Libro Vagabondo_Diciannovesima tappa
Passeggiando per Corso Vittorio Emanuele, nel centro storico di Trapani, non puoi non fermarti di fronte a una vetrina incorniciata in un impeccabile stile Liberty e, se ci capiti in orario di chiusura, anche a una lettrice appoggiata alla saracinesca con accanto una pila di libri. Ti trovi davanti alla Libreria del Corso.
Teresa, la libraia, poi mi racconterà di aver pensato lei l’immagine di quella lettrice e di averla descritta a chi poi quella saracinesca ha dipinto. E mi racconterà anche che prima della libreria quel locale era abitato da un negozio di dolciumi, me ne farà vedere anche una foto in bianco e nero: è stato mantenuto quasi tutto come era in originale, mi dirà.
Forse è stato proprio l’ingresso a catturare la mia attenzione sulla Libreria del Corso e parlo di quanto ancora a Trapani non ero arrivata, di quando ho deciso di programmare un viaggio da queste parti e di contattare Teresa per chiederle se voleva accogliere me e il #librovagabondo e lei ha accettato subito senza sapere di cosa si trattasse. Del resto la Sicilia, si sa, è una terra ospitale e Teresa lo è stata da subito.
Così appena arriva qua sono andata a cercare quella vetrina che tanto mi aveva affascinata e ci sono passata davanti anche diverse volte prima di entrare e di rimanere colpita dall’ordine che regna in libreria, un ordine quasi simmetrico. E, mentre io stavo pensando questo, Teresa si è scusata perché alcuni libri erano impilati in malo modo, li stavo caricando, mi ha detto, mentre è corsa a sistemarli. Quel giorno c’era anche vento, parecchio vento, tanto che dalla spiaggia alcuni pezzetti di alga erano arrivati fin dentro al locale (la libreria non si trova in riva al mare),
Stamattina era tutto pulito, ha sottolineato Teresa, ma la porta qua deve rimanere sempre aperta e contro il vento non c’è rimedio! Davanti a una porta chiusa la gente non entra in nessun negozio e in libreria ancora meno. La porta aperta è una regola qua, ha proseguito, da sempre. E questo a me ha fatto pensare, ancora una volta, all’accoglienza trapanese.
Teresa ha la modestia della libraia di altri tempi, quella che non ci tiene ad apparire, a essere troppo social, ma che punta sul fatto che una libreria tenuta bene sia il miglior biglietto da visita;
chiama la sua libreria “mio figlio” e dice subito che la libreria è la sua famiglia, che il suo tempo e (immagino io) molto del suo amore sia riversato qua dentro;
dove ogni dettaglio è curato, dove persino il logo è stato frutto di un lungo processo e dove una linea di gadget da lei pensata con la collaborazione di una grafica sono quel tocco in più. Teresa timbra ogni borsetta di carta, ogni pacchettino ha il suo tocco personale o, comunque, la sua supervisione.
Teresa è la Libreria del corso.
Del resto è arriva qua ragazzina, aveva appena finito la maturità quando un’insegnante le propone un posto di lavoro in questa libreria gestita dal marito e da un altro socio, le dice dovrai solo leggere e catalogare i libri e a Teresa non pare vero che le venga proposto di leggere a pagamento, di avere l’opportunità (o il privilegio) di lavorare in quel mondo. Non ci pensa due volte, decide di rimandare l’iscrizione all’università e di provarci. Almeno per un anno si dice, ma poi lei dalla libreria non andrà più via. Sarà commessa, siamo nel 1993, e dopo pochi anni si ritroverà a dover gestire lei, ancora poco più che ragazza, quella libreria; lei che ha imparato tutto sul campo “rubando” l’esperienza del libraio del tempo, quel libraio che le diceva non devo dirti io, guarda e fai. Poi nel 1997 ne diventerà proprietaria insieme a un cugino che si occupa della parte contabile.
Teresa mi dice che forse del mondo non ha visto molto, quasi niente. Come faccio sono sempre qua e la libreria non chiude praticamente mai. Mi dice che rimpiange un poco di non averlo fatto, ma mi fa capire quanto ha guadagnato dalla vita tra queste mura:
mi racconta di amicizie nate fra questi scaffali, di amici che sono diventati consulenti lettori, Perché ovviamente non posso leggere tutto, dice, il tempo è quello che è, e fare il libraio, a differenza di quanto si crede, ti porta anche ad avere meno tempo per leggere. Teresa è la libraia casa e bottega, ecco cosa mi viene da pensare.
Ho preso casa dietro alla libreria, per me è un attimo essere qua, pensa che quando ero ragazza, quando ero commessa, mi dice, venivo qua persino durante le ferie. Del resto fare questo lavoro è un piacere, non mi pesa, aggiunge. Certo la libreria non ti fa guadagnare molto, anzi, ma io qua ho conosciuto persone speciali, ed è questa la ricchezza che ne ho ricavato.
La libreria del corso è una libreria di varia, ha di tutto un po’; sarebbe bello tenere solo ciò che mi piace leggere e proporre, ma devo anche fare cassa e devo accontentare ogni cliente. C’è una ricca zona dedicata alla Sicilia: dai romanzi, alla storia, alla cucina, alle guide dei musei, alle guide del territorio (dato che comunque si tratta di una libreria che lavora molto con il turismo: Trapani negli ultimi anni ha sviluppato molto l’aspetto turistico, mi dice Teresa, un tempo non era così, un tempo in agosto si lavorava mezza giornata, perché la città si spopolava). E anche una sezione dedicata ai concorsi e alle pubblicazione giuridiche, Quella parte è sempre esistita, mi racconta. Poi ovviamente una parte dedicata ai bambini e ai ragazzi.
Sì, Teresa è la sua libreria e la libreria del corso di Trapani rispecchia Teresa. Ordinata, precisa, esigente con se stessa, pulita (quel pulita che intendeva mia nonna, quel pulita dei modi, nei pensieri, nell’essere, quel pulita senza fronzoli o eccedenze) e bella.
Perché Teresa è bella come la sua libreria, una persona solare, aperta con la quale ti fermeresti a parlare per ore e ore (e io un po’ l’ho fatto tra un caffè e un pezzetto di un delizioso plumcake al cioccolato), una donna radicata sul suo territorio e che ha fatto di questo il suo punto di forza: Teresa ama Trapani e ama la sua Sicilia e ama Natalia Ginzburg, che è nata a Palermo per caso, mi dice. Ma questa è un’altra storia. Teresa quando parla di ciò che ama si illumina e, quindi, lo fa sempre quando parla di questa libreria che è, in fondo, casa sua.
Quindi quando passerete per Trapani ricordatevi di venire a conoscere questa donna speciale e la sua altrettanto speciale libreria.
Libreria del Corso è a Trapani, Corso Vittorio Emanuele 61
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qua è dove potrai conoscere Teresa e ascoltare le sue risposte alle cinque domande


