Jocelyne Saucier – Iperborea – traduzione Luciana Cisbani
“È nato tutto lì, in quello scintillio di luce rosa negli occhi di una vecchietta che scherzava sulla sua età e in quell’immagine di una pioggia di uccelli sotto un cielo nero, viene tutto da lì. La fotografa non si sarebbe avventurata sulle strade del Nord, non si sarebbe lanciata in quella ricerca se avesse scattato una fotografia in quel momento, se avesse fatto un clic su quella pioggia di uccelli negli occhi della vecchietta dell’High Park.”
Piovevano uccelli è un libro carezza, ma non nel senso di un libro sdolcinato e pieno di rassicurazioni. Piovevano uccelli è un libro coperta, un libro nel quale puoi e vuoi avvolgerti, mentre distesa sul divano sorseggi un caffè lungo, cercando di non avere alcun motivo per muoverti da quel divano. Perché quando entri in questa storia, tu in questa storia vorrai restare. Quando conoscerai i vecchietti che la popolano, tu vorrai conoscerli a fondo, vorrai sapere tutto di loro, vorrai essere loro amica. Come quella giornalista che indaga sui Grandi Incendi e finisce lì in quel luogo nascosto e sperduto, e lì un poco resta anche andandosene.
“Le storie mi piacciono, mi piace sentire raccontare gli inizi di una vita, tutte le vicissitudini, tutti gli scossoni dentro alle voragini del tempo che fanno sì che una persona si ritrovi sessanta, ottant’anni dopo con quello sguardo, quelle mani, quel modo di dirti che la vita è stata bella o brutta.”
Questo è un romanzo che parla di libertà, di tre vecchietti che scelgono di essere liberi
“Rimarrebbero parecchio stupiti di sentirsi chiedere se sono felici. Non hanno bisogno di essere felici, hanno la loro libertà e temono solo l’assistente sociale che potrebbe venire a portargliela via. È esattamente quello che mi ha risposto Tom quando gli ho chiesto che cosa lo aveva portato in quello sperduto angolo di mondo.
«La libertà, dolcezza, la libertà di scegliere la propria vita.»
«E la propria morte», ha aggiunto Charlie.”
È una storia di amicizia e di amore, anche se quello arriva dopo
“E l’amore? Be’, per l’amore bisognerà aspettare.”
Ma forse anche no, perché
“Non c’è niente di più bello di un amore impossibile”
E un romanzo dove un uomo che forse non vede dipinge quadri, dove una vecchietta di più di ottant’anni vive il primo anno di vita, dove una donna scrive un diario degli amori impossibili e dove una fotografa si affeziona alla sua “collezione di vecchietti”
“Amava le loro voci logorate, i visi devastati, amava i loro gesti lenti, le esitazioni davanti a una parola che sfugge, a un ricordo che si nega, amava vederli lasciarsi andare alla deriva tra le correnti dei pensieri e poi, nel bel mezzo di una frase, assopirsi. La vecchiaia inoltrata le appariva con l’ultimo rifugio della libertà, quello dove ci si libera dei proprio vincoli e si lascia che la mente vada dove le pare.”
e prova a rintracciare una storia, consapevole di essersi persa la foto più importante.
Ma i veri protagonisti sono quei tre vecchietti: Charlie, Tom e Ted; la vera protagonista di questa storia non è quella morte che è sempre lì in allerta,
“La morte è una vecchia amica, sono a loro agio quando ne parlano. Lei li segue da vicino da così tanto tempo che hanno come l’impressione di sentire la sua presenza acquattata da qualche parte, in attesa, discreta di giorno ma a volte invadente di notte”
ma è la libertà.
La prima volta che ho sentito parlare di Piovevano uccelli è stato più di un anno fa, ero in una libreria ed è entrata una ragazza chiedendo alla libraia un libro non troppo impegnativo. Ma nel senso che posso lasciarlo e prenderlo dal comodino (credo fosse impegnata con lo studio), non nel senso di libro leggero. La libraia gliene ha proposto tre, ma lei ha scelto questo (stupendomi un po’, devo essere sincera. Avevo scommesso in modo diverso). Dubito che quella ragazza sia riuscita a prenderlo e lasciarlo sul comodino, ma sono certa che lo avrà adorato. Perché questo romanzo non puoi che amarlo.
Quindi a chi lo consiglio? A chi ha bisogno di una carezza, ovviamente. A chi si sente in difetto di tenerezza. A chi vuole una storia fatta di personaggi che sappiano restarti dentro. A chi ama i climi freddi e a chi ha paura di rimanere solo e delle vecchiaia anche. Ma, in fondo, questo è uno di quei romanzi che consiglierei praticamente a tutti.

