Le mille e una pagina_Mortara (PV)

Libro Vagabondo_Quarantaquattresima tappa

Perché Mortara è la città dell’oca? Esordisco così entrando da Le Mille e una Pagina, certo prima ci sono i saluti e le presentazioni, ma subito dopo arriva la mia domanda. Ho visto che ovunque ci sono delle targhe che orgogliosamente sottolineano questa cosa, aggiungo. Il mio incontro con Laura e Lia, le due libraie di Le Mille e una Pagina inizia parlano di oche, di comunità ebraica e di salame, d’oca ovviamente. Subito dopo parliamo di Mortara e delle sue bellezze, del fatto che sia una tappa della via Francigena, e delle rane che mio papà da giovane veniva qua a mangiare. Certo, mi dicono, siamo in mezzo alle risaie noi, anche se oggi di rane non ce ne sono più. Comunque questa è un’altra storia, e noi non siamo qui per parlare di usi e costumi di questa città, ma di questa libreria che a Mortara e al territorio intuisco subito essere molto legata.

Ma andiamo per gradi.

Laura e Lia si conoscono a Mortara appunto (probabilmente qua si conoscono un po’ tutti), frequentano insieme un corso di danza (Lia cuce anche i vestiti per quel corso) e si vedono al Palamassucchi, il palazzetto dello sport dove Laura fa la fotografa sportiva; così scopro che a Mortara c’è un’associazione di ginnastica artistica (La Costanza) importante con la quale la famiglia di Laura, di suo marito per l’esattezza, è molto legata e dove Laura inizia appunto a fare foto per diletto o per passione. Ma arriveremo anche a questo.

Ora siamo a un giorno preciso, il giorno in cui Lia dice a Laura che la libreria storica di Mortara sta per chiudere, e aggiunge: Facciamo qualcosa perché non succeda.

Laura pensa subito che lei non vuole fare qualcosa per evitare la chiusura della libreria, lei quella libreria la vuole. Lei è proprio in un momento in cui sta cercando di capire cosa fare delle sua vita lavorativa, in cui vuole realizzare qualcosa di suo.

Qua, mi dicono, c’è sempre stata una libreria e se non lo avessimo fatto noi, sicuramente, lo avrebbe fatto qualcun altro; così noi ci abbiamo pensato un poco, aggiungono, ma poi abbiamo deciso di buttarci.

Non rileveranno la libreria storica, ma ne apriranno una loro in un altro luogo: Era il settembre del 2008, c’era appena stato il crollo di Lehman Brothers, e la crisi si stava diffondendo ovunque, mi racconta Laura, insomma non il periodo migliore per aprire, ma lo abbiamo fatto e siamo ancora qua.

Ma facciamo ancora un passo indietro e riallacciamo i fili che hanno portato Laura e Lia a prendere quella decisione, a coronare un sogno che sogno, come mi diranno entrambe, non era mai stato.

Laura nasce biologa e, una volta laureata, avrebbe voluto specializzarsi in virologia, ma i genitori non se lo possono permettere e, quindi, deve cercarsi un lavoro. Ho lavorato in un’azienda chimica della zona, mi racconta, ma non ero felice, mi svegliavo alla domenica mattina già di cattivo umore, già pensando al lunedì. Mio marito non mi sopportava più, mi dice, e io mi sono resa conto che così non potevo andare avanti, che non aveva senso.

Ho deciso di mollare il lavoro anche senza avere un’alternativa, e ho iniziato a cercare la mia strada, perché per me il fatto di realizzarmi con un’occupazione era ed è fondamentale, aggiunge.

Laura per un periodo fa la fotografa sportiva, come abbiamo già scoperto, trasforma quella che era solo una passione in un lavoro. E, insieme a un socio, inizia a fare anche foto di matrimoni e cerimonie. Ma per continuare a fare la fotografa, per andare avanti insomma, avrei dovuto iniziare a viaggiare, a fare il lavoro in modo diverso.

Lia, invece, ha una laurea di informatica conseguita a Boston, dove, dopo aver lasciato il lavoro, è andata per seguire un amore, e dove ha vissuto per due anni. Quando torna per lei trovare un’occupazione in quel campo è cosa molto facile, ma dopo la maternità quello che diventa difficile è raggiungerlo ogni giorno quel lavoro: eravamo tornati a stare qua, mi racconta, ma il lavoro era a Milano e questo voleva dire un viaggio di quasi quattro ore al giorno tra andare e tornare.

Così Lia lascia un’altra volta il lavoro e si dedica a fare la mamma, ed è qua che inizia ad appassionarsi al cucito

(tenete a mente questo fatto, perché sarà un dettaglio che ritroveremo all’interno di Le Mille e una Pagina)

Quella di Laura e Lia è una libreria di varia, qua un lettore può trovare il best seller del momento, il long seller, ma anche quel tocco di gusto personale delle libraie; qua le case editrici più importanti vanno a braccetto con quelle indipendenti, i saggi con la narrativa e un buon reparto dedicato ai bambini. E non può mancare una zona dedicata ai libri del e sul territorio e alle guide di viaggio (eredità della vecchia libreria), anche se quest’ultima negli anni si è molto ridotta.

Quando quasi tre anni fa ci hanno fatto chiudere tutto e ci hanno rinchiuso in casa, io ho pensato che qualcosa dovevo inventarmi, mi racconta Laura. Un po’ perché la libreria doveva continuare a vivere, un po’ perché io dovevo tenermi impegnata. Così ho iniziato a fare dei piccoli video con dei consigli di lettura, delle vere e proprie pillole e mi sono accorta che riscuotevano successo. Alcuni siti mi hanno chiesto di farli anche per loro, e continuo ancora a portarmi a casa i libri e a preparare queste pillole. In fondo, oggi, non possiamo pensare di avere un’attività (o forse anche una vita) senza presenziare sui social, mi dice Laura.

E quel nostro essere sui social, come libreria, deve essere fatto bene, altrimenti l’effetto che si ottiene è quello contrario.

Ho fatto anche un corso per promuovere i libri su Instagram e, per quanto riguarda le foto, non sopporto che siano fatte tanto per fare. Sto cercando di migliorare la pagina della libreria, di dare una continuità, un suo stile, mi dice. Abbiamo alcune clienti che non comprano un libro prima di aver sentito le mie pillole, altri invece mi dicono che possono essere anche una cosa buona, ma alla fine un lettore poi le ascolta e va a comprare i libri su Amazon. Ma Laura mi fa capire che per lei è giusto e fondamentale fare promozione, che non si può rimanere fermi. Poco dopo in libreria entrerà una cliente che le solleciterà i nuovi consigli e Laura mi guarderà come per dirmi, Te lo avevo detto…

Durante il lockdown ho fatto anche tante presentazioni online, e se posso trovare qualcosa di positivo in quel periodo, è proprio il fatto che ho potuto chiacchierare con scrittori che magari qua non verranno mai.

Si sono allacciati nuovi legami e abbiamo fatto anche gruppi di lettura a distanza. Ancora oggi, ne stiamo mantenendo uno con il sostegno di Bompiani, mi racconta, ora, per esempio, abbiamo un ciclo di letture legate al gotico. Voi partecipare? Poi si meraviglia che io non abbia ancora letto Giro di vite, mi dice: Devi è uno dei migliori racconti di fantasmi. E io, ovviamente, dovrò…

Poi in libreria, da subito, ovvero già dal 2008 abbiamo iniziato a fare presentazioni, oltre che laboratori di ogni tipo: scrittura creativa, lingue e anche cucito, per dirne alcuni. Lia è molto brava con ago e filo, mi dice Laura, tutto ciò che c’è in negozio esce dalle sue mani e dalla sua fantasia. E in negozio c’è davvero un’esplosione di idee in stoffa: cuscini, shopper, segna e porta libri.

Sono un’accumulatrice di stoffe, mi racconta Lia, quando le vedo non so resistere. Per l’inaugurazione di Le Mille e una Pagina ho creato più di un centinaio di porta libri in stoffa e li abbiamo regalati a chi è venuto a trovarci. Alcuni porta libri sono rimasti in negozio e continuavamo a spostarli da qua a là, poi un giorno ci siamo guardare e dette: Perché non proviamo a venderli? E da quel giorno non mi sono più fermata.

Cucire è il mio passatempo, lo è anche cucinare, questo per dire che non dedico tutto il tempo libero alla lettura, mi dice Lia. Certo leggo, ma la vera lettrice forte qua dentro è Laura.

Laura mi racconta di essere dovuta diventare una lettrice veloce: devo conoscere i libri che propongo. Li devo conoscere per consigliarli, per fare le famose pillole e anche perché alcuni li recensisco per Pulp, la rivista che un tempo era cartacea e che oggi è solo online.

Nel 2020 Le Mille e una Pagina diventa anche casa editrice. Laura mi fa notare come le date importanti per questa realtà sono legate a momenti di crisi: 2008 crollo Lehman Brothers, 2020 Covid. Mi hanno detto di avvisare per tempo quando deciderò di fare la prossima mossa, sorride Laura.

Se vuoi fare qualcosa non puoi aspettare il momento giusto, continua, perché difficilmente negli anni a venire esisteranno dei momenti giusti, bisogna farlo, certo valutare che il rischio sia sostenibile e poi provare.

Intanto, in due anni, la casa editrice ha pubblicato già diversi libri di narrativa, autori locali mi dicono le libraie, poi Laura mi mostra l’ultima uscita, l’unica del 2022, una gaphic novel. Ma siamo aperte a ogni genere di proposte, aggiungono insieme.

Non facciamo questo lavoro per diventare ricche, mi dice Laura, se avessi puntato a questo avrei aperto un’agenzia di pompe funebri e, aggiunge, c’è stato un momento in cui stavo per farlo.

E mentre mi racconta questo Laura diventa Luciana Littizzetto, ovvero le assomiglia tantissimo e glielo dico. Lei mi risponde che del resto ha lavorato molto in teatro, e io penso che questa donna ne ha fatte davvero tante di cose; poi rilancia e mi racconta che una collega le diceva che la sua voce è identica a quella di Daria Bignardi. Quando l’ho  intervistata online, volevo raccontarglielo, mi dice, ma poi non ho avuto il coraggio. Ma io continuo a a pensare che Laura è troppo Luciana Littizzetto.

E quei profumi dietro al bancone? Chiedo io. Proponiamo delle profumazioni legate ad alcuni personaggi femminili letterari, mi raccontano, sono dei veri e propri profumi, fatti da profumieri, quindi costano quanto un profumo, te lo dico, aggiunge, perché qualcuno pensa che li regaliamo con un libro. Ma è il contrario, se compri il profumo noi ti regaliamo l’edizione economica del libro.

Laura e Lia sono due libraie che ti fanno sentire accolta e ascoltata: prima di parlarmi della libreria, Laura, ha preteso che le raccontassi di me, del mio percorso, del perché sto facendo questo viaggio. Sono due libraie che ti avvolgono con la loro dolcezze e gentilezza; questa libreria, penso tornando alla macchina, profuma di famiglia, è un luogo dove sicuramente entri anche solo per fare due chiacchiere e trovare un sorriso, anzi due.

Torna a trovarci mi hanno detto salutandomi. E io ho risposto che tornerò anche solo per continuare a parlare di quel McEwan che Laura ama tanto e ha letto tutto, in italiano e in inglese, e che io, forse, non sono ancora riuscita a capire completamente.

Le mille e una pagina è a Mortara (PV), Corso Garibaldi 7
ha un sito
una pagina Instagram
una pagina Facebook
un canale youtube

qua è dove puoi conoscere Laura e Lia e ascoltare le loro risposte alle cinque domande

Il Libro Vagabondo proposto da Laura e Lia