Le due zitelle_Belluno

Libro Vagabondo_Cinquantesima tappa

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E siamo a cinquanta! penso mentre dico a una Belluno che non conosco: Ci vediamo dopo noi, ora ho un appuntamento e sono anche, forse, un poco in ritardo. Nell’orecchio Google Maps rilancia con un paio di indicazioni e mi conduce davanti alla porta della libreria, alzo lo sguardo sull’insegna: Le due zitelle. Vorrei fare un entrata a effetto, dicendo una cosa tipo: Ecco la terza zitella! Ma non so ancora cosa mi attende, prima voglio vedere e capire chi sono Carmen e Marta, le due libraie.

Carmen mi accoglie subito con una stretta di mano e un sorriso, seguito da quello di Marta che arriva un attimo dopo, salendo o scendendo le scale, non ricordo.

Decido di chiedere subito il perché di quel nome che, non lo nascondo, mi ha spinto da subito a volere questa libreria dentro al mio progetto.

Il nome è nato prima della libreria fisica, mi dicono le libraie, è nato a un tavolino di un bar: ora tutti ci chiedono se abbiamo pensato al libro di Landolfi, ma noi rispondiamo che ha un’origine molto più pop, legato ai personaggi di Andrea Vitali. A noi Vitali ha sempre fatto ridere, aggiungono, e ci serviva poter sorridere pensando ai sacrifici e ai momenti duri, all’ansia che avremmo potuto incontrare con l’apertura di un’attività nostra, di una libreria. Le guardo e confesso che io, banalmente, avevo pensato che due zitelle stesse per il loro stato civile, racconto loro dell’entrata a effetto che avrei voluto fare e mi rispondono che, in fondo, anche quello ci sta.

Marta e Carmen si sono conosciute nella libreria storica di Belluno, sono state colleghe per cinque anni, ma a un certo punto hanno sentito l’esigenza di creare qualcosa di loro.

Volevamo poter scegliere, decidere cosa sarebbe entrato nella nostra libreria, raccontano, e ora possiamo dire che ogni libro che vedi qua dentro è stato valutato da noi, da entrambe.

Certo le scelte non sono dettate solo da ciò che ci piacerebbe realmente avere, perché dobbiamo tenere conto anche e soprattutto dei lettori, di ogni lettore. Poi alcuni libri sono collocati più in evidenza, altri meno, ma cerchiamo di accontentare il gusto di chi entra da  Le due zitelle.

Carmen mi dice di essere libraia praticamente da sempre, ho fatto anche altro, ma per poco tempo e in un’altra vita, aggiunge. Marta arriva da esperienze diverse, ha studiato lettere, ha fatto l’università a Urbino e si è mantenuta facendo un poco di tutto: anche la lavapiatti, mi dice. Poi ho fatto un master in editoria per l’infanzia, aggiunge, ma  le scelte dei libri del piano superiore (riservato quasi esclusivamente ai bambini) la facciamo insieme, io e Carmen.

Sorride sempre Marta (del resto lo fa anche Carmen): scusami gli occhiali da sole, mi dice, ma sono in piena allergia e non riesco a farne a meno. (aggiungo l’elemento occhiali dato che lo troverete nel video dell’intervista)

Torniamo per un attimo a quel tavolino di un bar dove è nato il nome di una libreria che ancora non esisteva, se non come idea. Torniamo a quello che per un poco è stato solo un sogno.

È stata Carmen a insistere di più, mi racconta Marta, è stata lei a volere e forse a vedere che questo sogno si sarebbe potuto realizzare. Ma il sogno è rimasto tale per un po’, fino a quando abbiamo preso il coraggio o, forse, capito che potevamo farlo, che dovevamo crederci: così abbiamo iniziato a cercare un luogo e anche qua la decisione non è stata semplice e immediata.

Poi, un giorno, siamo capitate qui e questo posto ci ha detto subito di essere lui, di essere nostro, che sarebbe diventato Le due zitelle.

Mi raccontano che il locale un tempo era un negozio di lana ed era gestito da due sorelle, un locale storico che ha chiuso per anzianità. Ora, di quel negozio, Marta e Carmen conservano grossi gomitoli di lana colorata che sbucano da uno scatolone e che usano per infiocchettare i pacchetti regalo.

Abbiamo messo dentro mobili e libri e nel novembre del 2017 Le due zitelle ha aperto e, dobbiamo dire, aggiungono, che l’accoglienza è stata calorosa: il giorno dell’inaugurazione, la piazza davanti al negozio era gremita e ancora oggi abbiamo un buon giro di clienti, nonostante Belluno abbia quattro librerie e solo una di catena.

Siamo partite a piccoli passi, i primi tempi in negozio non avresti trovato tutti questi libri, e anche ora cerchiamo di procedere sempre con cautela.

Non potevamo permetterci di fare diversamente e avevamo la necessità di capire cosa tenere, quanto tenere, fare i conti anche con la parte finanziaria. Ora certo siamo cresciute, i primi tempi molti dei libri che vedi a scaffale, mi dicono, erano esposti con la copertina in evidenza, per riempire gli spazi, ora possiamo muoverci con più consapevolezza, dato che conosciamo meglio i nostri lettori: pensa che, a volte, ordiniamo i libri già pensando a chi li potremo proporre, dicono, e a volte sono proprio i lettori a suggerirci i titoli da tenere. Del resto tutto non si può leggere, le uscite sono tantissime, così ci fidiamo di loro e loro non ci deludono.

Noto che Le due zitelle ha una proposta selezionata, ma non solo indipendente, e Carmen e Marta mi rispondono che non possono permettersi una scelta del genere: siamo a Belluno, dicono, non in una grande città, e del resto Einaudi è la casa editrice che nominano non appena chiedo loro se hanno qualche preferenza. Poi mi raccontano che, quando hanno aperto, sono partite pensando subito al settore dei classici: lì avevamo entrambe le idee molto chiare, è un settore al quale teniamo davvero molto, dicono.

Marta e Carmen danno subito l’idea di due amiche che si vogliono bene, si stimano e si rispettano:

ci siamo incontrate sul lavoro, quindi già conoscevamo questo aspetto l’una dell’altra.

Due persone molto affiatate che spesso sembra parlino all’unisono o, comunque, un pezzetto per una andando a formare la risposta completa, ma comunque due persone molto diverse. Carmen è più pacata forse, una grande camminatrice che affronta viaggi in solitaria e che dice che Marta è più brava a godersi la vita. Poi ci tiene a dirmi che, scegliendo Marta, ha scelto la migliore!

Sono diverse e hanno gusti diversi di lettura, e questo è di certo un punto di forza per garantire un’offerta diversificata ai lettori e per non cadere nel voler leggere lo stesso libro, anche se alcuni libri da Le due zitelle, sono importanti per entrambe le libraie e  sono quelli che possiamo definire dei long seller: i libri non scadono, possono essere riproposti anche per diverso tempo, mi dice Marta.

E long seller credo diventerà o sia diventato quel Libro Vagabondo che, in questa tappa scoprirò in anticipo, dato che esce in un nostro discorso e Carmen e Marta non sanno mantenere il segreto (anzi i loro occhi e i loro sorrisi non ne sono capaci). Un libro che a distanza di un solo giorno ritroverò sulla mia strada, in un altro percorso, ma questa è un’altra storia.

Marta ama la poesia e mi confessa di doverne leggere almeno una al giorno: da noi il settore dedicato alla poesia è molto fornito, e, devo dirti, aggiunge, che la poesia sta riguadagnando terreno anche tra i lettori, merito dei social, merito di alcune case editrici che stanno facendo una buona promozione. A me piacciono i gialli, mi dice Carmen, ma quelli che hanno una buona trama e non troppo spargimento di sangue, aggiunge: del resto i gialli bisogna leggerli, dato che sono molto richiesti e non solo in estate, come molti pensano. Mi piacciono anche le storie sentimentali, aggiunge, arrossendo un poco (ma questo forse me lo sono solo immaginata), quelle storie che finiscono bene, dove l’amore vince insomma. Quelle che non piacciono a me, dico io. Almeno nei libri lascia che l’amore vinca, mi dice lei, io voglio chiudere il libro e sentirmi serena. Ma leggo anche libri pesanti e dolorosi, aggiunge, indicandomi la sua lettura del momento.

Abbiamo da poco ripreso a fare le presentazioni, mi raccontano, siamo partite a rilento rispetto ai nostri colleghi che ammiriamo per aver ripreso subito dopo il Covid e le restrizioni; qua, oltre a presentare libri, facevamo e faremo eventi anche musicali, incontri di poesia, mi dicono. Invece non abbiamo un gruppo di lettura, quello no, viviamo già dentro alla libreria praticamente sempre, aggiungono. In fondo, abbiamo deciso di intraprendere questa attività, di cambiare vita e di farlo in due anche per avere del tempo libero, cosa che quando lavoravamo come dipendenti non avevamo. O, meglio,

fare le libraie è impegnativo certo, ma almeno il ritmo lo decidiamo noi: come abbiamo deciso di non aprire la domenica o di chiudere a un orario decente alla sera.

E se abbiamo bisogno di fare una commissione o di assentarci per un motivo, sappiamo che possiamo farlo, sappiamo che siamo in due.

Insomma vogliamo avere anche la possibilità di avere una vita fuori dalla libreria, di andare in vacanza anche se la libreria è aperta. Ancora non lo abbiamo fatto, dice Carmen, ma lo faremo, aggiunge Marta.

Ci piacerebbe fare più rete con le altre librerie, con alcune abbiamo contatti e quando capita noi siamo sempre disponibili, siamo un po’ fuori zona, lo sappiamo, e questo ce lo dicono anche per quanto riguarda le presentazioni. Così propongo loro di partecipare a #edopocosaleggo , mi rispondono che ci penseranno, noi siamo poco social, ci piace poco apparire in video, ma accettano di rispondere alle #cinquedomande (nei prossimi giorni pubblicherò le loro risposte).

Ora dobbiamo bere un aperitivo, mi dice Marta, siamo nel nord est e a quest’ora è praticamente d’obbligo, così l’ultima chiacchierata si svolge tra un bianco, il mio, una birra, la sua e un succo di mela chiesto da Carmen (come ho detto sono molto diverse Carmen e Marta…); e si svolge a porte chiuse, nella tranquillità dell’orario di chiusura per il pranzo. Avete un buon giro di clienti, dico, dato che fino a quel momento il via vai di lettori è stato costante, e la sensazione è che ogni cliente a Le due zitelle, sia un amico, venga riconosciuto e, soprattutto, se ne conoscano i gusti; non possiamo lamentarci, mi rispondono, anche se ovviamente dipende dai giorni e dal momento, è tutto molto imprevedibile.

Esco da Le due zitelle e vado a conoscere Belluno; porto con me il cinquantesimo #librovagabondo e

la sensazione di aver conosciuto due donne che hanno trovato la loro dimensione di vita, in un ambiente che amano e che è fatto a loro misura, due amiche che condividono una grande passione e che trasmettono quella passione a chi varca la porta della loro casa.

Due libraie che non fanno e non faranno mai sentire a disagio chi ha gusti diversi dai loro, perché essere librai o libraie non vuol dire salire in cattedra, ma forse solo sedersi al banco di fianco e passare, se necessario, i compiti.

Libreria Le due zitelle è a Belluno, piazza Piloni 9
ha una pagina Instagram
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qui e dove potete conoscere Carmen e Marta e ascoltare la loro risposta alle cinque domande

Il Libro Vagabondo proposto da Carmen e Marta