Boileau e Narcejac – Adelphi – traduzione Giuseppe Girimonti Greco ed Ezio Sinigaglia
“I soldi li avevo pronti. Cinque biglietti da cento piegati stretti stretti. Bob li prese, li stirò con calma e li infilò nel portafoglio, accanto agli altri. Ogni suo gesto era rassicurante, Afferrai la scatola e la lasciai scivolare nella tasca dell’impermeabile. Tutto fin troppo facile! Avevo l’impressione di guardare un film di gangster. Anzi, mi muovevo in un film di gangster. Scendevo le scale per andare alla toilette. Mi chiudevo dentro. Aprivo la scatola. Primo piano della mia facci un po’ lucida di sudore, intorno agli occhi. La pistola era adagiata su un cuscinetto d’ovatta, come un gioiello prezioso…”
Questa citazione è presa dall’incipit de I vedovi e, ovviamente, quando nella prima pagina di una storia troviamo una pistola sappiamo già che quella pistola, prima o poi, sparerà. Ovviamente non vi dirò né chi, né come, né perché. Anche se il perché è abbastanza deducibile, dato che il nostro protagonista, Serge, colui che ci parla in prima persona e che per noi filtra tutto ciò che succede o che immagina succedere, è un uomo geloso
«In fondo che cos’è un geloso?»
[…]
«un geloso» riprese «è un uomo che prova il piacere della vendetta ben prima di avere l’occasione di vendicarsi… Se è troppo giovane, la sua vendetta avrà il respiro corto, non trova? Nella gelosia c’è un’assolutezza, una suscettibilità alle offese che noi dobbiamo cercare di rendere in modo preciso…»
Ha una moglie molto bella che fa l’indossatrice di pullover e che lui sospetta avere un amante.
“È lei quella che dovrei uccidere. Ma so che non ne avrò mai il coraggio. I Jean-Michel, i Robert, i Marcel, quelli sì. Eppure non sono altro che tanti insetti infelici introno alla fiamma. Come me! Finché la fiamma brilla, ne arriveranno altri ancora.”
Ma la sua gelosia, come spesso succede, diventa vera e propria ossessione
“Ormai era quello che mi aiutava ad andare avanti: il sospetto. Era quello che mi aiutava a dimenticare!
Sprofondavo nella gelosia come in una sbornia. Mi sedevo in un bar, davanti a una birra che non bevevo, ed erano i miei pensieri a ubriacarmi.”
Ossessione che è essa stessa protagonista di questo noir della coppia francese Boileau e Narcejac, come protagonista è appunto Serge, voce narrante, scrittore che ha appena mandato un suo romanzo a un concorso, ma nel timore di un fallimento, lo ha mandato in forma anonima. E anche questo particolare avrà le sue conseguenze…
Come potete immaginare, parlare di un noir senza svelare troppo è davvero complicato, e questo è un noir capace di sorprenderti pagina dopo pagina, un noir dal quale non riuscirai a staccarti fino a quell’ultima pagina che a me ha fatto lanciare un’esclamazione, ma anche una fragorosa risata perché i due autori sono riusciti proprio a “fregarmi”.

