti, spesso, a portarci ciò che non vogliono più tenere, magari per mancanza di spazio. Del resto, si sa, buttare un libro è sempre cosa difficile, aggiunge. E ritiriamo e vendiamo vecchie edizioni di riviste (di alcune riviste ovviamente), mi dice, mentre io penso a quelle riviste e a quei libri che ho regalato in fase di trasloco…

Gli scaffali sono ordinati per ambientazione, per nazione, mi dice Martina. Ci è sembrata la scelta più ovvia e che meglio ci rappresenta. Del resto noi libraie siamo legate a scenari diversi e spesso sono quelli scenari che ci spingono verso una lettura: io amo i climi freddi, dice, mentre Assunta ha una predilezione per la letteratura del Sud America.

Così non avrete problemi nella scelta dei libri da leggere, intervengo io, la selezione diventa naturale. Infatti, difficilmente leggiamo gli stessi romanzi, mi conferma questa lei, almeno che non si tratti di quelli legati al gruppo di lettura.

Ma diventare socia di un’amica, non rovina un poco l’amicizia? Non rischiate di litigare? Chiedo. Certo, si discute, si hanno idee a volte contrastanti, mi risponde Martina, siamo molto differenti noi, ma cerchiamo di fare di questa differenza una forza, non un punto di scontro. Di dirci le cose, di discutere, ma non di litigare.

Primi di andarmene con il trentacinquesimo #librovagabondo in borsa (un libro scritto da una donna, da questo è partita la scelta di Martina, una donna doveva assolutamente essere) devo fare ancora una domanda a questa giovane libraia: Perché Rebecca? È Rebecca la prima moglie? No, mi risponde, ce lo chiedono in molti, dato che il legame libro/film qua è immediato.

Abbiamo scelto questo nome, continua, perché il suo significato è “rete”, in senso figurato: fare rete, irretire. E noi vorremmo che Rebecca fosse questo, un luogo che crea unione, un luogo che crea gruppo, un luogo che qua a Siena ora manca, o mancava meglio. Poi Rebecca si dice Rebecca anche in inglese.

Ci salutiamo augurandoci reciprocamente fortuna e io spero che se vi capiterà di passare per Siena, voi vorrete andare a conoscere questa piccola realtà, queste giovani donne che credono nelle donne, nell’editoria indipendente e nel mondo del libro, e a portare loro un poco di fortuna.

Rebecca, libri cinema musica è a Siena, via Pantaneto 32
ha una pagina Instagram
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qua è dove potrai conoscere Martina e ascoltare le sue risposte alla cinque domande

Il Libro Vagabondo proposto da Martina e Assunta