Lo scarabeo vola al tramonto

Maria Gripe – Iperborea – traduzione di Laura Cangemi

“Se per esempio lo scarabeo non fosse scivolato in una fessura del pavimento nella camera del sole, il cofanetto di Emilie e le sue lettere non sarebbero mai stati ritrovati. Nessuno avrebbe saputo che un giorno, molto tempo prima, un’antica statua tombale egizia era stata portata a Ringaryd, nello Smaland. Una statua che aveva fatto sì che in quel momento a casa Selander fossero in orso strane manovre a base di fili nascosti e scoppi.”


È il caso che dà il via a questa storia, anzi dovremmo dire una serie di avvenimenti dettati dal caso, o dalla coincidenza, come ci racconta l’autrice nelle prime pagine del romanzo. Il ritardo di un treno, il regalo di un registratore, un piccolo lavoro estivo per Jonas, Annika e David: bagnare le piante a casa Selander. Una casa misteriosa che, ovviamente, nasconderà un segreto. Forse più di uno.


«Non toccarlo!» gridò Annika.
«Ma è uno scarabeo. Bisogna sempre aiutare gli scarabei che cadono sul dorso. Da soli non riescono a voltarsi.»


Uno scarabeo che indica loro la strada verso il primo indizio: il ritrovamento di un cofanetto contenente alcune lettere risalenti al Settecento. Lettere che parlano dell’amore contrastato tra Emilie e Andreas, di Linneo il famoso naturalista svedese, di piante e di una statua egiziana della quale oggi si sono perse le tracce.  


«Non ho più paura», disse, «solo che ogni tanto mi sembra che non siamo noi a decidere… in un certo senso, è qualcuno altro che ci sta conducendo per mano.»


E così traccia dopo traccia,  indagando tra presente e passato, coinvolgendo nelle indagini anche il prete del paese, giocando una strana partita a scacchi, al telefono, con una donna che pare chiamare sempre al momento giusto


«Non è sbagliato decidere in fretta: l’errore è decidere senza riflettere. Ma la cosa più importante è che non si deve mai esitare su una mossa per paura di perdere.»
«Sì, credo anch’io.»
«E un insuccesso temporaneo può trasformarsi in un successo, se si sa sfruttare il fallimento nel modo giusto. Se si dà spazio alla fantasia. Capisci quel che voglio dire, David?»

 

i tre ragazzi ci guidano in un viaggio tra passato e presente, tra dialoghi scoppiettanti e scene piene di tensione, personaggi misteriosi e grotteschi.
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E il loro sarà, ovviamente, un percorso di crescita, un percorso capace di suscitare domande più che risposte: sul tempo che passa, sulla Storia,


«…io credo che in fondo gli esseri umani siano rimasti piuttosto uguali a se stessi nel corso del tempo. Se non ci si sofferma troppo sull’aspetto esteriore, sulle cose temporanee come le mode e via dicendo, penso proprio che noi esseri umani possiamo capirci a vicenda, nel profondo, in qualsiasi epoca viviamo.»


Sui legami e su quella storia d’amore, contrastata dal periodo storico, dove la donna era costretta da un suo ruolo stabilito a compiere scelte anche contrarie al suo desiderio


«Lui non faceva che scrivere e filosofare, ma evidentemente non sapeva come utilizzarle, le sue perle di saggezza. Così le inviava a Emilie e le chiedeva di farsene carico, in modo che le generazioni future non se ne perdessero nemmeno una… I tempi non erano maturi e blablabla…»
«Blablabla? Ma i tempi non erano maturi, Annika!»
«Ah no? E allora perché non faceva qualcosa per influenzare i suoi contemporanei? Mi sembra piuttosto irrealistico investire soltanto in un futuro di cui non si sa nulla.»


Lo scarabeo vola al tramonto è consigliato da Iperborea a partire dai dieci anni. Appunto a partire… perché anche io, mi sono davvero divertita a seguire questi ragazzi, il loro coraggio incosciente, le traiettorie delle loro biciclette in un piccolo villaggio, a cercare di interpretare gli indizi e a rimanere stupita per ogni singolo colpo di scena. E, alla fine, ho chiuso il libro con il desiderio di assaggiare una liquirizia salata…

Un classico perfetto per far venir voglia di leggere anche a chi quella voglia l’ha un poco smarrita per strada.


“E ricorda anche
che ogni volta che vedrai uno scarabeo
cadere ai tuoi piedi, dovrai affrettarti a rivoltarlo,
perché non ti porti sfortuna!”