Melody

Martin Suter – Sellerio – traduzione di Marina Pugliano

«Sai qual è un brutto momento?»
Tom stava in piedi accanto al letto e si sentiva a disagio. «Sempre?»
«No. Quando la vita finisce prima di essere compiuta. In quel caso non è un lieto fine. Il lieto fine c’è solo se la storia finisce nel momento in cui il protagonista raggiunge l’obiettivo che stava perseguendo. Solo allora. Ricordalo».


Tom ha urgente bisogno di trovare lavoro, il padre che lo ha mantenuto finora e che gli ha permesso di prendere due master in giurisprudenza e di farlo con la lentezza di chi non ha fretta di iniziare a lavorare, si è tolto la vita sopraffatto dai debiti, così Tom si candida per un lavoro offerto da un annuncio sul giornale:
 


“Cercasi giovane di solida cultura, affidabile, per gestione lascito testamentario.” 


lo fa per convincere se stesso che un lavoro lo sta cercando, ma convinto che la candidatura non andrà a buon fine.
 
Ma, ovviamente, il posto sarà suo e il suo nuovo datore di lavoro è Peter Stotz, un uomo che vive in una villa fuori Zurigo e che ai suoi tempi è stato potente sia nel campo politico che aziendale, un uomo che ora ha più di ottant’anni e poco tempo da vivere.
 


«Il primo segreto che devo confidarle: non sono un uomo molto ordinato. Il suo compito è farmi apparire, dopo che sarò morto, un amante dell’ordine. Il secondo segreto: non sono un uomo esente da vanità. Per tutta la vita non ho fatto che dare al mondo un’immagine di me ben precisa. Il suo compito consiste nel preservarla anche per i posteri».


Tom si troverà davanti un archivio pieno di carte e un distruggi documenti
 


«La maggior parte delle carte che si sono accumulate può distruggerle. A me interessa semplicemente che ogni foglio dato in pasto alla macchina venga preso in mano ancora una volta e valutato. Toccherà a lei decidere se potrà essere un elemento da inserire negli archivi delle imprese che ho gestito e amministrato. O se invece è qualcosa che andrà distrutto. Oppure che potrebbe essere utile a chi vorrà dedicarsi a scrivere una ma biografia. Non credo che succederà mai, ma mi è capitato tante volte di trovarmi in mano biografie poco interessanti, che non posso escluderlo del tutto.»

 

Ma scoprirà ben presto che il suo compito è forse un altro


«A essere sincero, lavorerei di più e più speditamente se il dottor Stotz non mi distogliesse sempre dal mio lavoro.»
«In che modo la distoglie?»
«Con le sue storie che racconta per ore e ore».
«Non la distoglie affatto dal suo lavoro. Il suo lavoro è ascoltare. Potrà fare tutto il resto quando lui non ci sarà più».


quello di ascoltare le lunghe narrazioni davanti al camino, dopo i ricchi banchetti preparati dalla cuoca italiana, con un bicchiere “alcolico” sempre in mano. Narrazioni che raccontano una storia d’amore e che hanno per protagonista Melody


“… solo allora Tom notò un dipinto a olio: il ritratto di una giovane donna. Seduta in poltrona davanti a una parete di libri, teneva un volume aperto sulle ginocchia e alzava lo sguardo interrogativo come se qualcuno, osservandola, l’avesse disturbata. I capelli neri sciolti le ricadevano sulla spalla destra, coprendo metà della scollatura della blusa gialla. Sulla pelle diafana spiccavano due labbra carnose dello stesso colore rosso della collana. E in contrasto con l’incarnato chiaro erano anche il blu degli occhi e il nero dei capelli e delle ciglia.”


la donna di origini marocchine che Stotz ha amato per tutta la vita; la fidanzata che è sparita in modo misterioso qualche giorno prima del matrimonio. E qua mi fermo e, ancora una volta, vi consiglio di non leggere la seconda di copertina, dove (a mio avviso) Sellerio decide di rivelare troppo, ma di seguire i racconti di Stotz come fa il nostro Tom.

Melody è quella che potremmo definire una storia intrigante, una storia che il lettore sarà curioso di indagare fino all’epilogo finale. È una storia dove il lettore, come Tom, deve mettersi nelle mani di quel narratore che ha un intento dichiarato che manifesta fin dall’inizio. Ed è una storia che, a mio avviso, trova una piccola pecca nella scelta dell’autore di “regalarci” un’altra storia d’amore che (sempre a mio avviso) fa nascere in un modo troppo affrettato; ma, alla fine, questo è un dettaglio che possiamo anche perdonargli, dato che vorremmo solo sapere cosa è successo all’affascinante libraia di nome Melody.