Confesso che lo stavo guardando perché è oggettivamente bello. Un sorriso bianco, gli occhi chiari e, in un certo modo, sereni. I modi di chi non ha fretta e, soprattutto, ha la cortesia di non metterla agli altri.
Chiede un libro di un grande autore sudamericano, penso Legge anche roba buona.
Poi ne chiede un altro dello stesso autore, un libro che in libreria non c’è, ma che può essere procurabile. Dice che ripasserà e lascia il suo nome.
A me sfugge un’esclamazione un po’ da adolescente, perché quel nome lo conosco. Non conoscevo il suo viso, ma il nome sì, mi ricordo di averlo letto nel programma di Pordenonelegge di, forse, l’anno scorso, di aver chiesto chi fosse a qualcuno che era entusiasta della sua presenza. È un attore lui, ma ha anche scritto un libro: un libro illustrato se non sbaglio.
Gli nomino il festival e lui sorridendo mi parla della cortesia e disponibilità dell’organizzazione.
Poi mi viene in mente di aver letto il suo nome qualche giorno prima, mentre acquistavo il biglietto per uno spettacolo teatrale che faranno a gennaio. Gli chiedo se stanno facendo le prove e lui conferma. Così ci perdiamo a parlare del libro dal quale è stato tratto quello spettacolo. È un libro che in libreria tutti hanno amato molto e che io ho scoperto proprio qua.
Ci saluta e se ne va e noi rimaniamo con una domanda non fatta (quale sarà il suo ruolo nello spettacolo?) ma anche con la voglia di leggere quel libro che lui ha ordinato.
Alla domanda poi abbiamo trovato chi ci ha dato la risposta;
e poi io mi sono tolta anche la voglia di leggere quel libro, e ve ne parlo qui

