Ingrid Persaud – Edizioni e/o – traduzione Paola D’Accardi
“Come siamo passati dall’Uomo delle rose a quello che mi ricordo io? Più di una volta sono venuta a trovarti in ospedale e tu eri conciata per le feste. Non è bello parlare male dei morti, ma spesso ho avuto voglia di ucciderlo.
Colpa del rum. Quando non beveva sapeva essere dolcissimo.
Sì, ma quella volta che ti ha accoltellato alla gamba? Perché non hai chiamato la polizia, non lo capirò mai.
Deedee, lui riposa qua sotto. Lascia perdere. Dove potevo andare? Chi mi avrebbe voluta con un bambino piccolo al seguito? Perfino mia madre diceva che le botte erano la prova che Sunil mi amava. E comunque, non puoi andare alla sfilata di carnevale e poi avere paura dei coriandoli.”
Ingrid Persaud fa parlare tre personaggi, ognuno in prima persona, concedendo a loro interi capitoli dove potersi raccontare, pensare, sfogare, chiedere. La storia diventa così un rimpallo da uno all’altro, ognuno pare prendere in mano il microfono e raccontarcene un pezzetto per poi cedere la parola all’altro.
Una famiglia non tradizionale: una madre rimasta vedova di un marito violento, il figlio che ricorda poco dei maltrattamenti del padre e un affittuario, una persona per bene, Mr. Chetan, che diventa un padre surrogato per Solo e che potrebbe essere un perfetto marito per Betty, se non rivelasse di essere omosessuale.
Ingrid Persaud, in fondo, ci racconta tre solitudini, tre diversi modi di essere maltrattati dalla vita e di cercare di sopravvivere a quella vita che a volte pare essere così ingiusta, così “cattiva”, così poco propensa a capire. Ci racconta tre persone che non riescono a voler bene a se stesse, e così sbagliano, si attaccano a persone sbagliate, a scelte sbagliate. Alla sofferenza.
Ma Love after love è anche il racconto dell’amore, delle diverse forme d’amore. Un racconto che vuole dirci che una famiglia (e un amore) diversa è possibile: che la famiglia giusta non sempre è quella dove siamo nati, ma magari quella che incontriamo strada facendo, quella che scegliamo o che ci sceglie.
Ma non dimentichiamo che questo romanzo si svolge per la maggior parte del tempo a Trinidad e che comunque è fatto dalle persone di Trinidad (come lo è la stessa scrittrice) e quindi non può non avere i colori, i profumi e il cibo di quelle terre; pietanze dai nomi strani e dagli ingredienti a volte misteriosi, ma che nel romanzo diventano componente aggregante, motivo di conversazione, segno di pace, di affetto o di nostalgia.
La scrittura di Persaud è semplice, è il parlare della gente che ci racconta, è essa stessa un modo per descrivere quei personaggi che sono la vera forza di questo romanzo. È ricca dei dettagli del quotidiano, che sia una colazione, che sia il sentirsi diversi, rifiutati o incapaci di opporsi.
Ah, dimenticavo, lacrima assicurata!
Love after love è un romanzo che va dritto al cuore ed è il sesto Libro Vagabondo, la proposta de Il Giralibri di Mestre (VE)

