L’eclisse di Laken Cottle

Tiffany McDaniel – Atlantide Edizioni – traduzione Clara Nubile

«Dicono che tra qualche miliardo di anni», s’intromette l’uomo accanto a lui, «il sole diventerà un gigante infuocato e s’ingrosserà così tanto da far ribollire i nostri oceani e consumare tutta la terra. Questa luce splendente e intensa, che adesso ci circonda, un giorno ci distruggerà».
[…]
«Non fa sempre cosi l’amore?»

Leggere Tiffany McDaniel non è mai un leggere banale, entri nelle sue storie, nella sua scrittura, ed entri in un suo mondo, ti ci fai trasportare e non sai fino a dove deciderà di farlo, non sai quanto male potrà farti. Leggere L’eclisse di Laken Cottle è affrontare un viaggio, uno di quei viaggi nei quali hai molte aspettative, ma non sai definire bene di quali aspettative stai parlando.

Viene presentato come la storia di un viaggio, di un ritorno e certo questo è. Un viaggio che mi ha fatto tornare in mente La strada di  McCarthy, per l’atmosfera apocalittica, per il mondo che tutto intorno al protagonista sembra perdere pezzi, distruggersi. Ma è anche un viaggio che ha del fantastico, dove si può camminare sulla pancia di un drago o incontrare una strega, dove le stelle possono essere umane. E dove, un giorno il sole decide di spegnersi e il buio di invadere il mondo

“Forse volare nel buio è il finale che più ci si addice, perché noi della razza umana siamo sempre stati creature mutevoli. Pur essendo riluttanti a morire, e nonostante la nostra determinazione, alla fine non siamo destinati a restare. Ma la terra è sempre rimasta. Quando con il telescopio osserviamo le stelle morenti e i pianeti, li ammiriamo con meraviglia. Ma vivere su ciò che muore, be’, non è così meraviglioso.
Ciò che rimane del nostro mondo, è fugace e, nonostante la nostra determinazione a non andarcene, dobbiamo volare via con esso. Dobbiamo accompagnare il nostro mondo ovunque vaghi come un vagabondo, sia che vada nella luce, sia che vada nel buio.”

Questo è un romanzo che poco può essere raccontato; primo perché è molto difficile farlo, secondo perché il piacere di questa lettura sta proprio nello scoprirne la storia, nel capirne il significato, nel percorrere il viaggio di Laken Cottle insieme a Laken Cottle.

Confesso che ci sono stati passaggi, quelli che sembrano essere così onirici, gotici quasi fantasy, che mi hanno fatta pensare: cosa sto leggendo? Che mi hanno fatta pensare che Tiffany questa volta mi avrebbe delusa, ma poi, andando avanti, ho scoperto che quest’opera è davvero qualcosa di grandioso e, come mi hanno detto anche le libraie che lo hanno scelto come #librovagabondo, ancora di più se pensiamo che la scrittrice è del 1985!

Un’opera ricca di simboli e di intrecci, un’opera che non perde mai di vista (e tu lettore lo capirai solo alla fine) il punto esatto dove vuole arrivare. Una lotta continua tra bene e male, tra buio e luce (magnifiche sono le pagine dove McDaniel descrive l’incedere del buio, le nazioni e i continenti che piano piano si spengono o vengono inghiottite dal quel buio contro cui nulla si può fare), tra occhi luminosi che “si suicidano” o si “eclissano” e cecità, appunto

«I tuoi occhi hanno dentro la luce. Tu sai cosa dicono della luce negli occhi? Un po’ di luce fa finire il buio, ma troppa luce, be’, può segnare l’inizio del buio.»

Il viaggio di Laken Cottle è una sorta di viaggio dell’eroe, è un viaggio che fa emergere ricordi come tasselli che andranno a ricostruire la storia di questo nostro protagonista e il perché di questo suo richiamo verso casa

“«Che forma ha un ricordo, papà?»
«È come il tassello di un puzzle»”

Un romanzo che destabilizza e sorprende, un romanzo che ci parla di narrazione anche, di storie che vengono raccontate e che ci ripete che

“Chi racconta le storie governa il mondo”

Piccolo dietro alle quinte pop. Io come sottofondo alla lettura non ho potuto fare a meno di canticchiarmi questa canzone della Bandabardò

      Un giorno venne il sole e disse: “e così sia!
     Se proprio non mi volete allora me ne vado via!
     Non vi chiedevo tanto, ne croci, ne altare
     Ma nemmeno un mondo in cui non posso respirare”    

E lo so che non è in linea con il tono dark della storia (scusami Tiffany), ma così è stato…

L’eclisse di Laken Cottle è il trentesimo Libro Vagabondo, la proposta de La terza stanza di Budrio (BO)