L’invenzione dell’amore

José Ovejero – Voland – traduzione di Bruno Arpaia

“… e nel cervello si fa strada un allarme, come quando senti una sirena della polizia o di un’ambulanza avvicinarsi nel bel mezzo della notte e ti rendi conto che potrebbe trattarsi del repentino avviso che l’ordine delle cose può essere stravolto in qualunque momento. Prima era tutto come sempre, coincideva con l’umile monotonia dei giorni in cui tutte le colazioni sono uguali e si va a dormire senza che sia accaduto niente di particolare, ma la telefonata di uno sconosciuto alle cinque o alle sei del mattino può solo annunciare un cambiamento importante, una trasformazione che magari farà sì che tutto quello che era smetta di essere, e che il libro che stavamo leggendo diventi all’improvviso una storia completamente diversa.”


Ed è proprio la telefonata di uno sconosciuto a cambiare il corso della vita di Samuel: scapolo e poco propenso ai legami, uomo che pare viaggiare sempre sulla superficialità delle cose. Nel lavoro si impegna il giusto, nelle relazioni evita la parola amore,


“Ho sempre evitato la parola amore. Un sostantivo svalutato, una moneta tanto usata che ha perso il rilievo, così da poterla accarezzare fra le dita senza percepire alcuna immagine; una moneta con cui non oserei pagare per paura di essere guardato come un truffatore. Mi mettono a disagio le poesie che hanno bisogno di usare questa parola per produrre emozione.”


come evita di far durare troppo una storia.

Ma una sera, quando gli amici se ne sono andati e lui, dal terrazzo di casa, sta osservando l’arrivo dell’alba su Madrid, il telefono squilla e uno sconosciuto gli comunica che Clara è morta in un incidente


“-Clara – dico, e scavo nella memoria pensando che non voglio ancora che riagganci. Prima di andare a dormire avrei bisogno di ascoltare quella storia che non è la mia, proprio perché non è la mia, allo stesso modo in cui leggiamo un romanzo per aggiungere storie alla nostra vita, storie che, per quanto drammatiche, risultano innocue, pensiamo, visto che non possono riguardarci nella realtà. Voglio sapere chi è Clara, e cosa ha fatto, quale relazione avevo con lei e perché mi dispiacerà.”

 

Samuel non ha mai conosciuto Clara, quella telefonata è un equivoco, ma Samuel decide di tenersi il ruolo che gli è stato assegnato per sbaglio: il ruolo dell’amante di Clara. E da lì tutto ha inizio.

Una bugia tira l’altra e il cerchio si allarga sempre più. Samuel porta Clara nella sua vita, se ne innamora anche un poco, forse proprio perché non può nuocere alla sua indipendenza, ne parla con sua madre, con sua sorella, racconta agli amici di aver perso una fidanzata. E a sua volta entra nella vita delle persone che Clara hanno conosciuto: vuole sapere, vuole conoscerla, ma vuole anche inventarsi la sua Clara.

L’invenzione dell’amore è, in fondo, una storia d’amore (credetemi lo è), è un romanzo che ti fa chiedere se ami o detesti il suo protagonista, perché Samuel è un bugiardo, ma è anche un personaggio pieno di fantasia e anche di leggerezza, è un simpatico mascalzone, un uomo che si accorge che l’amore esiste, nonostante


“Non uso mai la parola amore. Non leggo mai romanzi d’amore. Per un periodo, quando civettavo con l’idea di diventare scrittore, senza mai concretizzarla per mancanza di forza di volontà, immaginavo un libro di racconti che si sarebbe intitolato L’amore è un racconto. Poi ho scoperto che quel titolo esisteva già, che tutto ciò che si può pensare sull’amore è già stato detto, che è impossibile raccontare una storia d’amore, perché sono già state tutte raccontate. Ho sempre creduto che il pensiero sia più originale dell’emozione; è più facile pensare cose nuove che sentirle. Gli amori felici si assomigliano; anche quelli infelici”


Ovejero ha una scrittura accattivante e ci regala un romanzo godibile e lieve. Un romanzo che ha come ingrediente principale il caso, l’errore, l’inganno certo. Una storia che in qualche modo concede anche alla menzogna una possibilità. Che non si permette di giudicarla…