Libro vagabondo_nona tappa
La libreria Prosperi mi accoglie con il suono di uno scacciapensieri, seguito dall’arrivo e dal buongiorno di Daniele. E io e Daniele iniziamo a parlare subito, lì, in mezzo a pareti ricoperte da libri e a poster che penzolano dal soppalco, a stampe e quadri.
Daniele mi racconta che un giorno un’amica gli ha detto: La Libreria Prosperi o vende o chiude. Che facciamo la prendiamo? E Daniele, che si trovava in uno di quei momenti in cui la vita ha bisogno di una scossa o, comunque, di un cambiamento, ha detto Facciamolo!
In fondo fare il librario era uno dei suoi sogni, quello che magari pensava di non riuscire mai a realizzare.
Daniele e Valentina (l’amica) hanno così cambiato la libreria (Prosperi storicamente gestiva solo testi tecnici), l’hanno trasformata in una libreria di varia, dove si possono trovare ancora alcuni volumi tecnici, ma relegati al piano di sopra, ma soprattutto molta narrativa, letteratura, saggistica varia e, ovviamente poesia. Dico, ovviamente, perché una delle prime cose che mi ha confessato Daniele è di essere un amante della poesia, ancor prima che del romanzo.
Mi dice che anche nel romanzo lui non cerca la storia, ma la scrittura, non cerca la linearità ma qualcosa che lo sorprenda
(chissà quale Libro Vagabondo avrà deciso di propormi? Ho pensato). Valentina poi se ne è andata e se ne è andata anche la collaborazione che aveva fino all’anno scorso (si dividevano i locali) con un’associazione Equosolidale. Perché qualcosa per sopravvivere bisogna inventarsi, mi ha detto Daniele.
Ora è rimasto solo, ma non per questo ha smesso di trovare soluzioni per essere al passo coi tempi, perché fare il libraio è anche questo. E così mi porta al piano di sotto e mi mostra un’ampia sala (anche molto carina) che dovrebbe servire, oltre alle presentazioni dei libri, a ospitare mostre; ma ora questo non si può fare per ovvi motivi di distanziamento, così le presentazioni vengono fatte nella piazza davanti alla libreria e le pareti della libreria sono diventate luogo di esposizioni.
Ascoli è una città strana, mi dice Daniele, una città che a livello culturale un poco stenta e che, comunque, è difficile da approcciare. Inoltre, ad Ascoli c’è la Libreria Rinascita che oltre ad avere le sue ragioni storiche, ha una scelta molto vasta e una collocazione molto bella (nel centro storico di Ascoli non sono presenti librerie di catena, questo a sottolineare l’importanza della Rinascita).
Così Daniele ha scelto di tenere solo le case editrici indipendenti, che, in fondo, sono quelle che rispecchiano più il suo gusto e il suo modo di vedere l’editoria,
ma è sempre pronto a ordinare qualsiasi tipo di richiesta del lettore. La gamma delle piccole case editrici presenti in libreria è davvero vasta e per ognuna di quelle meno note, quelle che io non conoscevo, Daniele mi ha raccontato qualcosa.
Il bello del lavoro è anche questo, ha detto, scoprire realtà nuove, autori ed editori nuovi, avere rapporti con loro. Ma anche con quei lettori, o non lettori, che entrano e vogliono scambiare due parole con il libraio.
Sono solo e devo seguire tutto io, mi dice, e non è facile, a volte cado nello sconforto, ma so benissimo che questo è l’unico mestiere che vorrei fare, che qua ci sto bene. Anche se questo porta via un po’ di tempo al mio essere diventato padre da pochi anni, mi dice; e quando parla della sua bambina, a Daniele, si illuminano gli occhi.
Dopo aver scelto per me il libro vagabondo, il libraio della Prosperi mi ha fatto un regalo: un libro di poesie scritto da lui, perché oltre che libraio e papà, Daniele è anche poeta. Ero poeta, mi ha detto. Ora il tempo e soprattutto l’ambiente per scrivere non ce l’ho più.
Se passate ad Ascoli (città che di suo già merita) venite a trovare Daniele: due chiacchiere sono garantite e un buon consiglio anche.





qua è dove potrai conoscere Daniele e ascoltare le sue risposte alle cinque domande

