L’anima del polpo

Sy Montgomery – Aboca

“Il problema di interpretare i polpi è che sono troppo espressivi… molto più di qualsiasi altra specie io abbia conosciuto. Noi abbiamo la poesia, la danza, la musica, la letteratura. Ma anche con le nostre voci e costumi e pennelli e argilla e tecnologie, potremo mai avvicinarci a esprimere quello che un polpo può dire con la sua pelle?”

Prima di leggere il saggio di Sy Montgomery, io questa cosa dell’espressività del polpo proprio non la sapevo; per me i polpi erano, semplicemente, animali acquatici da mangiare in insalata con le patate. Erano quegli animali che, nelle mie passeggiate sul lungomare di Bari, tra le mai (e non aggiungo altro) dei pescatori baresi. Erano “la protagonista” di un film horror.

Poi sono entrata (metaforicamente) nel New England Aquarium e ho scoperto che i polpi sono certo animali molto aggressivi

“i polpi possono divorarsi a vicenda, quindi gli appuntamenti al buio nei confini dell’acquario, dove nessuno può scappare se non vanno d’accordo, sono ancora più rischiosi che in natura.”

ma anche animali capaci di annoiarsi

“Un altro rischio della noia è che il polpo potrebbe cercare di spostarsi in un luogo più divertente. Hanno una capacità degna di Houdini di sfuggire ai loro recinti.”

nascono molto piccoli e crescono velocemente

“Il polpo gigante del Pacifico è uno degli animali che cresce più in fretta sul pianeta. Uscendo da un uovo grande quanto un grano di riso, può diventare nel giro di tre anni più lungo e pesante di un uomo.”

e, ovviamente, sono animali molto intelligenti, pur facendo parte del gruppo degli invertebrati, come le vongole (notoriamente animali senza cervello)

“Un polpo, a differenza di una vongola, non deve aspettare il cibo per mangiare; può cacciare quanto una tigre. E se buona parte dei polpi ha una preferenza per i granchi, un singolo animale può cacciare molte decine di diverse specie di prede, ognuna delle quali richiede una strategia di caccia diversa, un diverso insieme di competenze, una diversa serie di decisioni da prendere e modificare.”

e, da animale intelligente, gioca. Compie atti solo per il piacere di divertirsi: come bagnare con i suoi spruzzi chi passa a trovarlo.
Sceglie a chi dare l’amicizia, chi è simpatico e chi non lo è. Del resto ha ben tre cuori da poter donare!
E, infine, e soprattutto, il polpo femmina è una madre premurosa alla massima potenza


“In natura, la maggior parte delle femmine di polpo depone le uova una sola volta, e poi le custodisce con tale assiduità che non le abbandona nemmeno per andare a caccia di cibo. La madre, per il resto della sua vita, fa la fame.”


Queste sono solo alcune delle cose che ho imparato, forse quelle che mi sono rimaste più in testa. Ma posso dire che, leggendo L’anima del polpo, mi sono affezionata ad Athena, a Octavia, a Kali e anche a Kharma e ho iniziato a guardare i polpi in modo differente, tanto che probabilmente non riuscirò più a mangiarli (e dovrò distogliere lo sguardo dalle azioni dei pescatori baresi)


“Non posso saperlo, è ovvio; e non posso sapere di preciso che cosa significo per lei. Ma so che cosa lei – come Octavia e Kali – significa per me. Hanno tutte cambiato la mia vita per sempre. Ho voluto loro bene, e gliene vorrò sempre, perché mi hanno fatto un dono meraviglioso: una più profonda comprensione di quello che che significa pensare, sentire e conoscere.”


Detto questo, aggiungo solo due commenti:
a mio avviso alcuni passaggi del saggio sono un po’ ripetitivi e qualche pagina si sarebbe potuta eliminare.
una domanda, sarà anche banale, ma me la sono fatta: tanto amore e tanta amicizia per questi animali non si scontrano con il loro tenerli in cattività? Il voler vedere nei loro tentativi di fuga un desiderio di evadere dalla noia, non dovrebbe far pensare invece che questi poveri polpi desiderassero solo il loro oceano?

Comunque una lettura che mi ha arricchita e mi ha fatto scoprire un nuovo mondo
Ah, dimenticavo, c’è anche una scena di sesso


“Si butta tra le braccia di lei. Squirt si rovescia, offrendogli il ventre vulnerabile, di un bianco cremoso. Si baciano mentre migliaia di luccicanti, squisitamente sensibili ventose assaggiano, tirano e succhiano a vicenda. Entrambi avvampano per l’eccitazione.”