ML, parigi, un mercatino d’arte e un marito

M.L. entra in libreria con la sua solita fretta di entrare. Appoggia l’ombrello, ma tiene in testa il suo cappello rosso, impermeabile. Le braccia cariche delle borse di chi è andato in centro a fare acquisti. Un’amica mi dice sempre che ho le mani bucate, racconterà più tardi.

La saluto dicendole che è da tanto che non la vedo, ci scambiamo un sorriso e lei mi risponde che è tornata da poco.

Dalla Francia, chiedo. Dalla Francia, risponde.

Ma tra qualche giorno torno a Parigi, aggiunge. Io la prendo in giro dicendole che mi dispiace per lei, lei mi risponde che un tempo ci  andava più volentieri, ora le spiace lasciare a casa il marito. Vado solo per quattro giorni, dice, un tempo mi sarei fermata di più.

Racconta che prende il treno e che le piace fare il viaggio così, apro il mio libro e in un attimo sono alla Gare de Lyon, poi vado a piedi fino all’albergo, sono solo venti minuti, aggiunge.

Vado sempre nello stesso albergo, sono tanti anni ormai, mi hanno mantenuto sempre lo stesso prezzo. Ma è tutto così aumentato anche là, dice.


Chiede cosa abbiamo letto di nuovo e di bello, cosa possiamo consigliarle e poi lei ci racconta di aver letto dei libri in francese che forse qua non sono ancora usciti. Ci racconta della sua amica francese, libraia di un paese di mare, ci dà il suo parere sui libri che le abbiamo consigliato la volta precedente.

Qualche settimana fa sono morti i mariti di due mie amiche, mi dice, lo stesso giorno, aggiunge. Io le chiedo se è per questo che ha meno voglia di andare a Parigi, se è perché non vuole lasciare solo suo marito. Mi dice che è proprio così, poi mi parla di un mercatino d’arte al quale non manca mai.

Racconta che tappezzerebbe ogni parete di casa di quadri: ma mica di quelli che costano tanto, aggiunge, solo di quelli che piacciono a me.


Prende due libri senza farseli raccontare troppo, fidandosi dei consigli, e poi scappa perché un’amica l’attende. Forse andranno al cinema, penso io e mi accorgo di essermi dimenticata di raccontarle l’ultimo film che ho visto.