Alejandro Zambra – Sellerio – traduzione Maria Nicola
«… Però se devo dire la verità, i romanzi mi annoiano. Tutte quelle pagine. Come se non bastasse una poesia».
«È quello che pensava Pound», dice Gonzalo. «In una lettera a William Carlos Williams dice che lui scrive solo le parti buone dei romanzi. E che tutto il resto, le altre quattrocento pagine, è puro riempitivo e noia».
Scrivere di un libro che si è amato molto è difficile o, almeno, lo è per me. Vorrei limitarti a dire, fidatevi, leggete questo romanzo, non ve ne pentirete, mi ringrazierete dopo.
Vorrei dire semplicemente che ho letto le ultime pagine di Poeta cileno piangendo; e Poeta cileno non è un libro che fa piangere, anzi a tratti fa anche sorridere. Quelle lacrime erano di pura gioia, quelle lacrime erano l’incontro con qualcosa di bello, o la nostalgia, forse, per essere arrivata alla fine.
Comunque proverò a dirvi cos’è Poeta cileno o, almeno, cosa ho visto io in questo splendido romanzo di Alejandro Zambra.
“… a insinuarsi nell’area più fragile del loro rapporto, che era l’evidente disinteresse di Carla per la poesia. Lei amava la musica, era appassionata di fotografia fin da bambina e leggeva sempre qualche romanzo, ma vedeva la poesia come una cosa infantile e artificiosa. Gonzalo, però, come quasi tutti, associava la poesia all’amore. Non aveva conquistato Carla con le poesia, ma innamorarsi di lei e innamorarsi della poesia erano stati fenomeni quasi simultanei che aveva difficoltà a separare.”
Poeta cileno è una storia di amore, quella di Carla e Gonzalo. Una storia d’amore nata quando ancora erano ragazzi, tra studio, serie tv, divano e inesperienze. Il primo sesso fatto male, la prima delusione e l’inevitabile separazione
“Santiago è una città sufficientemente grande perché Carla e Gonzalo avessero la possibilità di non incontrarsi mai più eppure una notte, nove anni dopo, si rividero, ed è grazie a quell’incontro se questa storia raggiunge la quantità di pagine necessaria per essere considerata un romanzo.”
È una storia d’amore che, grazie al caso, avrà un sviluppo in età matura. Quando Carla avrà al seguito Vincente: un figlio.
Una storia d’amore fatta di momenti belli, di quotidianità e di se$$o che ci regala una coppia che vorremmo vedere felice per sempre. Un uomo e una donna
“Abbelliti dalle risate”
Poeta cileno è la storia d’amore tra Gonzalo e Vincente, tra un patrigno e quel bambino, che vedrà in lui un padre più del padre vero. Vincente, un bambino che, con la sua cocciutaggine, la sua voglia di ribellione e le sue trovate, darà vita alle pagine più tenere e divertenti del romanzo.
“Dicono che questo sia la felicità: non sentire mai che sarebbe meglio essere da un’altra parte, non sentire mai che sarebbe meglio essere qualcun altro. Un’altra persona. Più giovane, più vecchia. Migliore.
È un’idea perfetta e impossibile, eppure in quegli anni Carla generalmente voleva essere esattamente dov’era. E anche Gonzalo. E anche Vicente, soprattutto Vicente voleva essere esattamente dov’era, tranne che nei fine settimana con suo padre, quando gli mancavano la sua camera, la sua casa, la sua famiglia.”
Poeta cileno è un viaggio tra citazioni e poesia. Un viaggio che ha per protagonista la letteratura, dove tu lettore incontrerai Benedetti, Lemebel, Bolano e molti altri. Dove a Bolano Zambra dedica anche un omaggio (almeno io ci ho visto questo), in quella parte dove Pru, una giornalista americana che ruberà il cuore al nostro Vincente ormai cresciuto, intervista il meglio della poesia cilena.
Poeta cileno è anche molto altro, ma soprattutto è un romanzo che ti affascina per lo stile Zambra, il suo modo di entrare nella storia e di fare l’occhiolino al lettore, diventando egli stesso protagonista della narrazione, non in modo invasivo, ma ricordandoci che lui c’è,
“… mi piacerebbe davvero tanto salire su quell’aero con lei ma devo rimanere in territorio cileno, con Vicente, perché Vicente è un poeta cileno e io sono uno scrittore cileno e gli scrittori cileni scrivono romanzi sui poeti cileni.”
che è lui che ci sta raccontando questa storia, come le storie (o le barzellette) che Gonzalo racconta a Vincente mentre attendono il ritorno a casa di Carla. Momento questo che ricorda parecchio uno dei suoi splendidi racconti: La vita privata degli alberi.
Poeta cileno, in fondo, ci racconta anche un fallimento o, meglio, ci dice che nella vita non sempre tutto va come vorremmo che andasse, anche quando tutto sembra indirizzato per la giusta via,
“Sarebbe stato più facile ritenersi deluso, dimenticare la poesia, ammettere, come del resto ha fatto, il proprio fallimento. Sarebbe stato meglio dare la colpa alla poesia, ma non sarebbe stato vero, perché ci sono le poesie che ha appena letto, e che dimostrano come la poesia serva veramente a qualcosa, come le parole possano ferire, vibrare, guarire, consolare, agire, rimanere.”
E, in questo ci parla di vita. Di vita e del potere che ha la letteratura di camminare con noi, di esserci.
“… andava a chiudersi nello stanzino a leggere libri brutti, perché quelli belli non facevano che ricordargli la complessità della vita, mentre quelli brutti lo tranquillizzavano, gli davano speranza, lo anestetizzavano.”
Di essere tramandata, come il racconto “Cattedrale” di Carver che … ma qua mi fermo e concludo come ho più o meno iniziato: non permettetevi di non leggere questo romanzo!
“Ho pubblicato un libro, si disse. Mentre fumava e guardava il cielo vuoto di nuvole, pensò, senza allegria, che oramai aveva pubblicato un libro ed era, in fin dei conti, un poeta, un poeta cileno.”

