La versione migliore di me

In uno dei numerosi post di buoni propositi o di richieste fatte all’anno nuovo, ho letto: Vorrei solo riuscire a essere la versione migliore di me stessa, o qualcosa di simile.

Ho pensato che, forse, sta proprio tutto lì:

nel provare tutti a essere meglio di quello che siamo, perché probabilmente in ognuno di noi c’è un margine di miglioramento, ci sono dettagli, spigoli, pensieri che potremmo rendere migliori, arrotondare, cercare di ammorbidire.
Ho pensato a quell’amico che ogni sera torna a casa chiedendosi se potrebbe essere una persona migliore e che, ogni volta, si risponde Sì.

Ho pensato che la versione migliore di me stessa sarebbe di certo meno nervosa, meno aggressiva. Sarebbe una persona che conta fino a dieci prima di rispondere, che non pensa sempre che dall’altra parte ci sia qualcuno pronto a ferirla, che considera non solo la sua fragilità ma anche quella di chi le sta di fronte. Perché ognuno ha la sua, magari diversa, ma pur sempre fragile.

Ho pensato che forse quelle versione migliore di me farebbe di più per gli altri,

non si nasconderebbe dietro a un Ma cosa posso fare io? Dietro a un Non ne sono capace.


Qualche giorno fa sono andata al supermercato a comprare quel panettone che da lì a poche ore sarebbe servito per festeggiare la fine dell’anno; quando sono uscita, davanti a me un uomo ha allungato la mano per chiedere un aiuto, una moneta. Io sono andata oltre, con una fretta che non aveva giustificazione. Nel tratto tra quell’uomo e la macchina ho pensato che sono una persona fortunata io e che spesso do questo per scontato, ho pensato che sto bene e anche i miei cari, con i quali avrei tagliato il panettone e brindato all’anno nuovo, stanno bene.

Sono arrivata alla macchina e ho appoggiato il panettone, sono rimasta un attimo davanti alla portiera chiusa, ma poi sono tornata indietro. Ho raggiunto quell’uomo che era sempre lì, con la mano tesa e lo sguardo triste: gli ho dato una moneta e un timido sorriso. Lui mi ha detto Grazie.


Non ho fatto nulla, un gesto piccolo, ma quando sono tornata alla macchina ero più bella. Un pizzico più bella di un attimo prima.