Il signor M, un uomo da sposare

Il Signor M. quando passa davanti alla libreria, entra. Anche solo per un saluto, anche solo per uno scambio di battute e di sorrisi.
Spesso ha più di un giornale sotto al braccio e la borsa della spesa. O il carrellino, quando la spesa da fare è di più o più pesante.

Qualche giorno fa ha sottolineato il fatto di essere un uomo che, nonostante l’età avanzata, ancora si arrangia a fare spesa, che sa cucinare e che ha un discreto gruzzoletto da parte.

Ha detto di essere un uomo da sposare.

E io, anche se credo che il Signor M. sia già sposato o che, comunque, abbia una donna nella sua vita, mi sono offerta volontaria.

Il Signor M. ha certo un gruzzoletto da parte, o almeno lui questo sostiene, ma ciò che io apprezzo di più in lui è quel sorriso che pare non abbandonarlo mai, quella sua voglia di prendere sempre in giro la vita.

Ora ha ordinato tutto ciò che ha scritto uno scrittore italiano del Novecento, ha detto di avvisarlo quando saranno arrivati tutti i libri, perché così verrà con il carrellino della spesa e porterà via tutto.

Ha detto che vuole fare un omaggio a una persona di valore e io ho pensato a un regalo a un amico, ma poi ho capito che la persona era proprio lo scrittore stesso.

O, molto più probabilmente, i suoi eredi.

Ieri è entrato in libreria con una borsa di una nota gastronomia milanese, ha detto che solo lì trova la frutta secca veramente buona, ha detto di essere ghiotto di frutta secca. Poi mi ha detto apri un pacchetto e assaggia. Io ne ho scelto uno a caso,

ho pescato alcune mandorle e credo di aver mangiato le mandorle più buone di sempre!


La qualità si paga, diceva sempre mia nonna e probabilmente dirà anche il Signor M.. Ma forse lui anche no, lui sorriderà in quel suo solito modo e, seduto in poltrona, aprirà il giornale e penserà che ormai il mondo può fare quello che vuole, lui ha l’età in cui può ancora sorridere e prendere le distanze.

E, magari, lo farà mangiando le famose tre noci che fanno bene alla salute e, credo, anche all’umore.


Ecco perché io il Signor M. lo vorrei proprio sposare…