Il signor A.,Un uomo del Sud

Il Signor A. mi ha detto che ha una lista di donne preferite, sono tutte donne forti, mi ha detto, donne che hanno saputo farsi valere; stava guardando un libro su Anna Bolena, e mi ha detto che Anna Bolena è in quella lista, e che c’è anche Cassandra nella lista, ma che la prima posizione spetta a Medea.

Poi mi ha detto che in quella lista ci sono anche io ora, ma che sono in una colonna a parte, perché io sono vera, sono viva.

Per un po’ poi il Signor A. mi ha parlato delle donne nella mitologia, ma poi, non so come, siamo finiti a parlare delle sue origini, mi ha detto di essere nato in una città del Sud e che gli piace leggere ciò che gli scrittori suoi conterranei scrivono. Mi ha detto di essersene andato da quella città quando aveva vent’anni e di esserci tornato raramente: Ho pensato, ha detto, che se non me ne fossi andato via, la mia vita non sarebbe cambiata di molto, forse avrei sposato un’altra donna, forse avrei fatto un altro lavoro, ma alla fine sarei sempre stato io.

Mi ha raccontato di quella volta in cui è tornato nella città del Sud con sua moglie, mi ha detto che ci era tornato per rivedere i suoi luoghi: la sua casa, la sua scuola. Avevamo parcheggiato fuori dal centro, ma abbastanza vicini da poterlo raggiungere a piedi, ha raccontato, in una via anonima, ed eravamo entrati in un bar a bere un caffè. Il barista parlava con un cliente nel mio dialetto stretto,  io l’accento delle mie origini lo avevo perso da tempo e mia moglie, ha detto, aveva un accento emiliano. Eravamo stranieri insomma, ha aggiunto. Poi mi ha raccontato che prima di andare via, il barista ha donato una rosa a sua moglie. Mia moglie non era già più giovane, mi ha detto, e non è mai stata particolarmente vistosa, ma quell’uomo gli ha regalato una rosa solo perché era una donna. Non so se altrove questo sarebbe potuto accadere, ha aggiunto.

E io ho pensato che il Signor A. forse ha perso l’accento, ma i modi del suo Sud non li ha ancora persi.

Poi abbiamo discusso per un po’ di un libro che io non ho amato e che lui ha cercato di difendere.

Infine se ne è andato avvolto in quel suo piumino con l’interno disegnato da piccole papere gialle.