Libro vagabondo_quattordicesima tappa
Entro nella Libreria dell’Arco quando Nicola è impegnato con una cliente, così ne approfitto per guardarmi intorno, per capire come sono dislocati i libri e qual è la proposta che la libreria offre al lettore. Un attimo dopo sono distratta dalla “famosa” finestra che, incastrata tra due scaffali, offre una vista sulla splendida Matera. Ma questo è un altro discorso, o forse anche no, dato che la bellezza di questa libreria fa parte della libreria stessa. Come la fa la vastità di libri proposti, sia di narrativa che di “prodotti” del territorio, come di volumi scientifici o legati alle arti varie; ma non manca uno spazio per i fumetti e, come mi farà vedere in seguito Nicola, un luogo, dedicato e selezionato con cura, per i piccoli lettori.
La libreria mi fa pensare subito alla biblioteca a casa di quell’amico ricco che non ho mai avuto, un amico che conservamico che nel suo mondo sa muoversi con l’agilità di chi conosce il posto di ogni cosa; quell’amico che ti chiede scusa per il disordine
(ho trovato Nicola sommerso dai libri e la libreria piena di scatoloni da aprire – Siamo nel pieno di #Ioleggoperché, mi dice Nicola, e Natale è vicino. Però ha rifiutato la mia proposta di aiuto, mi ha detto che non bisogna mai offrire il proprio lavoro gratis). E Nicola è quell’amico a cui chiedere un consiglio, oppure con il quale parlare di un autore, di un’opera e poi finire a parlare di un altro libro e di un altro autore senza nemmeno capire come ci si è arrivati. Con Nicola si aprono finestre su finestre, nel senso di argomenti, e ognuna contiene il piacere di dialogare con chi sa, con chi è un valore aggiunto della libreria.
Perché, come mi dirà più tardi, è il libraio che fa la libreria. E nella libreria dell’Arco non ci possono essere dubbi in merito.
Non è un buon momento come puoi vedere, mi dice Nicola, e si scusa anche perché non potrà dedicarmi molto tempo, ma si intrattiene con me, tra un cliente e l’altro che comunque riusciamo a coinvolgere nelle nostre conversazioni, per due ore. Due ore in cui mi racconta il suo essere libraio, il suo essere libraio a Matera, la sua scelta da un anno a questa parte di diventare libreria Ubik, anche se la libreria dell’Arco e il libraio di questa libreria, hanno mantenuto e manterranno la loro identità. E, avendo conosciuto Nicola, non ho dubbi in merito a questo…
Poi aggiunge che chi non fa il libraio con passione, e tenendo sempre presente che la libreria è un’impresa, chi non offre il servizio al cliente, la possibilità di avere ciò che chiede, insomma, bè quel libraio è un “cazzaro”. Posso ripetere “cazzaro”, Nicola? Magari usa un altro termine, dice lui, ma io penso che “cazzaro” renda davvero bene il concetto che voleva rendere il libraio di Matera.
Nicola è un libraio competente, fa questo lavoro da quindici anni e il mestiere lo conosce bene; da pochi anni è l’unico proprietario della libreria dell’Arco (prima ne divideva la proprietà con un socio); libreria che dopo diverse vicissitudini è arrivata in questa splendida location. Nei prossimi mesi dovrò cambiare un po’ la disposizione e gli arredi, mi dice, scusandosi ancora una volta per il disordine, cosa che fa con ogni cliente che entra, ma come rispondono loro, anche io ho pensato che quella libreria è proprio bella così come l’ho trovata. E Nicola è uno di quei librai che “coccola” il cliente, con la gentilezza di una parola o con una battuta cortese, e ovviamente dedicando a lui, o lei, del tempo. Non si scompone nemmeno quando alcune persone entrano confessando di voler solo vedere la libreria dall’interno.
Ho chiesto a Nicola com’è essere librai a Matera e se qualcosa è cambiato nell’ultimo periodo. Il lockdown mi ha portato un pubblico più giovane, mi ha detto; i fuorisede sono stati costretti a fermarsi qui, e ora con quei clienti si sono creati dei rapporti, delle relazioni che si continuano a mantenere.
Poi bisogna ricordare che Matera è una località fortemente turistica e, quindi, il pubblico resta un pubblico molto vario. E, infatti, nella libreria si trova davvero un po’ di tutto e un po’ per tutti i gusti, e anche una sezione di libri in lingua.
Sì, mi piace accontentare ogni cliente, mi dice Nicola, anche se poi consiglio e metto in vetrina i libri che ho amato io, quelli che credo debbano essere letti. E quei libri, aggiunge, restano in vetrina fino a quando non trovo dei degni sostituti.
Fare il libraio è un lavoro a tempo pieno, mi fa capire Nicola, specialmente se lo fai da solo. Io approfitto per rinnovare la mia proposta di aiutarlo ad aprire gli scatoloni, ma lui si mette a ridere e, da dietro pile di libri, mi dice Dai facciamo questo video, anche se poi io non lo vedrò, non amo molto i social, continua. E mi fa capire che il mestiere di libraio non dovrebbe essere fatto qui, sui social appunto, anche se sa benissimo che dovrà arrendersi a questa cosa. Prima o poi…
Un libro non è un oggetto, un parallelepipedo, da fotografare vicino a una tazzina; un libro (e me ne apre uno dicendolo) è fatto di tutti questi segni che sono un contenuto. Ed è quel contenuto che conta.
Prima di andare via, vedendolo sommerso da torri di libri e da corrieri che hanno deciso di consegnare tutto in quel giorno, gli chiedo: ma non hai paura che tutto questo ti venga a nausea, non hai paura di portarti a casa il lavoro, o peggio di vedere il libro solo come un lavoro?
Come ti ho detto, il libro non è un oggetto, mi dice, è un contenuto. Il libro dà emozione, dà gioia, sofferenza, fa ridere e piangere. Non mi posso stancare di un libro, come non mi posso stancare della vita.
E queste parole credo riassumano a pieno il libraio Nicola.
Libreria dell’Arco è a Matera, via delle Beccherie 55
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qua è dove potrai conoscere Nicola e ascoltare la sua risposta alle cinque domande

