Pajtim Statovci – Sellerio editore – traduzione di Nicola Rainò
“Lui è serbo, e io sono albanese, e per questo dovremmo essere nemici, ma ora, mentre ci tocchiamo, fra noi non c’è nulla di insolito o di estraneo, ed io ho la sensazione netta che noi due, noi non siamo come gli altri, e questa sensazione si fa sempre più intensa, sempre più indiscutibilmente chiara, è come venisse dall’alto, un messaggio indirizzato a me; per noi non conta quanti ci guardano sconcertati o ci chiedono di non intralciare il loro passaggio, o quanti ridacchiano superandoci, forse perché non siamo in grado di modulare parole per loro, e nemmeno per noi stessi.”
Gli invisibili è la storia di Arsim e Miloš, gli invisibili sono Arsim e Miloš, ma forse non solo loro.
Arsim è albanese studia letteratura e vuole diventare scrittore, Milos è serbo e studia medicina, la loro storia ha inizio in Kosovo nel 1995: Arsim e Miloš sulla carta devono o dovrebbero essere nemic
“Parlando inglese non siamo né albanesi né serbi, ma dei fuoriusciti, pagine strappate di un romanzo”
ma tra di loro scatta una passione che “degenera” in amore. Si sono incontrati per caso, e iniziano a frequentarsi di nascosto, perché hanno più di un motivo per farlo: sono nemici, sono omosessuali e Arsim è anche sposato (anche se si tratta di un matrimonio combinato)
“Ci sposammo semplicemente per il fatto che è meglio vivere con qualcuno piuttosto che restare soli, perché un uomo deve avere una donna accanto, e anche per una donna è bene che abbia un uomo al suo fianco, e perché un uomo, specialmente uno come me, deve riprodursi e avere una discendenza, è quello che conta, generare almeno un figlio maschio cui lasciare casa, terra e denaro.”
Ma non possono fare a meno di ritrovarsi e di amarsi, appunto. E sarà la guerra il vero fattore decisivo, quel fattore che spazzerà via tutto.
Arsim parte con moglie e figli per una città non definita del nord, dove non riuscirà mai a trovare una sua identità,
“A volte ho sfogliato i loro testi scolastici e ho notato che il Kosovo non è nemmeno menzionato, nemmeno una parola sulla Jugoslavia, sulle sue straordinarie ricchezze e sulle magnifiche condizioni di vita che c’erano state in precedenza”
dove sente di sopravvivere, non di vivere, dove la rabbia lo fa diventare un padre prima violento e poi inesistente, dove conoscerà anche la prigione.
Miloš andrà in guerra e la guerra lo trascinerà nei suoi abissi più oscuri.
Gli invisibili è un romanzo non solo struggente, ma proprio devastante e, allo stesso tempo è un romanzo che vorresti consigliare a tutti e tutte e non per farli soffrire, ma per far scoprir loro la bellezza di queste pagine.
Pajtim Statovci ha una scrittura ipnotica. Lo è nel suo alternare i capitoli raccontati da Arsim a quelli raccontati, anzi scritti da Milos. Lo è in alcuni passaggi che hanno una cadenza quasi ritmata. Lo è nel portarci in quella camera dove tutto, o quasi tutto, questa coppia vive . Lo è nel farci credere che un amore così assoluto non potrà che avere un sereno epilogo
“Questo è il giorno più perfetto della mia vita, penso, e quella notte la gioia che proviamo è qualcosa di noto a tutti e due, quella emozione di baciargli il collo, l’uomo che sono quando gli annuso i capelli, gli sguardi che ci scambiamo, il sapore della birra lasciata sul tavolino del balcone, come le nostre labbra si toccano in quel momento, nel fuoco della sera che scende, niente di questo finirà mai, anche se domani non ci sarà più niente”
Lo è nel trascinarci con i due protagonisti nel loro sentire, nel loro soffrire, nel loro aver perso la speranza, il senso della vita tutta. Lo è nel parlarci dei sogni
“Una volta ho letto da qualche parte che la realizzazione dei sogni ha i suoi svantaggi, perché dopo aver sperimentato il tuo sogno, smetti di desiderare. Mi ha fatto riflettere, e reso anche un po’ triste, pensare che si dovrebbe in qualche modo avere paura dei propri sogni, specialmente della possibilità che si avverino. Se il valore del sogno è nella capacità di sognare, che valore può avere un sogno che si è realizzato?”
Gli invincibili è stata una delle due proposte di Irene de Il chiodo fisso e la scelta di Chiara e Federico della Libreria Periferica nella quinta puntata di #edopocosaleggo

