Libro Vagabondo_Ventritreesima tappa
Apri la porta di Mutty ed entri in un mondo a sé stante. Mutty è un’esperienza completa, non solo una libreria. E per esperienza completa intendo un percorso culturale, ma non solo. Un percorso tra i piaceri della vita.
Mutty è questo: entri tra queste pareti vetrate e sai che devi abbandonarti alle coccole del sensi. Da Mutty la vista viene appagata dalla bellezza dell’estetica, della cura del dettaglio, dalla predilezione all’immagine in tutte le sue eccezioni, che sia disegno, che sia illustrazione che sia fotografia, che sia gioco di colori o di forme, luce. Il gusto viene accarezzato dal cibo sano che Mutty propone, la scelta di una cucina vegetariana in un locale che pare uscire da una metropoli invece che da dalla provincia. E, ovviamente, seduto a quei tavolini dalle sedie verdi potrai farti trasportare, oltre che (un’altra volta) dalla bellezza di piatti costruiti anche per soddisfare l’occhio, dai profumi e, quindi, dall’olfatto.
Le parole che sentirai saranno quelle intrise dall’entusiasmo di chi racconta un progetto ampio, un progetto a tutto tondo, un progetto nato dalla mente del marito di Sandra (la proprietaria), ma che a lei è rimasto in mano e ha deciso di portare avanti, completare, riempiendo quegli spazi che ancora non avevano una destinazione definitiva (la zona libreria è un luogo da lei voluto per circondarsi da ciò che ama).
Mutty apre nel 2013, ma negli anni ha subito modifiche sia di concetto, sia di particolari che di persone; lo ha fatto per adattarsi ai tempi, alle esigenze, o a quelle strade che si capisce di voler intraprendere solo quando si è in cammino, solo quando si può vedere dall’interno quel progetto che si è creato. L’idea però è sempre stata quella di un luogo dove poter convogliare la passione, circondati dal bello, dall’arte. Mio marito e io stessa, lavoravamo in altri ambiti, io vengo da un lavoro finanziario e amministrativo, ma volevamo di più, ciò che stavamo facendo non ci appagava, mi racconta Sandra. Martina, una delle due libraie, mi dice che anche per lei è stato lo stesso: un anno fa ho abbandonato il lavoro e ho avuto la fortuna di capitare qui
Mutty è libreria e ristorante, ma è, per esteso, uno spazio culturale, dove vengono fatti corsi, laboratori di formazione e seminari, presentazioni di libri, ma soprattutto mostre di artisti internazionali. Sei capitata nel momento sbagliato mi dice Martina (la giovane libraia che seleziona la narrativa per adulti, ma che è innamorata di ogni forma di illustrazione e questo lo si percepisce da come parla e mi racconta ogni singolo libro, soffermandosi sulla vetrina della meraviglie, dove sono esposti libri di autori giapponesi – come Katsumi Komagata e coreani – i libri di Somebooks editore – che sono, credetemi, dei piccoli capolavori, un mondo a me sconosciuto che non può che affascinare), ora non ci sono mostre allestite. Poi si sofferma a raccontarmi l’esposizione appena conclusa, quella di Tana Hoban, un’artista americana, un’esposizione che ha coinvolto soprattutto i bambini e che è stata costruita a loro misura in un percorso che era quasi un gioco.
E i bambini da Mutty sono tra gli ospiti più graditi, la sezione di libri per l’infanzia è fornita e curata, seguita dal 2017 da Claudia, che mi racconta il suo settore con vera competenza e con gli occhi che luccicano. Poi si sofferma sui libri young adult, anzi crossover, dicendomi che ci sono libri che possono essere letti anche dagli adulti, sia per gli argomenti trattati che per il livello di scrittura, come del resto i libri di illustrazioni per i bambini, che ormai non sono più solo per bambini.
Al sabato qua facciamo il brunch e Mutty si riempie di famiglie, mi raccontano Martina e Claudia, e i bambini si divertono a giocare in libreria, insomma al sabato non vedresti questo ordine, dicono indicando il tappeto dei giochi, ma è bello vedere l’uso che i bimbi fanno dell’oggetto libro, aggiungono. E i bimbi qua sono proprio coccolati, hanno persino un piccolo bagno tutto per loro, in miniatura e colorato di giallo, che ovviamente io sono andata a “sbirciare”.
Sandra, con una modestia e una sobrietà che credo la caratterizzino, tira le fila di questo piccolo mondo. Come dovrebbe fare una brava direttrice generale, delega le competenze, si affida alle persone che per lei e con lei lavorano:
Claudia e Martina per quanto riguarda alcuni settori della libreria, ma ci sono anche professionisti esterni che si occupano di altri argomenti, quali la fotografia (per esempio) o l’allestimento delle mostre. Ognuno mette il suo e, comunque, anche qua ci sono i crossover, ci si ascolta, mi dicono, si discutono le proposte degli altri e, anche se non sempre è facile, si arriva a una decisione comune. Abbiamo una chat di gruppo, dove condividiamo ogni idea che ci viene, ogni “cosa” interessante che vediamo o che sentiamo, e dopo ne parliamo insieme.
Poi, ovviamente, c’è chi si occupa della parte di ristorazione, con l’input di proporre una cucina che rispetti il progetto generale: lo star bene, il fare ecologia, il non spreco e, in fondo, mi viene da dire, il volersi bene.
Mutty, prima aveva una cucina diversa, era un bistrot, mi racconta Sandra, ma abbiamo voluto creare un percorso comune, fare in modo che chi frequenta il ristorante frequenti anche la libreria e la parte espositiva, creare dei passaggi, dei legami, un pubblico più coerente. Questo ci ha portato, per ora, a perdere un po’ di clienti della parte ristorante, ma il nostro è un lavoro sul lungo tempo.
Chiacchierando con Sandra, Claudia e Martina si percepisce subito l’affiatamento, la condivisione, quel sano confronto che è un valore aggiunto in un’azienda e, probabilmente, nella vita tutta. Perché la libreria è un’azienda, mi ricordano, e i conti devono quadrare anche se, aggiunge Sandra, chi si occupa di cultura, di libri non lo fa per diventare ricco.
Qualcuno ha detto che chi fa della sua passione un lavoro non lavorerà mai, ma qualcun altro ha obiettato dicendo che chi fa della sua passione un lavoro non smetterà mai di lavorare e così Mutty, o almeno la parte libreria, quando chiude a Castiglione delle Stiviere si trasferisce in un piccolo spazio al mare in Toscana, a Castagneto Carducci, e lì continua il suo progetto, il suo creare luogo di cultura.
Avrei voluto chiedere il significato del nome, ma Martina mi ha anticipato dicendo che Mutti (con la “i”) era il nome del proprietario precedente, un fabbro. Si è deciso di trasformare la “i” in “y” e di mantenere lo storico del nome.
Dall’esterno si può forse intuire ciò che Mutty era, e si può immaginare che quel giardino dove alcuni tavolini sono già pronti per le giornate di sole, un tempo fosse riempito dalla confusione di oggetti di ferro in mostra, o almeno io l’ho immaginato così. Ora il tocco di Mutty è pulito, minimalista, moderno. Ho detto subito a Sandra che entrando sono rimasta colpita dall’ordine e dalla cura di ogni particolare, e lei, sorridendo, mi ha risposto: Forse è troppo, che dici? Facciamo un poco di disordine?
Mutty libreria è a Castiglione delle Stiviere (MN), viale Maifreni 54
ha un sito
ha una pagina Instagram
ha una pagina Facebook









qua è dove potrai conoscere Claudia e Martina e ascoltare le loro risposte alle cinque domande


