Il femore di Rimbaud

Frank Bartelt – Prehistorica – traduzione Alice Laverda e Lamberto Santuccio

“Checché se ne dica, è sempre un buon principio quello di iniziare dal principio. In principio, dunque, era giorno di mercato a Larcheville. Un sabato, nel tardo pomeriggio. Da due o tre minuti una donna scalpitava davanti alla mia merce. Graziosa. Una bionda dall’ossatura un po’ spigolosa, spalle magre, seno piccolo, piccolo didietro, vestita in pieno stile ardennese, col maglioncino di rito in lana leggera, nonostante il caldo. Quando è apparsa, io stavo leggendo la Deontologia della camera d’aria, un’impegnativa cosmogonia recuperata il giorno prima mentre svuotavo una soffitta. L’avventrice sembrava interessata a un anello.”


Ci parla in prima persona il protagonista de Il femore di Rimbaud, il secondo romanzo di Bartelt che Prehistorica pubblica per la gioia dei lettori. Ci parla in prima persona, come già ha fatto il protagonista di Colpo gobbo, e, anche qua, la storia i lettori la vivranno tutta attraverso il suo sguardo. Lo sguardo di Monroe

“… mi chiamo Monroe. Come Marilyn, proprio uguale. Ma tutti mi chiamano Majésu Monroe. E nemmeno questo è il nome di un tipo qualunque.”

Monroe è un rigattiere, ma non un rigattiere qualunque. Sul suo banco al mercato, vende o prova a vendere, non articoli banali raccattati qua e là, ma articoli di “qualità”, articoli che hanno una loro dignità storica



“Commercio soltanto oggetti di carattere storico. Il ciuccio di Richelieu, le ceneri della Fenice, una carta d’identità totalmente illeggibile che gli esperti credono possa appartenere al milite ignoto.”

 

articoli che sono legati a personaggi famosi, come l’anello appartenuto sorella di Rasputin



-Alla sorella di Rasputin?
-La minore. Sì, perché Rasputin ne aveva due, come lei di certo saprà.



che sarà galeotto per il colpo di fulmine che arriva già nelle prime pagine e che introdurrà ai lettori la seconda protagonista di questa storia: Noémie.



«La mia idea dell’amore, ha detto, è il romanticismo, l’eroe che sa ciò che vuole, l’uomo che protegge la sua donna, il tipo che ha muscoli e cervello, che sa farsi rispettare sempre e dovunque, anche dopo quindici bicchierini di anisetta.
Non vorrei sembrare presuntuoso, ho detto, ma io sono l’uomo che fa per lei.

 

E che scopriremo subito essere figlia di genitori molto ricchi che lei però disprezza, come disprezza il capitalismo tutto. E così, il nostro eroe


“Con le donne sono debole. Mi industrio fin troppo per realizzare i loro sogni. Mi sta troppo a cuore questo voler coincidere con la loro concezione di uomo ideale. Mi impegno troppo per renderle felici.”


racconterà di aver ucciso un capitalista e che in prigione, al posto suo, ora c’è un innocente. E… e qua mi fermo. Perché raccontandovi troppo rischierei di rovinarvi l’esperienza di leggere la storia che Bartelt è riuscito a costruire.


Il femore di Rimbaud è un romanzo rocambolesco dove, forse, sarebbe più facile dire cosa manca, invece di cosa c’è: è una storia picaresca, un noir, una storia d’amore, un romanzo ironico e divertente, un romanzo dove alcol e sesso non mancano. Fa sorridere e tiene attaccati alla pagina, perché il lettore vorrà scoprire dove è capace di portarti Bartelt e cosa si inventerà il suo Monroe


“Racconto gli eventi così come si sono prodotti e nell’ordine in cui sono accaduti. Questo non è un romanzo. Tutto quello che dico ha la pretesa di essere vero, persino le bugie, quando ce ne sono.”


il suo eroe che è anche un antieroe, un uomo che si dichiara subito come un bugiardo e che non è capace di essere modesto, che non esita a decantare le proprie lodi. Un uomo che ha una sua deontologia


“… agli anziani non vendo mai a prezzo pieno, perché non possono godersi l’oggetto a lungo tanto quanto i giovani.”


Un sognatore capace (come il suo ideatore) di creare storie per abbellire la miseria della vita, forse


“Gli oggetti sono fatti per sognare.”


Un uomo che travolgerà il lettore con le sue parole e i suoi pensieri anche assurdi, ma che proprio per questo risulterà irresistibile a chi vorrà conoscerlo e frequentarlo. E, ancora una volta, irresistibile sarà anche la scrittura e la genialità di Franz Bartelt che riesce un poco a prendersi gioco di tutto, anche dei suoi personaggi.

Il femore di Rimbaud è in libreria da oggi, nella perfetta traduzione di Alice Laverda e Lamberto Santuccio, capace di restituirci in modo impeccabile la voce di Bartelt.