Libreria La Ciurma_Como

Libro Vagabobdo_Cinquantaseiesima tappa

Appena un attimo fuori dai vicoli di Como, ma ancora in centro storico, ti imbatti in una vetrina che accanto a un timone, a una bandiera piratesca e a messaggi in bottiglia, espone, su ripiani di un legno che sembrano il recupero di un’antica imbarcazione, i veri protagonisti di quella mostra: i libri.

Sulla porta un veliero, mentre l’insegna recita: La Ciurma, libreria, ovviamente.

Qualcuno ci ha chiesto se vendiamo timoni, mi diranno Laura e Laura le due proprietarie di questa nuova libreria indipendente, ma del resto qualcuno ci ha chiesto anche se vendiamo materassi. Ridiamo e rideremo parecchio durante queste nostre chiacchiere che si prolungheranno per diverse ore.

Come vi devo chiamare? Laura uno e Laura due chiedo. Chiamaci semplicemente Laura, mi rispondono e io penso che così non correrò il rischio di confondermi chiamando una con il nome dell’altra. Anche perché

queste due giovani trentenne sono molto simili, forse non fisicamente (anche se…), ma come ideologia, come direzione verso dove andare, come modo di intendere questo loro luogo che è nato dalla voglia di creare qualcosa che desse una risposta alla loro idea di libreria.

Si conoscono facendo le libraie, Laura e Laura, in una libreria di catena di un paese della provincia di Como; diventano prima colleghe e poi amiche.

Non sono una che fa amicizia facilmente, mi dirà una delle due, faccio fatica a trovare persone che mi piacciano, ma quando ne trovo una faccio di tutto per creare un legame che duri nel tempo. Il classico “chi trova un amico trova un tesoro” penso, per restare in ambientazione forziere, oro e navi che partono all’avventura.

Diventano amiche, dunque, e insieme capiscono anche che la realtà della libreria che stanno vivendo non è quella che vogliono per se stesse.

Per noi la libreria deve essere un luogo di aggregazione, mi dicono, un fare comunità; anche un posto dove potersi dare un appuntamento con un amico, come già sta succedendo a La Ciurma.

Mi dicono che è la ciurma che fa andare avanti la nave e che, nel loro caso, la ciurma sono i clienti, i lettori.
Il nome lo abbiamo scelto  perché ci piace l’idea del viaggio, ma anche perché già dove lavoravamo prima ci chiamavamo in questo modo, e poi abbiamo entrambe un veliero tatuato sul braccio. Un veliero tatuato in tempi non sospetti e che ora è diventato il logo della nostra libreria.

Decidono davanti a un tavolino e a un aperitivo, una Laura lancia la proposta e l’altra risponde con quel “facciamolo” che fa partire il tutto. Da quel momento non si sono più fermate: mentre una faceva il turno nella vecchia libreria, l’altra lavorava alla nuova e poi il cambio.

Indagini di mercato per capire dove aprire, su internet ma anche sul campo, facendo domande in giro: abbiamo capito così che a Como si sentiva la mancanza di una libreria indipendente, dicono.

Poi la ricerca del locale, un corso per approfondire la parte finanziaria dell’attività, perché dobbiamo lasciare un po’ perdere il solito concetto romantico del fare libreria, mi dicono.

La burocrazia e la lotta con i ritardi:

volevamo aprire in settembre, ma non ce l’abbiamo fatta, ma a ottobre ci siamo dette Tra dieci giorni apriamo, venerdì 13 noi inauguriamo!

Ed è stata una vera e propria lotta contro il tempo, orari assurdi e mobili da montare, libri ovunque e l’aiuto di quegli amici che capisci solo nel momento del bisogno che sono  veri amici. Ma ce l’abbiamo fatta!

Hanno l’entusiasmo negli occhi e nelle parole queste Laura, la voglia di raccontare ciò che hanno fatto e vorrebbero fare, ma anche di raccontare se stesse: come sono fatte, quanto diverse, in fondo, possono essere.

Sono appena andata a vivere con il mio ragazzo, mi dirà una delle due, e certo non ho scelto il momento migliore, dato che, anche se nel business plan ci hanno consigliato di non dimenticare di prevedere uno stipendio per noi due, lo stipendio per ora è davvero poca roba.

L’altra Laura mi dice di aver scelto di non avere un compagno, poi ridendo aggiunge che, nonostante questo, ora si ritrova a fare coppia fissa con la sua socia, a doversela coccolare e sopportare; mi dice di essere una viaggiatrice vagabonda (e io penso che mi ricorda qualcuno…), zaino in spalla e partenze improvvise per ovunque.Ho deciso di rendere la mia vita un po’ più stanziale solo perché so di avere una partner della quale mi fido, aggiunge, so che quando non ce la farò proprio più e vorrò (dovrò) andarmene per qualche giorno, potrò contare su di lei. Poi abbiamo sempre i due giorni di chiusura a settimana, domenica e lunedì, me li farò bastare per ora…

Lavorano a turno Laura e Laura, come facevano nel vecchio lavoro, ma le puoi trovare entrambe ogni giorno nelle ore centrali: una apre alla mattina e l’altra chiude alla sera. Lavorare in libreria è bellissimo, mi dicono, ma siamo consapevoli, pur non essendo noi persone di grandi esigenze e di tanta vita sociale, che c’è una vita anche fuori dalla libreria. Anzi per permettersi questo loro sogno hanno anche dovuto ridurre un po’ di “sprechi”: per esempio io ho smesso di fumare, non lo facevo molto, ma ora sto evitando del tutto, mi dice una delle due.

Mi raccontano i mesi passati a ispezionare e selezionare i cataloghi dei vari editori, mi mostrano un quaderno pieno di disegni, conti e schemi, mi dicono che esiste ancora il file dove hanno condiviso tutto il lavoro fatto.

Nella nostra libreria vogliamo dare molto spazio alle piccole case editrici indipendenti, con alcune di loro abbiamo anche un rapporto diretto: ma da La Ciurma si trova anche ciò che indipendente non è, ciò che alle libraie è piaciuto o che pensano potrebbe piacere ai loro clienti.

I nostri scaffali sono in continua evoluzione, mi raccontano, ci sono generi che pensavamo andassero di più, tipo quello delle storie d’amore, ma che stiamo riducendo perché qua quelle storie sono poco richieste. Poi noi amiamo il distopico, aggiungono, e a questo genere abbiamo voluto dedicare tutto un settore.

Dico loro che ho notato che hanno mantenuto l’impostazione della libreria dalla quale provengono, ovvero la divisione in generi e l’ordine alfabetico per autore. Mi rispondono che per loro questo è il solo modo possibile, il solo modo che aiuta il lettore a orientarsi, poi, aggiungono, ci sono alcune case editrici che hanno un posto tutto loro, ma sono eccezioni.

Poi mi raccontano che poco dopo aver aperto, poco distante da loro, si è trasferita una libreria indipendente per bambini: Ci siamo rimaste male, confessano, anche perché avevamo scartato un locale che ci piaceva proprio per la vicinanza con una libreria di catena. Per un po’ ci è preso il panico, ma poi ci siamo dette che, mal che vada, punteremo di più sui libri per adulti. Ormai così è andata e non possiamo più farci nulla, dicono.

Sono ottimiste e serene, Laura e Laura, e io non posso non farglielo notare.

Mi rispondono che hanno le loro paure, certo, ma che si sono date tre anni per vedere come andrà questo loro viaggio. Mi dicono che non avrebbero potuto vivere con il rimpianto di non averci provato. Siamo fatte così e, mentre lo dicono, si guardano e sorridono.

Come ho detto all’inizio, Laura e Laura sono simili, sembrano quasi una stessa persona quando parlano di questo loro ambiente, ma, in fondo, ci tengono a evidenziare come le loro diversità siano il vero punto di forza del loro luogo: una legge di tutto, anche ciò che deve leggere per lavoro, l’altra riesce a leggere solo ciò che desidera leggere. Una, in un romanzo, dà più importanza alla storia, l’altra alla scrittura. Una si occupa dei riordini, l’altra della parte amministrativa. Una ha un occhio più estetico e pratico nella sistemazione degli scaffali, l’altra ha la manualità (anche di lavorare all’uncinetto, ma questa è un’altra storia).

Avevamo intenzione di creare un gruppo di lettura, mi raccontano, ma il gruppo di lettura Leggerebookclubcomo è nato più o meno in contemporanea a La Ciurma, e cercava un luogo per incontrarsi, abbiamo così deciso di unire le forze: noi mettiamo il luogo e i libri, loro gestiscono il club.

La Ciurma ha anche un gruppo di lettura legato al fumetto, ma anche questo non è tenuto da noi, dicono,  ma da una ragazza che ha un negozio di fumetti appunto e che di fumetto sa veramente tutto! Infine stiamo iniziando a fare degli incontri legati alla poesia, li facciamo insieme a Massimo Baraldi  uno scrittore che ha creato due libri/progetto davvero interessanti. Me li raccontano con gli occhi che luccicano, Laura e Laura, e io luccico con loro. Ma di questo parleremo più avanti…

Hanno iniziato anche a fare presentazioni e questo è un aspetto che vorrebbero sviluppare di più, perché rientra nel loro modo di intendere la libreria: un luogo che aggrega, fa cultura, crea una comunità.

E mi mostrano che sul retro c’è un piccolo cortiletto che devono ancora sistemare, ma è perfetto per creare un posto dove potersi anche solo sedere a leggere un libro. Perché la libreria è anche questo, dicono, un luogo dove un lettore deve sentirsi a suo agio.

Sono giovani e frizzanti, Laura e Laura, ecco io frizzante lo avrei aggiunto ai tre aggetti con i quali si sono definite come libraie nel video che, nei prossimi giorni, pubblicherò, facendovele conoscere anche di persona. Frizzanti come la loro pagina social, dove stanno cercando di inventarsi un modo per raccontare se stesse (divertenti i video countdown che si sono inventate per accompagnare i giorni precedenti alla data dell’apertura) e i libri che vogliono proporre all’interno di questa loro nave pirata.

Ci sarebbe piaciuto darci il nome di Anarchia letteraria, mi dicono, ma ci sembrava troppo pomposo:

però quello che vogliamo sottolineare è che qua vige, comunque, quell’anarchia letteraria, che qua nessun lettore verrà giudicato per ciò che legge. Qua vige la libertà assoluta.

Magari il libro che uno cerca non lo troverà subito, ma noi glielo ordineremo sempre volentieri.

Forse queste due donne indipendenti e grintose mi hanno detto molto di più di quanto ho scritto, ma io posso solo aggiungere che le ho salutate portandomi dietro una vera e propria carica di ottimismo. E voi, se vi trovate a passare per Como, cittadina davvero splendida, fate un salto a bordo de La ciurma e andate a conoscere Laura e Laura.

Da parte mia non posso che augurare a queste due libraie ogni fortuna e ogni cosa bella, tutto ciò che si merita chi ha il coraggio di provarci e di non lasciare spazio a eventuali rimpianti futuri.

Libreria La Ciurma è a Como, viale Lecco 83
ha una pagina Instagram
ha una pagina Facebook

qua è dove potrai conoscere Laura e Laura e ascoltare le loro risposte alle cinque domande

Il Libro Vagabondo proposto da Laura e Laura