Quando tutto è detto

Anne Griffin – Atlantide – traduzione Bianca Rita Cataldi

“Annuisco e faccio ondeggiare l’ultimo goccio rimasto nel bicchiere, prima di buttarlo giù. Ora sono pronto per iniziare il primo dei cinque brindisi: cinque brindisi, cinque persone, cinque ricordi. Spingo la mia bottiglia vuota sul bancone, verso di lei. E quando lei l’afferra e si gira dall’altra parte, felice di avere qualcosa da fare, dico con un filo di voce: «Sono qui per ricordare: tutto ciò che sono stato e tutto ciò che non sarò mai più»”


Ho conosciuto Anne Griffin con un altro suo romanzo che, confesso, non mi aveva fatta innamorare di questa autrice; poi un mese fa, allo stand Atlantide al Bookpride, mi hanno suggerito di provare a leggere il suo esordio Quando tutto è detto, appunto e, devo dire, che avevano ragione…
 
Quando tutto è detto è un romanzo che non può non farti innamorare, Maurice il suo protagonista non può lasciarti indifferente, non puoi non rimanere affascinata (o affascinato) dal quel suo giusto mix tra l’essere un po’ burbero, un po’ scostante, e l’amore che ha per le persone importanti della sua vita.
Ed è proprio a queste persone che decide di dedicare i cinque brindisi che costituiscono gran parte di questo romanzo. Il fratello, la figlia, la cognata, il figlio e la moglie.
 

“Qui è tranquillo. Non c’è neanche un peccatore. Solo io nella mia solitudine, a parlare da solo, a tamburellare le dita nel bar come se andasse della mia vita, nell’attesa del primo sorso.”
 

Incontriamo Maurice al bancone del bar di un albergo e con lui resteremo lì per (praticamente) tutta la durata di questa storia, anche se questa è una storia fatta di ricordi è una storia che ci riporta indietro nel tempo e ci fa rivivere tutto il cammino del suo protagonista: da quando ancora bambino deve lasciare la scuola e andare a lavorare nei campi agli ordini della famiglia Dollard, alle perdite importanti che hanno costellato la sua esistenza
 

“La compagnia di una persona fidata, che altro? Essere capito senza dover spiegare e senza fingere che vada tutto bene. Permetterci di essere un fottuto casino. La sensazione di una pacca sulla spalla mentre passa dietro di me per andare in bagno. È troppo chiedere una semplice resurrezione?”

Agli incontri, alla sua ascesa come proprietario terriero, al suo segreto, agli errori fatti
 

“Certe volte era così riservata che penso mi sia sfuggita la vera portata del suo dolore e del suo senso di colpa. Ce l’ho messa tutta per stare attento ma, avendo passato gran parte della mia vita distratto da ciò che accadeva al di fuori – i miei affari, il mio impero – ho spesso dimenticato di guardare quello che si trovava all’interno, e quanto fosse prezioso.”

Al suo riscatto o alla sua vendetta.
 
Siamo dentro ai pensieri di Maurice o, meglio, siamo dentro alle parole della sua lunga confessione. Confessione fatta a quel figlio, al quale, in fondo, non è mai riuscito a parlare veramente.
 
Non ci si può non commuovere seguendo questa storia, non si può non arrivare in lacrime alle ultime pagine, quelle dedicate a Sadie, la moglie tanto amata e ormai scomparsa.
 

“… nessuno conosce davvero la perdita finché non si tratta di qualcuno che ami di quell’amore profondo che ti tiene insieme le ossa e che scava a fondo fino sotto le tue unghie, difficile da scalfire come anni e anni di terra compatta. E quando va via… è come se ti fosse stato strappato di dosso. Ora sei nudo ed esposto, sei lì in piedi che goccioli sangue dappertutto sulla tua bella moquette. Per metà umano, per metà morto, con un piede già nella fossa.”
 

A quell’ultimo brindisi
 

“Ho lasciato il meglio per la fine, in ogni senso. Svetlana posa il drink davanti a me: Midleton, non ti puoi sbagliare. Una roba meravigliosa. Lo guardo come se mi fossero appena state date le chiavi di una mietitrebbia. Sono i suoi colori autunnali che mi colpiscono. È il senso della terra che porta con sé, gli alberi, le foglie, il cielo delle sere inoltrate. Il suo odore, così intenso che mi prende alla gola ancora prima di sfiorarmi le labbra, mandandomi un brivido lungo la schiena.”
 

Al ricordo di un incontro e di un voce che l’ha fatto innamorare.
 
Ah e poi c’è una moneta in questa storia, una moneta che detterà le sorti della vita di alcuni dei suoi protagonisti, ma questo lo dovrete scoprire solo leggendo, perché quella moneta racchiude uno dei segreti del “nostro” Maurice.