Grillo

Annet Schaap – La nuova frontiera – traduzione Anna Patrucco Becchi

«Spero che tu li riesca a trovare, ragazzina.»
«Che riesca a trovare chi?» Eliza trasale. Si divincola.  Perché quell’uomo le dice così?
«Le persone di solito non si scrivono sulla pelle quello che hanno in casa. Soltanto ciò di cui sentono la mancanza. Coloro che hanno perduto, ciò che fa male.»


L’uomo che sta parlando con Eliza ci ha visto giusto, perché lei sta cercando chi porta i nomi che si è appena fatta tatuare sulla pelle
 


“James, Joshua, Elliot, Oliver e Billy”
 


I suoi cinque fratelli. Fratelli che la matrigna dice essersi imbarcati su l’Excelsior per poi naufragare e annegare, ma che Eliza sa (o spera) di poter trovare alle Bianche Scogliere e ora lei vuole a ogni costo raggiungere quel luogo, per quanto sia pericoloso e lontano.
Ma Eliza
 


“Ha ancora un fratello, l’unico ad esserci veramente.”
 


Grillo, appunto, il più piccolo di tutti, pieno di paura e di lacrime. Grillo che balbetta e che pare avere un solo braccio. Grillo che le deve rimanere vicino, sempre. Perché Eliza ha paura di perdere anche lui, lui che un pezzetto lo ha anche perso o, meglio dire, che quel pezzettino si è trasformato in altro. O in altro è stato trasformato.
 
Ma questa storia inizia prima: quando una madre muore e un padre si risposa. Perché, come spesso accade nelle favole, una matrigna deve esserci e la matrigna di Eliza e Grillo è bella e ammaliante, ma cattiva (ovviamente) e capace di stregare chi non le va a genio o chi si mette di traverso sul suo percorso
 


«Non preoccuparti, non ti toccherà avere a che fare con mostri marini o simili. I mostri non esistono.»
«Lo… lo so» si affretta a dire.
Ma entrambi sapevano che i mostri esistevano. Anche se non sempre avevano l’aspetto di mostri.
 


Nel romanzo di Annet Schaap si respira aria di avventura e di amore e, insieme a Eliza e Grillo, si incontrano personaggi strepitosi: a partire dal giardiniere che indicherà loro la strada, passando per la signorina Amalia, maestra di rigide convinzioni, che parla con Gesù e che non uscirebbe mai di casa non vestita in modo adeguato, ma che, anche a rischio di doversi spettinare non poco, avrà un ruolo importante in questa avventura.

Per arrivare a quel personaggio strepitoso che è Bert, il barcaiolo della Fanciulla di mare, dall’apparenza rozzo e burbero, ma, in fondo, solo un uomo che cerca qualcuno che lo accompagni nei suoi viaggi. Un barcaiolo che non va in mare per pescare, ma per cercare altro


«Se non pesca» sente dire poco dopo alla signorina Amalia «cosa caspita fa per mare?»
«Cosa ci faccio?» Il barcaiolo Berg si schiarisce la gola e tira uno sputo in mare. Lei lo sente finire tra le onde.
«Niente. Navigo. Da qui a là.»
«Verso dove?»
«Verso là.»
«Là?»
«Naturalmente. Preferisco essere là che qui.»
«Come mai preferisce…»
«Chiunque lo preferirebbe. Di essere là. Anche lei, no?»
[…]
«… Non appena sei là, là diventa qui e qui diventa là. Non lo insegna ai suoi alunni?»
[…]
«Qui, capisce? Magari è noioso, ma non è poi così male. Se ci sono dei panini all’anguilla, delle osterie e dei calzettoni di lana. Allora lì il sole sembra di nuovo più caldo e la luna più bella di qui. Allora…»
«Allora cosa?»
«Allora me ne torno di nuovo indietro e vi riporto con me.»
«Ma…» dice burbera la signorina Amalia. «Così lei resta sempre in movimento?»
«Esatto»


Un libro, quello di Annet Schaap, pieno di coraggio e di solidarietà, ma anche di creature fantastiche e di magia. Un libro che si ispira all’opera di Andersen I cigni servatici (già a partire dal nome della sua protagonista) e che non può che affascinare ogni piccolo e grande lettore, ogni amante delle favole e di quelle avventure costellate da pura magia.
Un romanzo dove ci sono tanti, tanti pennuti…


“Gli uccelli si posavano in cima ai tetti e sui rami degli alberi in giardino. Ogni giorno pareva ce ne fossero di più: corvi e capinere, cormorani, gabbiani e piccoli uccellini punteggiati che cinguettavano e trillavano. Sul comignolo più alto era atterrato un grande airone grigio. Tutti osservavano con i loro occhi neri cosa accadeva di sotto.”


Ora vi chiederete: Ma se la nostra eroina pare essere Eliza, allora perché questo romanzo si chiama Grillo? Be’ leggete il romanzo e lo scoprirete.


“le persone sono fatte così: desiderano sempre ciò che non hanno.
E se lo hanno, desiderano qualcos’altro.
E così via.”