Hellisbook_Milano

Libro Vagabondo_Ventottesima tappa

Arrivo con leggero anticipo all’appuntamento con Elisabetta e mi soffermo a guardare le vetrine di questa sua libreria che, dall’esterno, complice probabilmente quel suo “titolo” e quella sua insegna quasi morbida, mi lascia la sensazione di essere in un luogo che potrebbe non essere Milano, ma città del mondo. Ma, appena entro e mi ritrovo a gironzolare tra gli scaffali, mi sento subito a casa. Elisabetta la incontro sotto un soffitto di post-it colorati che mi sono fermata a osservare (non puoi non farlo se entri da Hellisbook):

Sono ciò che resta delle manifestazioni di #ioleggoperché , mi racconta. I ragazzini delle scuole, hanno fatto le interviste in strada e poi appiccicato le risposte alle loro domande sulla vetrina, continua, questi sono solo i post-it che siamo riuscite a recuperare: alcune sono risposte comuni, altre sono provocatorie tipo “Io leggo perché la mamma mi ha messo in castigo”.

Sorride con gli occhi mentre racconta, mi fa capire quello che poi mi dirà anche con le parole: Queste sono le soddisfazioni che una libreria può e sa darti!

Anche se, aggiungerà, bisogna essere decisamente folli per aprire una libreria, andare contro ogni ragionamento che deve fare chi vuole aprire un’attività.

Hellisbook ha una forte personalità ed emana una sensazione di calore, dico a Elisabetta e lei mi risponde che il suo desiderio è sempre stato quello di far sentire il lettore a casa. Qua nulla è stato scelto per caso, continua, per trovare il colore adatto agli scaffali (fatti appositamente da un artigiano) ho impiegato mesi. Il colore scelto è un verde penicillina, del resto Elisabetta non nasce libraia, ma farmacista; poi in un periodo di attesa (era in maternità), uno di quei periodi in cui si ha del tempo per pensare, o per sognare, ha iniziato a chiedersi cosa avrebbe voluto essere da grande, come si vedeva nel futuro. Sognare è gratis, mi dice, e così io ho iniziato a vedere concretamente un mondo fatto di libri, ho iniziato a riempire gli spazi di quel mondo, a vederne le situazioni e, alla fine, continuando quel sogno mi sono ritrovata a cercar un luogo per realizzarlo.

Ho sempre visto i libri come dei punti della mia vita, continua, dei segni di punteggiatura che ne scandiscono il ritmo, che creano l’armonia dei giorni. Del resto la punteggiatura messa qua o messa là può cambiare il senso di una frase, dice, e così i libri, negli anni, sono diversi da momento a momento. Dipende da ciò di cui hai bisogno, da come sei tu in quel momento.

Mi racconta che Hellisbook nasce nel 2011: Ho aperto con due soci in un locale poco distante, poi sono rimasta sola e nel 2015 sono arrivata qua, in quella che, ancora oggi, chiamo la nuova sede.

E da farmacista Elisabetta crede nel potere curativo della parola.

Perché c’è un male poco riconosciuto, perché meno visibile, quello dell’anima e la medicina che lo cura sono le parole, sono i libri.

Ma quelli scritti bene, quelli che hanno il potere di portarti via, ma anche di farti capire che ciò che stai sentendo non è solo cosa tua e, soprattutto, ha un nome, ha una definizione. E mi fa pensare alle parole di Fitzgerald:

 “Questa è la parte più bella di tutta la letteratura: scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che non sei solo o isolato da nessuno. Tu appartieni”

Facciamo entrare in libreria i libri che ci piacciono, mi dice Elisabetta, prediligiamo quei libri che secondo noi non trovano lo spazio che meritano, e abbiamo una vera avversione verso le copertine brutte, aggiunge: copertine e titoli fanno parte del prodotto e devono rispettare il contenuto, rispecchiarlo. Parla al plurale dato che si avvale dell’aiuto di due collaboratrici, Benedetta e Matilde; anzi spesso sono più loro di me a fare le scelte, dice.

Ovviamente non si può leggere tutto, quindi alcune libri li scegliamo per istinto, per sensazione, del resto il lettore che entra in libreria spesso fa lo stesso e potrebbe scivolare anche nella scelta di un libro sbagliato, come chi compra un vestito senza prima provarlo, e un vestito costa di più di un libro, aggiunge.

Hellisbook ha anche una sezione dedicata all’usato, all’esterno della libreria scatoloni rivestiti con immagini di carta di giornale straniera, mostrano alcune proposte e rafforzano quel tono così europeo che avevo percepito al mio arrivo. Ritiriamo tutto ciò che ci portano i nostri clienti e facciamo anche dei ritiri noi, mi dice Elisabetta.

La libreria ha un tavolino con la selezione delle novità scelte dalle libraie, i libri che più le hanno colpite, ma anche una dedicata ai libri da catalogo che le libraie non smettono mai di consigliare (ve ne parlerà Elisabetta nella risposta alle cinque domande). E c’è una sezione bambini molto ben fornita, davanti alla quale c’è un tavolino bianco con una sedia gialla e una blu (io ed Elisabetta facciamo questa chiacchierata proprio sedute su quelle due sedie): Sono molti i bambini che entrano in libreria, mi dice, e ci tornano fino ai 12, 13 anni, da quell’età e fino al dopo l’università i lettori invece sono un poco latitanti. E mi racconta anche che da Hellisbook c’è una nutrita fascia di clienti over settanta, specialmente donne, e tra loro vanno alla grande le saghe familiari, ma non solo.

Ma in generale sto notando un interesse per i libri che parlano di storia, racconta Helli, ma anche di libri che mettono in risalto il punto di vista delle donne, del resto è l’argomento del momento, è nuovo, è una conquista che finalmente stiamo portando a casa in questi ultimi anni. E, devo dire, aggiunge, che questi libri sono molto letti dagli uomini.

Se devo consigliare io un libro, aggiunge, e spesso chi entra qua lo fa senza un’idea precisa, faccio prima parlare il cliente, cerco di capire quali autori frequenta, cerco di non spiazzarlo subito con scelte troppo azzardate, perché non tutti i libri possono andare bene per tutti.

Perché Hellisbook chiedo? È un nome di pura fantasia, risponde, anche se sono stati immaginati diversi significati,

ma forse il più vicino è che io mi chiamo Elisabetta, quindi un po’ per assonanza. Infatti ora, per molti dei miei clienti, sono semplicemente Helli.

Mi saluta consegnandomi il ventottesimo #librovagabondo , il libro che sta leggendo lei in questi giorni. E io, mentre le dico che tornerò a trovarla, penso a quel foglio, appeso poco distante da quei post-it colorati, con scritto

La libreria migliore di sem
sempre

(scritto proprio così: il primo tentativo di scrivere sempre ha cozzato contro la fine della pagina)

Hellisbook è a Milano, via Losanna 6
ha un sito
ha una pagina Instagram
ha una pagina Facebook

qua è dove potrai conoscere Elisabetta e ascoltare le sue risposte alle cinque domande

Il Libro Vagabondo proposto da Elisabetta