Emmanuel Venet – Prehistorica – traduzione di Lorenza Di Lella e Giuseppe Giramonti Greco
“Non capirò mai perché, ai funerali, cercano sempre di farci credere che c’è una vita dopo la morte e che il defunto, da vivo, non aveva difetti.”
Inizia così Fila dritto, gira in tondo: al funerale di nonna Marguerite, donna che ora pare non avere avuto un difetto, ma che, come ci racconterà il nostro protagonista così non è stato
“La sindrome di Asperger, un’anomalia dello sviluppo classificata tra i disturbi dello spettro autistico, e che somiglia all’idea che mi sono fatto del superuomo nietzschiano, mi rende asociognosico, ovvero incapace di piegarmi all’arbitrarietà delle convenzioni sociali e di ammettere il carattere sostanzialmente relativo dell’onestà. Sono pronto a riconoscere i miei limiti in questo ambito, tanto più che mi danno diritto a un vitalizio modesto ma provvidenziale. Nondimeno, sono convinto che sarebbe più sano preferire la verità alla menzogna, e che l’umanità dovrebbe impegnarsi ad aprire gli occhi ai creduloni e a punire gli approfittatori che alimentano il clima di doppiezza e di impostura nel quale, per nostra disgrazia, la nostra specie è immersa fin dalla notte dei tempi.”
Quarantacinque anni, affetto da una sindrome che lo obbliga a essere coerente e sincero, ma anche asociale, la voce narrante di questo romanzo ci racconta il suo sguardo sugli altri; il suo amore del tutto platonico per Sophie, ragazza conosciuta sui banchi di scuola
“E sono anche disposto ad ammettere che la mia concezione dell’amore è un modello estremamente difficile da seguire, ma al tempo stesso non mi sta bene che si sminuisca questo sentimento così nobile chiamando amore delle emozioni effimere, grette, capricciose e suscettibili di trasformarsi nel loro opposto in qualsiasi momento.”
Un amore fedele il suo, nonostante non sia in alcun modo ricambiato (anzi!), non come quei sentimenti “spacciati” per amore
“… mi riesce difficile capire come dei sentimenti tanto negativi e delle periodiche infedeltà possano essere al servizio dell’amore. Posso ammettere che ci si tormenti per la gelosia, che ci si separi per mancanza d’amore, o che si diventi indifferenti perché non si è capaci di tener viva la fiamma, capisco perfettamente persino la logica del crimine passionale a cui un giorno mi piacerebbe dedicare un Trattato di criminologia domestica. Ma che la violenza e la slealtà cementino una coppia, ebbene, questo sfugge alla mia comprensione.”
La sua ossessione per il gioco dello Scarabeo o per Nomi Cose Città, e la sua passione per gli incidenti aerei dove tutto è più logico , con dinamiche più inquadrabili
“… questa è la dimostrazione del fatto che i problemi aeronautici, altrettanto complessi di quelli sentimentali, possono trovare, grazie alla riflessione, delle soluzioni adeguate. Quanto ai problemi sentimentali, invece, difficilmente si riesce ad arrivare a una spiegazione logica che permetta di prevenire il manifestarsi della discordia in una coppia. Questo spiega probabilmente come mai il divorzio è così frequente e, in confronto, i disastri aerei sono così rari.”
Un uomo che può risultarci bizzarro, simpatico anche, ma che forse non vorremmo avere come amico, perché, si sa, la sincerità a tutti i costi non è sempre la benvoluta; un uomo diretto e, forse, realista che, senza alcuna empatia né comprensione dei sentimenti altrui, oltre alla sua storia mette a nudo i segreti della sua famiglia, per poi sottolineare le incongruenze della società tutta. Consegnandoci così un monologo senza alcun filtro, senza alcuna ipocrisia né diplomazia.
“Come, sul piano familiare, ci dicono che nonna Marguerite, donna reazionaria e tremendamente egoista, era un modello di tolleranza e di bontà, così, su più vasta scala, ci ripetono di continuo che è necessario al tempo stesso abbattere le dittature e vendere le armi ai tiranni per riequilibrare il bilancio; produrre più automobili e diminuire le emissioni di gas di scarico; ridurre il numero dei funzionari e migliorare il servizio pubblico, limitare la pesca e mangiare più pesce; preservare le riserve di acqua dolce ed estrarre il gas da argille, inquinando le falde acquifere.”
Un flusso di pensiero quello che ci regala Emmanuel Venet attraverso il suo incontenibile personaggio, che non può che farci sorridere, ma anche riflettere un po’.

