Nessundove_Empoli (FI)

Libro Vagabondo_Quarantatreesima tappa

Nessundove ha compiuto un anno di vita in settembre, mi dice Martina, ma io sogno da sempre di avere una libreria, pensa che avevo iniziato l’università, ma poi ho deciso di abbandonarla e di iniziare a lavorare, aggiunge; ho iniziato a mettere da parte i soldi nella speranza di poter realizzare un giorno questo mio sogno.

E un giorno questo suo sogno lo racconta ad Alessio.

Alessio e Martina mi dicono di essere amici e di non esserlo nemmeno da tantissimo tempo: la loro amicizia è un poco più anziana della libreria. Ci siamo conosciuti in palestra, a un corso di arrampicata e abbiamo sentito subito di essere in sintonia, che qualcosa ci univa; così quando Martina ha confessato il suo sogno ad Alessio, lui le ha risposto subito Facciamolo!

Hanno entrambi un lavoro, o lo avevano al momento del “facciamolo”: Martina lavorava come impiegata a Firenze, Alessio nel contesto del web.

Continuo anche oggi a lavorare come impiegata, ma lo faccio part-time, mi racconta Martina, la mattina corro a Firenze, mi faccio tutto il traffico per andare e tornare, ma poi al pomeriggio sono qua;

certo è stancante, ma per ora devo fare così. Alessio mi dice che si era già ridotto il tempo di lavoro: da otto ore ero passato a quattro, più due ore da freelance a casa, anche se a casa sentivo che mi mancava il contatto con la gente, il poter parlare, condividere. Ora ho lasciato tutto e mi dedico solo alla libreria, io sono qua tutto il giorno anzi, aggiunge, spesso, come oggi, passo qua anche le pause pranzo, quando c’è da fare, e da fare c’è praticamente sempre.

Però dovresti dire anche che sei un libraio povero, aggiunge Martina ridendo.

Alessio la corregge dicendo che non è povero, è un minimalista lui: Ho deciso di dare priorità alle cose importanti, di togliere il superfluo dalla mia vita, mi dice.

Certo, ha ragione Martina, ora qua praticamente noi non stiamo prendendo ancora uno stipendio, ma Nessundove ha solo un anno, è un po’ presto per tirare le somme.

Alessio, mi dice subito Martina, tra noi due, è quello coi piedi per terra, colui che pensa bene prima di fare, colui che valuta e analizza.

Lui, ogni volta che propongo qualcosa mi risponde che prima bisogna inserirlo nel cash-flow (nota mia: cash flow = il flusso di entrate e uscite di un’impresa, proiettato nel tempo – nel caso qualcuno non lo sapesse) per vedere se è fattibile. Io rido e penso, anzi dico proprio, che cash-flow è un termine che è la prima volta che sento nominare in una libreria e, soprattutto, è un termine che mi riporta alla mia triste vita da impiegata di ufficio acquisti.

Alessio dice che è fondamentale, bisogna avere un piano definito, un foglio Excel che ti dica come e quando puoi muoverti. È importante avere chiara in testa questa tabella, onde evitare azzardi, onde evitare di fare passi troppo lunghi e/o troppo presto.

Ma torniamo per un attimo a quel sogno che con un Facciamolo! inizia a prendere vita. Da quel momento, da quel Facciamolo! tutto si muove velocemente per Martina e Alessio, che trovano subito il locale, anzi trovano che a Empoli c’è già una libreria indipendente con librai stanchi, librai che vogliono cedere l’attività: è l’occasione perfetta per loro, hanno trovato il dove e il come. Hanno trovato un luogo che prenderanno in mano, svecchieranno, dandogli una nuova vita a ritmo del loro entusiasmo e della loro giovinezza.

Non abbiamo fatto un corso per librai, mi dice Martina, costava troppo e non potevamo permettercelo; però io ho fatto dei corsi legati alle librerie per l’infanzia. Anzi, continua, in un primo tempo volevamo proprio aprire una libreria legata all’infanzia, consapevoli che è uno dei settori, se non il settore, che oggi tira di più. Però poi abbiamo capito che sarebbe stata una scelta solo commerciale, un ripiego, e che il mio sogno non era quello, così Nessundove è diventata una libreria di varia, una libreria con tanta narrativa, con una buona parte dedicata ai ragazzi e ai bambini, con molta saggistica, e con molto altro.

Io, continua Martina, sono una lettrice prevalentemente di narrativa, lo sono da sempre, da quando bambina e poi ragazzina uscivo con gli amici e avevo fretta di tornare a casa a quel libro che mi attendeva.

Alessio, invece, mi dice di essere più un lettore di saggistica, del resto (penso io) anche in questo si rispecchia l’animo analitico di Alessio e quello più sognatore di Martina.

Siamo due nerd, aggiungono sorridendo, e questo nostro essere nerd spesso lo portiamo anche qua nella nostra libreria, nelle scelte che facciamo, nelle nostre proposte, nei generi che si possono trovare da Nessundove.

Amano e conoscono molto bene il mondo dei manga, li leggiamo da sempre mi dicono, e Nessundove propone un ampia scaffalatura dedicata a questo genere: un genere che i ragazzi apprezzano molto e che noi pensiamo, mi dicono i librai, possa essere un modo per iniziarli alla lettura. Se un ragazzo si appassiona alla lettura di un manga, o di un fumetto, fare il passo verso il romanzo (o il saggio) poi potrebbe essere più semplice, quasi scontato. In fondo leggere è questione di abitudine.

Quello che in una libreria oggi si deve fare, mi dicono, quello che noi vogliamo e dobbiamo fare, è trovare nuovi lettori, e quei nuovi lettori dobbiamo tirarli su da giovani.

Noi stiamo leggendo anche molte graphic novel, aggiungono, altro settore che oggi va per la maggiore. Altro settore che potrebbe aiutare nell’avvicinamento, o nella scoperta della lettura.

Da Nessundove non trovi solo editoria indipendente, mi dicono, non crediamo che Empoli sia pronta per questo genere di selezione. Ma vorremmo dare più visibilità e aumentare la scelta di case editrici indipendenti, anche perché, mi raccontano, poco dopo la nostra apertura e poco distante da noi una libreria religiosa è diventata Ubik, e questo davvero non ce lo aspettavamo, aggiungono. Io racconto loro che l’ho vista passando e loro mi chiedono se ho visto Fabio Cremonesi, il traduttore di Haruf, è lui il libraio mi dicono. Ma questa è un’altra storia, e io voglio parlarvi solo di Nessundove e questi due ragazzi che, giuro, potrebbero essere miei figli e, dirò di più, se avessi avuto figli li avrei voluti avere proprio così: intraprendenti, pieni di idee e luminosi.

Perché Martina con il suo sorriso e Alessio con il suo modo di prendersi in giro emanano luce come emana luce Nessundove, una libreria che è proprio bella anche esteticamente parlando, e se ci fosse ancora qualcuno che sostiene che un libro non si deve giudicare dalla copertina, e quindi nemmeno una libreria dalla sua bellezza, be’ quel qualcuno sbaglierebbe, perché una libreria deve essere anche un luogo nel quale tu lettore stai bene, nel quale un poco a casa devi sentirti, nel quale vuoi, appunto, essere accolto. Nessundove questo lo è di certo.

Stasera abbiamo il nostro primo incontro del gruppo di lettura, dobbiamo scegliere il libro tra alcune proposte che abbiamo selezionato, mi dicono, mentre mi mostrano quelle proposte, un mix di narrativa recente, meno recente e saggistica. Poi mi raccontano che per ora hanno fatto qualche presentazione di autori locali, ma che vogliono crescere anche da questo punto di vista, dobbiamo organizzarci mi dicono. Insomma Martina e Alessio non hanno timore nel confessare che un poco devono ancora orientarsi, devono imparare, ma anche che hanno tutta la voglia di farlo, che hanno diverse idee in testa, alcune delle quali richiedono investimenti e attendono quindi che il  cash flow sia loro favorevole, che confermi che uno spazio ci potrebbe essere.

Mi dicono che vorrebbero invogliare alla lettura attraverso il gioco, attraverso una sorta di sfida, di livelli, mi dicono che stanno studiano un modo.

E il gioco da Nessundove è un “tasto” importante: ci sono scaffali dedicati ai giochi da tavolo e, ovviamente, in libreria vengono e verranno organizzati tornei. Ma, soprattutto, libri di giochi di ruolo, argomento che io conosco poco forse solo per averlo visto in Stranger Things, ma che trova questi due librai “nerd” molto ferrati e pronti a rispondere a ogni domanda (io a Martina ho fatto il terzo grado e qualche nozione in più ora ce l’ho!), e che hanno e pensano di organizzare in negozio vere e proprie sfide tra lettori, tra estimatori vecchi e nuovi di questo mondo, perché di un mondo diverso, alternativo, si tratta.

Martina mi racconta di come questi giochi non siano così superficiali come molti pensano (del resto forse un gioco non lo è mai…), ma che abbiano un valore didattico riconosciuto; mi dice che ci sono insegnanti che si stanno interessando all’argomento, perché i giochi di ruolo aiutano l’empatia, aiutano a immedesimarsi in un’altra persona. Un poco come il teatro, aggiunge. E io penso a quanta fantasia, immaginazione e voglia di mettersi in gioco ci sia dietro a tutto questo. Penso a che arma possa essere per sconfiggere anche la timidezza.

Prima di iniziare l’intervista chiedo perché hanno scelto quel nome per la loro libreria, quel nome che evoca un luogo magico, un luogo che forse un poco nei libri un lettore va cercando; un luogo che è anche evocato nell’arredo della libreria. Ma la storia di questo nome ve la faccio raccontare direttamente da Martina e Alessio, nei prossimi giorni, nella risposta alle #cinquedomande.

Quando chiedo a loro di propormi il Libro Vagabondo ci pensano un poco, ma poi Martina dice: Se deve rappresentare la libreria, se a noi deve essere legato, allora non può essere che questo, un libro che abbiamo tanto amato, che è tra i titoli che proporremo per il gruppo di lettura e che continuiamo a consigliare. Ma anche questo titolo voi lo scoprirete nei prossimi giorni.

Me ne sono andata serena da Nessundove, avrei avuto voglia di abbracciare Martina e Alessio, ma ci siamo salutati sorridendo e promettendoci di seguirci e sentirci a distanza. Sono belli questi ragazzi, hanno quell’ affiatamento che, a volte, riesce a nascere spontaneo e a creare un’amicizia che è anche stima reciproca. Perché io non credo sia facile individuare una persona di cui potersi fidare, con la quale pensare di costruire qualcosa, con la quale decidere di coltivare un sogno, e quando quella persona riesci a trovarla, ecco, devi tenertela stretta.

Raggiungendo la macchina,

mi sono ritrovata a pensare che un poco ho invidiato Martina e quel suo sogno che ha incontrato sulla strada un sincero e spensierato Facciamolo! Un facciamolo, nonostante tabelle, grafici e cash flow.

Ho sorriso e ho augurato mentalmente loro un in bocca al lupo e che quel sorriso, quell’entusiasmo sia la costanza di ogni loro giorno. Sia sempre la forza di Nessundove

Libreria NessunDove è a Emoli (FI), piazza Farinata degli Umberti 18
ha un sito
una pagina Instagram
una pagina Facebook

qua è dove potrai conosce Alessio e Martina e ascoltare le loro risposte alle cinque domande

Il Libro Vagabondo proposto da Alessio e Martina