Sorj Chalandon – Keller editore – traduzione Silvia Turato
“Steve McQueen era il pilota Michael Delaney.
«Da noi, Michael Delaney si dice Michel Delané» mi aveva spiegato mio fratello.
Ero rimasto di sasso. Io e Delané avevamo lo stesso nome.
Steve McQueen fu l’eroe americano della mia infanzia. L’avevo visto ne I magnifici sette, La grande fuga, Bullit. Imitavo il suo sorriso allo specchio, il suo modo di aggrottare le sopracciglia. A scuola, quando qualcuno mi provocava, stringevo le labbra come lui. Gli rubavo un po’ della sua smorfia. Mio fratello giurava che io e Steve McQueen avevamo la stessa ombra sul viso. E che il mio silenzio assomigliava al suo.
«Robe da matti, hai i tuoi stessi occhi» aveva detto anche. “
Già dalle prime righe capiamo che Michel ha due miti: Steve McQueen del quale ha un poster attaccato in camera e il fratello Joseph, Jojo. Poche pagine più avanti sapremo che Jojo inizierà a lavorar in quella miniera che non dà scampo
«Quando torna in superficie, il minatore non è altro che un sopravvissuto. Anche se si è lavato, il carbone se lo porta su. Gli rimane nei capelli, nel naso, agli angoli degli occhi, tra i denti. Nei polmoni la miniera ha preso il posto dell’aria. Il minatore non è morto. Ma sa che la morte lo aspetta»
Quella miniera che il 27 dicembre del 1974 si prenderà 42 minatori. Quella miniera che porterà via Jojo a Michel e cambierà quella che avrebbe potuto essere la sua vita.
Ecco, secondo me, questo è tutto ciò che deve sapere un lettore che inizia a leggere Il giorno prima, non una parola di più. Se non che questo romanzo è uno di quei romanzi che ti stupisce e dal quale non puoi uscirne indifferente. Ma non tanto nei confronti delle condizioni di vita e di morte dei minatori, dei diritti dei lavorati, delle morti sul lavoro; certo anche, ma soprattutto nei confronti della letteratura e di come dovrebbe essere un romanzo scritto e fatto bene.
Il giorno prima è il terzo Libro Vagabondo, la proposta di Tempo Ritrovato Libri di Milano

