Il sole senza ombra

Alberto Garlini – Mondadori

“Ma le foto non contano niente, ciò che conta è la leggenda personale. La sensazione di movimento, di nomadismo, di mutande usate accartocciate negli zaini, di calze spaiate, di dentifrici spremuti fino all’ultima goccia. Mi chiedevo dove stessimo andando, e perché, e chi fossimo, e come facessimo a dissolverci o disseminarci così velocemente e oscuramente da un paese all’altro, da una risata all’altra.
Forse stavamo aspettando di essere trascinati dall’onda delle cantilene di morte, dal tiro lungo della violenza che di lì a poco ci avrebbe travolto. Battevamo ritmicamente le mani, una sera dopo l’altra, un locale dopo l’altro, come in un rito tragico e spensierato.”


Ho già avuto modo di definire Il sole senza ombra come un romanzo “sbam”, uno di quei romanzi che, una volta chiusi, devi lasciare un poco decantare sul comodino e dentro di te. E così ho fatto io, tornando a guardare di tanto in tanto quella copertina, quel volto di pagliaccio, che era lì a suggerirmi che là dentro di certo non avrei trovato grasse risate; in fondo, ho sempre pensato che ci siano poche immagini più tristi delle labbra dipinte sul volto di un pagliaccio, quelle labbra che paiono costrette a essere rivolte verso l’alto, mentre forse vorrebbero andare altrove.
E ce lo dice anche Garlini nelle note alla fine del libro: “comico e tragico stanno insieme, la risata è profonda solo quando racchiude il dolore” e pare volerlo urlare in ogni pagina Elmo X, il protagonista di questo splendido romanzo, un uomo che forse qualcosa nasconde, un uomo che usa la verità per far ridere il suo pubblico (ma qual è la verità?), per avere potere su quel pubblico. Un uomo complicato, difficile da capire e che forse non vuole proprio lasciarsi capire.
Elmo è un comico, Elmo cerca la risata perfetta, sul palco come nella vita.

«Com’era la sua risata?» gli chiesi.
«Perfetta. Menta zenzero e aceto.»

(bellissima la pagina del romanzo dove Elmo afferma di essere un “cacciatore di risate”)
Elmo è un uomo imprigionato nel suo ruolo, dentro la narrazione che si fa e ci fa di se stesso. Un uomo che forse in modo diverso non crede di poter sopravvivere.

“Invento dei mondi, perché questo mondo mi fa paura.”

È bello Il sole senza ombra, e belli sono i dettagli di vita che l’autore ci racconta, quelli che paiono essere insignificanti, inutili, come un gioco tra amanti che trasforma la merce del supermercato in rifiuti, o la descrizione di una risata. Ma sono proprio quei dettagli a raccontarci i protagonisti, a farceli sentire veri, reali.

“Ma io non parlo mai delle cose di cui tutti gli altri parlano. Dei dolori soprattutto, e degli amori. O ne parlo in modo traverso, senza dire nulla di preciso. E come potevo spiegarle che le avevo già rivelato ogni segreto succhiandole i capezzoli, o baciandola mentre impastavamo il pane?”

A chi lo consiglio? A chi vuole leggere una storia scritta bene, a chi vuole imparare a scrivere bene o meglio, a chi non ha paura di soffrire tra le pagine di un libro e di scendere all’inferno con i protagonisti; o di affezionarsi a un personaggio che nella vita reale avrebbe, forse, detestato. E a chi ha amato un certo Bolano (Garlini non so se condividerebbe, ma io Bolano in alcuni momenti l’ho sentito proprio… un Bolano con la via Emilia come sfondo)

 

qua è dove potrai ascoltare e guardare la diretta Instagram che ho fatto con Alberto Garlini