Pioggia

W. Somerset Maugham – Adelphi – traduzione Franco Salvatorelli

“Il dottor Macphail guardava la pioggia. Cominciava a dargli sui nervi. Non era la pioggerella inglese, che cade gentilmente sulla terra; era una pioggia spietata, in qualche modo terribile; ci sentivi la malignità delle forze primordiali della natura. Non cadeva, fluiva. Era un diluvio celeste, e batteva sul tetto di lamiera con un’insistenza esasperante. Sembrava animata da un’intima rabbia. E a volte ti veniva da urlare perché smettesse, e poi d’un tratto ti sentivi impotente, come se ti si fossero d’improvviso ammollite le ossa, ed eri infelice e scoraggiato.”


Che Somerset Maugham sia una certezza non devo certo venire a raccontarvelo io, di lui, probabilmente, ognuno di voi avrà già letto qualcosa se non tutto. E io, come voi, l’ho fatto, riservandomi di leggere il mancante nei miei prossimi anni di lettrice.
Ora sono arrivata a questo gioiellino e ci sono arrivata per puro caso: stavo leggendo un giallo (cosa già strana per me), un giallo che non mi è nemmeno piaciuto, ma che ha avuto il merito di portarmi, attraverso il suo protagonista, a Pioggia.

Pioggia è la raccolta di due racconti lunghi: Pioggia, appunto, e Il reprobo. Entrambi i racconti si svolgono su isole tropicali, entrambi i racconti parlano (in qualche modo) di redenzione.

«Ma ci può essere diversità d’opinioni, su quello che è giusto».
«Se uno ha un piede in cancrena, lei che opinione avrebbe di chi esitasse a amputarlo?»
«La cancrena è una realtà oggettiva».
«E il Male?»

Ed entrambi i racconti hanno come protagonista, non dichiarata (sulla carta di protagonisti sono altri) due donne.

In Pioggia due coppie restano bloccate su un’isola a causa di un’epidemia di morbillo, condivideranno la stessa casa e gli stessi svaghi. Sono persone di idee e caratteri molto diversi, ma costretti dall’emergenza a fare di necessità virtù: un missionario con la moglie, un dottore con la moglie. Tutto prosegue tra noia e tentativo di allontanare quella noia, con ovviamente, la pioggia del titolo come sottofondo.

Ma a un certo punto arriverà l’elemento disturbante: una donna verrà ad abitare il piano di sotto della casa: una prostituta (che nella trasposizione cinematografica sarà interpretata da Rita Hayworth). E tra quella donna e il nostro missionario inizierà una sorta di duello con un finale inaspettato.

Se Pioggia è un racconto drammatico, Il reprobo e un racconto che arriva a farci sorridere. Siamo sempre su un isola e qua la “lotta” è tra un ubriacone violento e (ancora) un missionario con sorella al seguito. Il tutto supervisionato da l’ispettore dell’isola che se, da una parte, vorrebbe vivere una vita tranquilla senza troppi grattacapi


“Gli piaceva star comodo. I mobili massicci della stanza in cui si trovava avevano una solidità soddisfacente. Gli piaceva leggere romanzi francesi di carattere frivolo, e godeva della sua capacità di leggerne uno dopo l’altro senza provare rimorso all’idea che stava sprecando il proprio tempo. Sprecare il tempo gli sembrava un gran lusso.”


dall’altro ha a cuore le chiacchiere con l’”ubriacone”, unico bianco (a parte il missionario che però è poco divertente) sull’isola.
Ma non vi racconto di più…

Inutile aggiungere che la scrittura di Maugham ha la morbidezza di chi sa raccontare le storie mettendoti a tuo agio, coccolandoti quasi con stile e parole. Quindi se cercate un libro piccolo ma di contenuto, Pioggia potrebbe fare al caso vostro. E se non avete ancora letto questo grande autore, be’ datevi da fare: i suoi romanzi che valgono la pena di essere letti sono davvero parecchi…