Bernardine Evaristo – Sur – traduzione Martina Testa
“dovremmo essere contente se oggi tante altre donne stanno ridisegnando il femminismo, se l’attivismo locale si sta diffondendo a macchia d’olio e milioni di donne stanno scoprendo la possibilità di impadronirsi del mondo come esseri umani a pieno titolo
come si fa a non essere d’accordo?”Parto da qua a raccontare la mia rilettura di Ragazza, donna, altro; un libro che avevo letto appena uscito e che ora è tornato sulla mia strada per colpa o merito di Libreria CartaBianca e di #edopocosaleggo.
Parto da qua perché questo romanzo è, prima di tutto, un manifesto femminista: un luogo dove il lettore incontra donne, anzi persone, che hanno dovuto lottare, hanno dovuto fare i conti in vario modo con il loro essere donne e non solo
“sì ma io sono nera, Court, e questo mi rende più oppressa di tutti quelli che non lo sono, tranne Waris che è
la più oppressa di tutti (ma tu questo non glielo dire)
in base a cinque categorie: nera, musulmana, donna, povera e col velo”
Con il loro essere considerati diversi, stranieri anche nel luogo dove sono nate o nati
“Megan era in parte etiope, in parte afroamericana, in parte del Malawi e in parte inglese
che a suddividerla così suonava strano, perché in base era semplicemente un essere umano tutto intero”
donne che hanno dovuto subire abusi, che sono state private di figli o di madri, che hanno dovuto farsi strada in un mondo dove è il patriarcato a dettare le regole
“… com’era nell’ordine naturale delle cose fin dall’inizio dei tempi
io caccio – tu badi alla casa
io porto a casa pagnotta – tu fai il pane
io faccio i bambini – tu tiri su i bambini”
che hanno dovuto sorridere quando avrebbero voluto urlare
“Carole non riesce a scordarsi tutte le piccole ferite, i partner d’affari che le fanno i complimenti per come parla bene, incapaci di nascondere il tono di sorpresa nella voce,così che lei deve fingere di non offendersi e sorridere con grazie,come se quello che le hanno appena fatto fosse davvero un complimento”
Che hanno dovuto sottostare alle regole del patriarcato
“si rese conto che quello che finora aveva ritenuto un suo problema personale era, in realtà, applicabile a molte donne, a masse intere di donne, costrette dai mariti a restare a casa quando sarebbero state più che disposta a impiegare utilmente il cervello come forza lavoro qualificata, donne come lei, che impazzivano di noia e di banalità”
Quelle che ci racconta Evaristo sono donne che alla fine ce la fanno sempre o almeno gran parte di loro ce la fa, donne che, nonostante tutto, ne escono a testa alta. Donne che non sono mai vittime, ma guerriere, come quelle Amazzoni protagoniste dello spettacolo teatrale che una delle protagoniste sta mettendo in scena. Quello spettacolo che, in un modo o nell’altro, comparirà in ogni storia, in ogni vita.
Ed Evaristo quelle vite ce le racconta con uno stile unico, privo di punteggiatura, privo di lettere maiuscole. Non so e non ho voluto indagare il perché di questa scelta stilistica, preferendo restare nella sensazione che questo stile mi ha dato: continuità, poesia e ribellione. La ribellione di questi personaggi, la ribellione di una scrittura che mette da parte le regole il “si è sempre fatto così”
Come nella mia prima lettura, anche questa volta devo dire che questo, pur essendo un romanzo da leggere e da far leggere per ciò che contiene, a me non ha strappato il cuore. Ne ho amato lo stile, la struttura fatta a racconti, a storie, che però si intersecano, si incontrano; la struttura circolare che porta tutti (o quasi) i personaggi a raggiungere lo stesso luogo; la fluidità della scrittura dell’autrice che riesce a rendere “veloce” un romanzo di circa cinquecento pagine. Ho amato un poco meno la scelta di far vincere praticamente tutti, perché la vita, purtroppo, non è questo; ma, in fondo, siamo in un romanzo e possiamo anche illuderci che le cose possano andare così…
Ragazza, donna, altro è stata una delle due proposte di libreria Cartabianca di Bazzano (BO) e la scelta di Libreria Metamorfosi nell’undicesima puntata di #edopocosaleggo

