In villa

W. Somerset Maughman – Adelphi

«Ora, mia cara, non hai di che preoccuparti,» le aveva detto «bada solo a rimetterti in forze e in salute. Della tua bellezza non parlo, perché niente la scalfisce. Sei una donna giovane e molto graziosa, e non dubito che ti risposerai. Ma la prossima volta non sposarti per amore, è uno sbaglio; sposati pensando alla posizione e alla compagnia».

Mary è una giovane e bella vedova inglese che ha preso in prestito da amici una villa nella campagna attorno a Firenze. Si era sposata per amore, ma come afferma lei stessa, dell’amore ha raccolto solo la parte negativa

«Ma io l’amore non lo voglio. Sono arcistufa, dell’amore».
Lo disse con tale veemenza che Rowley sussultò.
«È strano dir questo, alla tua età».
[…]
«Vedi, ho amato pazzamente mio marito. Mi dissero che ero una sciocca a sposarlo; dicevano che era un giocatore, che beveva; non mi importava.
[…]
Ti meravigli se dico che dell’amore sono arcistufa. Per anni ho conosciuto solo le umiliazioni dell’amore».

Così quando Edgar, che di lei è sempre stato innamorato, Edgar che è stato amico di suo padre e che, quindi, ha almeno vent’anni più di lei, la chiede in moglie; lei, pur non amandolo, si prende qualche giorno per pensarci. In fondo lei a Edgar vuole bene, Edgar è un uomo piacevole e distinto, è un uomo ambizioso e in carriera, presto diventerà governatore del Bengala.

“Alto, asciutto, Edgar aveva un aspetto mirabilmente distino; aveva una dignità naturale e l’aria sicura dell’uomo avvezzo da anni all’obbedienza altrui. Scorgendolo in una folla ti saresti chiesto chi era quell’uomo dal volto così pieno di carattere, dal tratto così autorevole.”

Ma Mary è corteggiata da Rowley, uomo di poca ambizione e pessima reputazione. Uomo che vive di rendita e passa da una donna all’altra. Uomo che ama godersi la vita e che ispira poca fiducia

“Rowley non era gran che. Aveva una faccia passabile, ma una statura non superiore alla media, e nel vestito appariva tarchiato. Non c’era in lui un solo tratto che si potesse dir bello […] Un’aria dissipata; ambigua, diceva chi non l’aveva in simpatia. Anche i suoi migliori amici ammettevano francamente che di lui non c’era da fidarsi. […] Rowley, insomma, che adesso aveva appena passato i trent’anni, era un giovanotto di pessima reputazione, pienamente meritata.”

Rowley che, ovviamente, vien respinto da Mary.
Sarà però un fatto di sangue a cambiare (forse) gli equilibri o la prospettiva di questa storia. Perché nelle prime pagine di questo romanzo compare anche una rivoltella


“Ah, la rivoltella. Mi pare una ridicolaggine, le strade toscane sono sicure tale e quale a quelle inglesi, ma se ti tranquillizza stasera me la porto dietro»
[…]
«Ci sono in giro una quantità di operai affamati e di profughi senza un soldo» disse. «Non avrò un attimo di pace se non so che al bisogno ti puoi difendere».”


e sappiamo bene che quando una rivoltella viene mostrata… e qua mi fermo.
Maugham ci regala una novella dall’ambientazione toscana, ma dalle atmosfere inglesi. Una chicca dal congegno perfetto con dialoghi e battibecchi che non stonerebbero nelle migliori commedie americanedi Frank Capra.
E, ancora una volta, vi ripeto: se non lo avete già fatto cosa aspettate a recuperare questo magnifico scrittore!