L’orsetto triste

C’è un piccolo orso illustrato sulla copertina di un libro: è seduto su una panchina, è triste. È triste anche nella pagine che seguono, mentre non risponde a una voce fuori campo che gli chiede il perché di quella tristezza.

La voce, non ricevendo risposta, prova a ipotizzare delle cause: una caduta sui pattini, una barchetta di carta che è affondata, una festa dove gli amici si sono dimenticati di arrivare, un albero, quello preferito, che è stato tagliato…

A un certo punto, nella pagina successiva, la voce assume le sembianze di un animale del bosco, un animale con le corna, e quell’animale incontra l’orsetto che è sempre più triste. L’animale con le corna prova a trovare delle soluzioni a ogni motivo di tristezza: trasforma la barca affondata in un sottomarino, aiuta l’orsetto a piantare un albero nuovo al posto di quello tagliato. Ma, poi, dice all’orsetto che a volte capita di essere tristi anche senza un motivo, di esserlo e stop. Dice all’orsetto che anche lui a volte lo è, e che non c’è nulla di male a esserlo.

Questa storia mi ha fatto commuovere, lo confesso, mi ha fatto pensare a tutte quelle volte che sono stata (e sono) triste e non so dire perché, o magari lo so anche dire, ma un poco me ne vergogno, perché sono motivi piccoli, motivi che presto saranno dimenticati: un giorno di pioggia come oggi, un’amica che da troppo tempo non mi chiede come sto, la voglia di essere altrove.

Ho pensato che quell’albo illustrato insegna che non sempre è necessario cacciare via la tristezza, a volte possiamo tenercela addosso per un po’, magari abbracciarla e provare a scaldarla o a farci scaldare da lei, perché no… Ci insegna che essere tristi, certo non è bello, ma non è sbagliato. Capita e capiterà.

Ho chiuso quell’albo e ho pensato che lo vorrei consigliare a tutti, a grandi e piccini, e che è proprio vero che gli albi illustrati non hanno età.

L’ho chiuso pensando che quell’albo si è già guadagnato il mio premio speciale di albo dell’anno.

L’ho chiuso dicendomi  che prima o poi riuscirò a capire chi è quell’animale con le corna.